Rimedi post-sbornia

Filed Under (curiosità) by admin on 30-03-2007

Tagged Under : , , , , , , ,

Ok. Ieri sera avete esagerato con i festeggiamenti, o avete bevuto troppo per far colpo sul tipo che vi piace, e il risultato adesso è che lui (o lei) continua a non calcolarvi di striscio, ma voi avete un cerchio di dimensioni abominevoli in testa e tanti nanetti verde fosforescente che ballano il tip tap nel vostro stomaco, spingendovi in ripetute corse verso la toilette.

Lo so che non è piacevole. Ma come si fa a eliminare i fastidiosissimi sintomi della sbronza?

I rimedi sono vari, spesso discordanti, ma l’esperienza di molti e alcune fondamentali conoscenze mediche possono aiutarvi a stare un pò meglio. (Mi dispiace, ma per eliminare completamente tutti i fastidi potete solo tornare indietro nel tempo e non bere così tanto) .

  1. Bere, bere tanto.
  2. L’alcol è un potente diuretico, ve ne sarete ormai accorti. In più, se avete rigettato i vostri pensieri più profondi dallo stomaco, avete anche perso molta acqua e sali minerali. Bere molta acqua il giorno dopo è importantissimo, specie se leggermente frizzante e comunque A TEMPERATURA AMBIENTE, meglio ancora se zuccherata o arricchita con sali minerali : l’ideale sarebbero i beveroni tipici degli sportivi, quelli energetici, tipo Ghetoreid (per evitare pubblicità). In alternativa potete provare con della limonata, o un infuso di buccia di limone (il tradizionale canarino): questo inoltre vi aiuterà a buttare fuori gli eventuali residui, se ancora ne avete. Pare che inoltre bere una bella tazza di latte sia altrettanto utile per proteggere le pareti dello stomaco e darvi un pò di sollievo. Probabilmente il vostro stomaco si ribellerà, ma tranquillizzatevi, oggi tanto si ribellerà a qualsiasi cosa.

  3. Aiutate l’organismo ad assorbire l’alcol.
  4. Immagino (anzi so, per esperienza) che non abbiate fame. E che, anzi, l’idea di mangiare vi fa stare ancora peggio. Ma mangiare in questo caso è molto utile, perchè l’assunzione di cibo, soprattutto amidi e carboidrati (patate e pasta), e le banane, che compensano la perdita di potassio, aiutano l’organismo ad assorbire e scindere le molecole dell’alcol. E molti (forse i più coraggiosi) giurano di aver avuto benefici per la sbornia dagli alimenti grassi, anche fritti, da un bel panino farcito o da un brodo caldo di gallina. Se non avete la gallina, lasciate stare vostra suocera, usate il dado.

  5. Dormite.
  6. Qualsiasi cosa avevate in programma di fare, lasciate perdere. E prendetevi una giornata di ferie o di malattia, perchè dormire in questo caso vi farà solo che bene. Dormirete anche per 12/13 ore, ma sicuramente vi sentirete un pò meglio al risveglio (l’ultima volta io ho dormito per 10 ore e me ne son sembrate 24).

  7. Cercate di sudare.
  8. Eliminare le tossine e far evaporare l’alcol sudando è una buona idea, solo che magari non avrete voglia di uscire a fare jogging nel parco appoggiandovi ogni 4 metri ad un albero diverso. O magari avete già seguito il punto 3 e siete nel mondo dei sogni. Allora forse vi aiuterà un bagno molto caldo, anche prima di rimettervi al letto. Da evitare di unire il punto 3 con il bagno caldo.


  9. Prendete un’aspirina o un antidolorifico se la testa sta per esplodere.
  10. Attenzione: personalmente non vi consiglio di prendere medicinali, semplicemente perchè con lo stomaco e l’organismo già in ribellione, forse assumere chimicume non è esattamente il massimo. Ma se proprio dovete andare a lavoro, o se non sopportate il mal di testa che vi sta tormentando, prendete una aspirina o un antidolorifico, meglio se uno di quelli a base di ibuprofene, come il Moment o simili.

    Bhe, alla fine vi auguro buona fortuna e vi rassicuro dicendovi che non siete gli unici: magari in questo momento altri milioni di persone sono nella vostra stessa situazione, schiavi dei fastidi del giorno dopo la sbronza.

