Gli inglesi snobbano la Nutella.

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione) by Lebkuchen on 24-09-2007

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Non pensavo potesse esserci qualcuno al mondo che, invece di andare in estasi davanti ad un barattolo stracolmo di Nutella, la snobba e si diverta a cacciarne i difetti.

Sarà che siamo solo noi viziatelli italiani ad essere stati abituati alla merenda dei campioni, con il latte e il fettone (o lo sfilatino) con la nutella, sarà che il Nutella party all’estero non è abbastanza cool, sarà che siamo cresciuti con l’idea che la cioccolata ti faceva venir sù bello felice e paffutello (come il bambino della confezione dei Kinder ->> bimbokinder.gif<<-), ma stavolta m’hanno toccato un mito..

In pratica, gli inglesi hanno analizzato e attaccato la Nutella, accusando la Ferrero di pubblicità ingannevole.

Il problema è che secondo loro, la merenda dei campioni a base di Shfilatino con la nutella non è affatto salutare come la Ferrero afferma, perchè oltre alle proprietà del latte, del cioccolato e delle nocciole, la Ferrero si sarebbe dimenticata di far notare la quantità di grassi e zuccheri.

Che sono un po’ bacchettoni lo sappiamo, ma non so se si rendono conto di aver stuzzicato uno dei punti deboli alimentari del Bel Paese.

E la Ferrero ha ribattuto con i numeri, spiegando che la razione raccomandata di Nutella è di 15g, che nello specifico contengono 4.7 g di grassi (2.6g monoinsaturi, 0.5g polinsaturi e 1.6g saturi) e 8.3 g di zuccheri.

Che, effettivamente, sono anche di meno del burro di arachidi..

Del resto, sono da capire questi inglesi..stanno facendo una campagna contro il crescente fenomeno dell’obesità in bambini e ragazzi, iniziativa tra l’altro tutto fuorchè sbagliata.

E poi forse, in fondo, un pochino ’so gelosi..

Forse la volevano inventare loro..

Perchè, secondo voi, se la avessero inventata loro, come sarebbe stato il famoso intervallo delle 5 p.m?..

nutellate.gif

Etta

Fonte: – http://www.guardian.co.uk

Link utili: – valori nutrizionali Nutella

Addio alle calorie?

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione) by Lebkuchen on 21-09-2007

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europe_flag.jpg

Pare che l’Unione Europea ce l’abbia con le calorie.

In seguito a nuove direttive sulle etichette dei prodotti, sembra infatti che entro il 2009 l’annotazione delle calorie sui prodotti debba essere sostituita dal Joule.

Per chi non lo sapesse, 1 kcal = 4185,5 J, almeno per abituarsi all’idea..

La cosa buona è che dovranno conformarsi anche i prodotti che attirano il pubblico con i loghi ingannevoli o con i famosi “senza grassi”, “senza zuccheri” e “ricchi di fibre” vari.

Si rischiano multe salate se si decide di dare informazioni false sui propri prodotti. Il che mi sembra davvero un buon passo avanti. Almeno per noi.

Immagino già quali atroci sconvolgimenti ci saranno per tutti coloro che sono perennemente a dieta e dovranno allinearsi alle direttive europee.

Menomale, ho una scusa in più per non rimettermi a dieta.

Etta

Link utili (ancora per poco):

- calorie alimenti

Un tocco d’oriente: hummus e falafel (o felafel)

Filed Under (curiosità, piatti etnici, ricette) by Lebkuchen on 17-09-2007

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Italiani, radicati alla cucina di casa che difendono a denti stretti pasta e pizza.

Ma molti non disdegnano i sapori lontani e le cucine straniere. Ed ecco che prendono sempre più piede i ristoranti etnici, crescono come funghi locali cinesi, arabi, spagnoli, giapponesi. E l’italiano del sabato sera sostituisce la piadina o il panino con la salsiccia delle 4.30 con una pita ripiena di kebab o un ghiros.

Conoscere nuove culture e assaporare pietanze nuove non può certo far male.
E non potevo non dedicare qualche post alle ricette e ai piatti lontani dalla nostra tradizione, che stanno però diventando in casa nostra sempre meno sconosciuti.

Cominciamo quindi con due piatti d’origine mediorentale: i falafel (o felafel) e l’hummus (humus, o anche hommus) .

falafel.gifI Falafel non sono molto lontani dalle nostre care amate polpette di carne, almeno nell’aspetto

Solo che al posto della carne tritata, i felafel sono fatti di ceci (ma si usano anche le fave), insieme ad aglio, cipolla e coriandolo.

Possono quindi anche essere degli ottimi sostituti delle polpette di carne in una dieta vegetariana.

Ecco la ricetta dei falafel:

  • 350 g di ceci secchi
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 2 cucchiaini di cumino
  • 1 cucchiaino di coriandolo tritato
  • pepe
  • sale
  • olio

Prima cosa da fare: tenere i ceci in acqua per almeno una notte, per farli ammorbidire.

Quindi togliete la pelle e tritate in un mixer i ceci, l’aglio, la cipolla, il prezzemolo, il coriandolo, il cumino, il sale e il pepe, fino ad ottenere un composto fine ed omogeneo. Lasciate quindi riposare per circa 30 minuti.

Trascorso questo tempo, formate delle polpette con l’impasto precedentemente preparato, schiacciandole leggermente, quindi lasciate riposare i falafel per almeno un’ora in frigo.

Questo tempo serve a rendere i falafel compatti e fermi, per evitare che si rompano durante la cottura.