    E poi, visto che vi voglio bene, vi faccio un regalo:

    drinki.jpg

    Non odiatemi, era solo per sdrammatizzare :-D

(Sappiate che NON SONO UN MEDICO, questi sono solo CONSIGLI empirici dettati da esperienze personali e comuni di sbornia raccolte qui e lì.)

E se avete dei vostri consigli, lasciateli pure, così aumentiamo le nostre conoscenze! :-)

Etta

Fragole fai da te

Filed Under (piante&co.) by Etta on 24-03-2007

Tagged Under : , , , ,

Ho deciso di auto coltivare le fragole.

Prima di tutto, perchè le trovo stupefacenti, ma non sono illegali. Secondo, perchè oggi ho comprato una vaschetta al mercato e ne ho dovuta buttare più di metà.

Non dev’essere neanche troppo difficile. Vediamo come fare.

Esistono innanzitutto tre tipi di fragole:

  • le OLANDESI: (nei climi temperati) caratterizzate dalla dimensione maggiore e dalla punta arrotondata;
  • le CALIFORNIANE: (nei climi più caldi) caratterizzate dalla classica forma conica;
  • le ALPINE: (nei climi più freddi) simili alle fragoline selvatiche.

Ognuna di queste tipologie poi raccoglie sottocategorie di fragole, ma principalmente le si trovano in queste modalità.

Per piantarle all’esterno, nell’orto o in giardino, il periodo ottimale è quello estivo, diciamo tra luglio-agosto, per vederle fiorire e maturare nel periodo primaverile.

Il terreno migliore dovrebbe essere leggermente acido, con un pH compreso tra 5.5 e 6.5, ben lavorato e soffice. Quando le piantine vengono interrate bisogna tagliare leggermente le radici della piantine, eliminare quelle danneggiate, piantare ad una profondità media, distanziare le piantine di circa 60 cm l’una dall’altra, comprimere bene il terreno e annaffiare abbondantemente.

L’unica cosa poco piacevole per i nostri sensi è che la piantina di fragole ha continuamente bisogno di azoto e potassio: quindi, se vorremmo avere una bella e ricca piantagione di fragole che farà morire di invidia i nostri vicini (i più sfortunati avranno dei vicini così bastardi da venirvi a strappare le piantine), dovremmo procedere con la fertilizzazione. Bisognerebbe usare del letame fresco o stallatico granulare, ed eseguire la fertilizzazione soprattutto durante il periodo autunnale.

Quando piantate le fragole sarebbe opportuno stendere un telo di plastica nero, bucato dove esce la pianta, per trattenere l’umidità, evitare l’infestazione di altre piante e proteggere i futuri frutti dal..ehm..letame.

Quando sarà arrivato l’inverno, potete coprire le piantine con della paglia per tenerle al caldo, e quando cominceranno a fiorire, si dovrà far attenzione ad annaffiarle spesso (aggiungendo magari del potassio) ma non troppo per evitare che le radici marciscano.

A primavera si dovranno togliere le foglie più secche e marroni, ed aspettare che la piantina cominci a maturare i suoi succosi frutti, che dovranno essere raccolti SOLO quando saranno completamente rossi, possibilmente di sera (anche per non farvi vedere dal vicino).

Le fragole possono essere coltivate anche in vaso, seguendo le stesse indicazioni, ed evitando così anche la furia cleptomane del vicino già citato.

Ci sarebbe addirittura l’opzione della coltivazione delle fragole indoor in idroponica, e se volete maggiori informazioni vi rimando al sito coltivazione indoor in cui troverete molte informazioni interessanti (anche per il peperoncino!).

E se non muoiono prima di due mesi vi invito tutti da me per una cena a base di risotto alle fragole o per farvi assaggiare la mia marmellata (che in verità ho già fatto con le fragole comprate :) ).

Un’ultima cosa che vi può interessare sono le calorie e i valori nutrizionali delle fragole

fragole.jpg

Cioccolato: piacere per gli uomini, veleno per gli animali

Filed Under (curiosità) by Etta on 23-03-2007

Tagged Under : , , , ,

Non so voi, ma io personalmente potrei fare follie per un pezzetto di cioccolato fondente.

Il sapore del cioccolato ci fa tornare bambini, ci regala momenti di tenerezza, addirittura ha il potere di colmare per qualche momento i vuoti di affetto che ci colgono nella vita.

Si, vabbè..i brufoli mi sembrano un prezzo onesto da pagare per aver ingurgitato etti ed etti di questo alimento divino.

Basti pensare che, mentre per noi esseri umani è fonte di piacere, per gli animali è tutt’altro che piacevole.

Tutta colpa della teobromina, un alcaloide di origine naturale reperibile nelle piante di cacao e, di conseguenza, nei suoi derivati (in minima parte anche nelle foglie di the). Il ‘potere’ principale della teobromina, insieme alla caffeina, è di agire sulle funzioni del sistema nervoso centrale, stimolando anche la muscolatura del cuore e quella bronchiale, con una lieve azione diuretica. Viene solitamente assorbita dopo 5/6 ore dall’assunzione dell’alimento.

Ma, mentre noi possiamo apprezzare al meglio le funzioni di questo alcaloide (ATTENZIONE: il cioccolato non è un medicinale, i suoi effetti non sono immediati e miracolosi e soprattutto non è funzionale provare a spararselo endovena o come supposte..) dal nome che sembra quasi un vezzeggiativo, per i cani, i cavalli e altri piccoli animali risulta essere TOSSICA, poichè non riescono a metabolizzarla.

Se infatti uno di questi animali dovesse mangiare una quantità rilevante di cioccolata, la teobromina ristagnerebbe nel suo sistema circolatorio per circa 20 ore, provocando conseguenze come l’attacco cardiaco, le convulsioni o, nei casi estremi e con grandi quantità di cioccolata, anche alla morte. Le dosi letali, per un cane, sono di circa 300 mg per ogni kg di peso: ciò vuol dire che, un cane di circa 20 kg che si spazzola 5 kg di cioccolato al latte, ha il 50% di possibilità che lo uccida. E bastano circa 250g per provocargli spiacevoli movimenti (e dolori?) intestinali. Spiacevoli per loro, e forse anche per voi, se li tenete in casa :-P

Conclusione: evitate di far mangiare cioccolato ai vostri animali domestici, e non provate a farvi il bagno in una vasca di cioccolato, perchè tanto non vi passa la depressione, ma vi toccherà solo spendere altro tempo per farvi un bagno vero e pulirvi.

Etta

theme_dog_terrier_sitting.jpg

Happy intossicazione del fegato to you!

Filed Under (curiosità) by Etta on 23-03-2007

Tagged Under : , , , , , , , , ,

Sapevate che i bambini che festeggiano dal Mc Donald’s hanno 90 minuti di tempo per mangiare, aprire i regali, spegnere le candeline (o usano le patatine fritte dentro un bicchiere di gelato?) e digerire quello che hanno mangiato?

Bhe, per me è una novità. E in ogni caso non è molto allegra come cosa.

Io mi ricordo le care belle feste da piccoli, quelle con i panini fatti dalla mamma, i panini all’olio con il prosciutto e il formaggio, le patatine (si vabbè magari quelle non erano proprio l’apoteosi del salutare), i bicchieri con la coca-cola e l’aranciata e i nomi scritti sopra, la crostata della mamma, i biscottini da the, le pizzette rustiche o la pizza della nonna..E la torta con tanta panna fatta dalla zia.

Bei tempi.

Oggi i bambini festeggiano al fast-food, con hamburger striminziti e patatine fritte (e fritte, e rifritte, e rifritte, e rifritte, e rifritte, e potrei continuare a lungo..) con il tempo che gli scivola dalle mani, oppure festeggiano al cinema, con un bel bicchierone di pop-corn al burro tra le mani e nessuna possibilità comunicativa.

Ma anche le mamme..io penso che mia madre fosse felicissima di potersi rinchiudere 3 ore in cucina per preparare la pizza, i panini, la torta con la panna, solo per farmi felice.

Ma, in effetti, è tutto un altro mondo.

Un’altra generazione alimentare.

Etta

mckidsfatty203.jpg

Come pulire il pesce

Filed Under (pesce) by Etta on 21-03-2007

Tagged Under : , , , , , , ,

Si, lo so..

Spesso è talmente fastidioso che fa passare la voglia anche di mangiarlo.
Ma in fondo basta solo conoscerlo bene, sapere come agire e, magari, tapparsi il naso con una molletta o simili, se vi fa troppo schifo.

[Certo, donne, che potete schiavizzare i vostri uomini e costringerli a farlo per voi, che domande!]
Comunque, se proprio vi tocca, cerchiamo di rendere la cosa meno traumatica possibile e vediamo da dove partire.

Per prima cosa, approcciamo il NEMICO tipo di pesce che dobbiamo pulire.

Munitevi in ogni caso di guanti da cucina: evitiamo che la pulizia del pesce diventi un lavoro pericoloso.

  • Per i pesci con lische e squame

Con delle forbici da cucina eliminate tutte le pinne (mi raccomando i guanti), tenendole con una mano e tagliano all’attaccatura del corpo. Quindi prendete il pesce dalla coda, e con un coltello tenuto leggermente inclinato (o con l’attrezzo specifico) togliete tutte le squame, raschiando dall’alto verso il basso.
A questo punto viene la parte divertente. -(scherzo)- Per togliere le interiora del pesce, aprite il ventre con le forbici, seguendo la lunghezza del pesce, e eliminate tutto ciò che c’è al suo interno. Poi fate un taglio sulle branchie (ai lati della testa) e togliete anche quelle. Lavate bene il pesce sotto il getto dell’acqua corrente, anche all’interno, per togliere ogni residuo di sangue.
Ora con un grosso coltello, ben affilato, tagliate il pesce in due filetti, effettuando il taglio sulla schiena e infilando il coltello all’interno, tagliando il pesce fino alla testa seguendo la lisca.
Potete quindi togliere le spine, facendo attenzione a quelle più piccole, se presenti, che devono essere tolte con una pinzetta.

Per i pesciolini il procedimento è molto più facile. Basta staccare loro la testa con le mani o con un coltellino (si, lo penso anche io che fa un pò senso), più o meno dove sono le branchie: tirate e verranno via anche le interiora. Fate quindi una leggera pressione con le dita sulla schiena e sul ventre, per togliere via la lisca dorsale e per aprire i pesciolini. Sciacquate poi sotto il getto dell’acqua (e ricominciate a respirare :-) ) .

  • Per le cozze.

Ok. Questa ve la risparmio. Potete dare uno sguardo a questa ricetta di cozze gratinate, dove è ben spiegato come agire con le cozze.

  • Per le vongole.

Mettete le vongole in uno scolapasta e lavatele sotto l’acqua corrente, poi lasciatele riposare in un recipiente pieno d’acqua salata e un pizzico di farina (sempre tenendole nello scolapasta però) per circa 3 ore. Passato questo tempo, togliete l’acqua con la sabbia e le impurità, date una nuova sciacquata con acqua alle vongole e procedete alla cottura.

Lavateli bene, tagliate la testa e incidete con un coltellino la parte dorsale, sgusciateli e portate via il filamento nero sulla schiena.

Non è più facile di quanto sembrava?

Se avete ancora bisogno di particolari che non sono stati chiariti, fatemi sapere e vi risponderò.

Altrimenti, c’è sempre quell’alternativa di schiavizzare gli uomini…

:-)

Etta

Si comincia!

Filed Under (Senza categoria) by Etta on 21-03-2007

Tagged Under : , , , , ,

Per tutti quelli che sono capitati in questo blog ma non hanno la minima idea di cosa sia.

 

Bhe..questo sito nasce per raccogliere informazioni, articoli, impressioni sul mondo dell’alimentazione e della cucina. Una sorta di ‘diario di bordo’ della mia (e spero anche della vostra) cucina, un piccolo block-notes per annotare consigli e quant’altro passi nella mente di Etta (me_medesima^_^), dal punto di vista culinario.

 

Se poi volete dare un’occhiata alle mie ricette e ai loro rispettivi valori nutrizionali, potete guardare su http://www.ricette-calorie.com, dove magari troverete qualche buona idea per un piatto. O altrimenti..bhe, potete sempre scrivermi chiedendomi una ricetta particolare, e io sarò ben felice di potervi dare una mano.

 

Nell’epoca del peer-to-peer, perchè non condividere anche la passione per la cucina?^_^

 

A presto,

 

Etta