I falafel vanno fritti in una padella o in un wok con dell’olio di semi fino a che non saranno ben dorati.

hummus.gifPassiamo quindi all’hummus, che in arabo vuol dire letteralmente “ceci”.

L’hummus è un piatto largamente diffuso nell’area del medioriente, fino a paesi come Turchia e Grecia.

Viene preparato riducendo a crema i ceci e aggiungendo aglio, limone, olio, paprika, cumino e prezzemolo.Solitamente all’hummus viene aggiunto anche del tahineh, o tahina, o tahini, ovvero una pasta fatta con i semi di sesamo.

Per intero, ecco la ricetta dell’hummus:

  • 500 g di ceci
  • 1 spicchio d’aglio
  • il succo di due limoni
  • paprika e/o peperoncino
  • 2 cucchiai rasi di olio
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 mazzetto di prezzemolo

Bisogna frullare finemente i ceci, quindi aggiungere il resto degli ingredienti e frullare finchè il tutto si sarà ridotto ad una pasta omogenea e cremosa, aggiungendo se necessario dell’acqua. L’hummus può essere servito in ciotoline, decorato con prezzemolo tritato e paprika e accompagnato da crostini di pane.

Stasera provo a fare del pane pita (o pitta), ovvero il pane arabo che solitamente viene farcito con i felafel. Poi vi racconto com’è andata.

As-salam alaikum a tutti voi.

Etta

Link utili:
- valori nutrizionali cipolle
- valori nutrizionali sesamo

Burro aromatizzato

Filed Under (curiosità, ricette) by Lebkuchen on 13-09-2007

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burroaromatizzato8847.gif

Una volta erano ricercati e raffinati, ora pare quasi che non interessino più a nessuno.

Eppure a mio avviso i burri aromatizzati sono ancora delle prelibatezze (così come l’olio)

Avevo deciso di farne un po’, così mi sono fatta un giro su internet e ho dato uno sguardo alle ricette che ci sono in giro..sono così tante..

Ve ne propongo qualcuna, così magari se non avete mai avuto il piacere di assaporare il gusto di un burro aromatizzato, questa può essere una buona occasione.

Ah, dimenticavo..

Per realizzarli, basta ammorbidire il burro e poi unirlo al condimento scelto, meglio se nel mixer o nel frullatore. Amalgamate bene gli ingredienti e riducete il burro a crema, quindi disponete la crema di burro in un foglio di carta d’alluminio o trasparente e dategli la forma di un salsicciotto o di un mattoncino. Mettete poi in frigo e lasciate raffreddare e rassodare. Possono essere anche un’alternativa alle solite noiose paste con il burro.

  • Burro all’aglio (250 g di burro e 2/3/4 spicchi d’aglio, secondo i gusti. Se non lo fate con il mixer, assicuratevi che l’aglio sia tritato finissimo)
  • Burro alle erbe e aglio (250 g di burro, uno spicchietto d’aglio, basilico, prezzemolo ed erba cipollina, ma tutte rigorosamente fresche)
  • Burro alle olive (150 g di burro e 100 gr di olive nere denocciolate)
  • Burro ai peperoni (200 g di burro e circa 60/70 g di peperoni arrosto sfilettati, uno spicchio piccolo d’aglio, sale e prezzemolo)
  • Burro al peperoncino (250 g di burro con peperoncino secco nella quantità che desiderate, sale, una spruzzatina di paprika dolce o piccante e uno spicchio piccolo d’aglio)
  • Burro al basilico (200 g di burro, sale, 3 cucchiaini di scorza di limone e 6/7 foglie di basilico)
  • Burro al gorgonzola (150 gr di burro e 100 g di gorgonzola, oppure potete provare con il formaggio che preferite, magari dando uno sguardo alla guida ai formaggi)

E aspetto le vostre varianti per sperimentare qualcosa di nuovo..

Qualche link utile:

- valori nutrizionali gorgonzola

Conoscere e combattere la muffa sul cibo

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 09-09-2007

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Fastidiosa, schifosina, antipatica e sempre dietro l’angolo…

Spesso ce la ritroviamo sugli alimenti ma ci piange il cuore a buttarli via, quindi ci tormentiamo chiedendoci se potremmo mangiarli lo stesso eliminando la parte andata a male.

Altre volte buttiamo via barattoli interi perchè ci fa troppo schifo quella cosa verdastra e l’idea di mangiare un alimento che è stato anche solo vicino alla muffa ci fa rabbrividire..

Ok..ma che diavolo è la muffa?

La muffa appartiene alla famiglia dei funghi e si riproduce tramite spore. In realtà la muffa, come la vediamo noi, nella sua forma di macchia filamentosa verde/blu, è una colonia di questi microrganismi pluricellulari.

In realtà alcune muffe sono anche utili all’uomo (vedi la Penicillina o le muffe commestibili usate per arrichire formaggi come il Gorgonzola), ma spesso possono essere causa di allergie e intossicazioni, a causa delle tossine che rilasciano nell’organismo e lo danneggiano.

Come comportarsi quindi con le muffe sugli alimenti? E’ sempre bene gettare tutto o a volte si può salvare qualcosa?

  • Il primo caso, forse tra i più comuni, è quello delle confetture e delle marmellate. In questo caso, lo zucchero impedisce alla muffa di rilasciare le tossine, ed è quindi possibile eliminare la parte con la muffa e consumare tutto il resto. Bisogna però fare attenzione alle confetture con pochi zuccheri: quelle vanno gettate sempre in presenza di muffa.
  • Altro caso altrettanto comune è quello che colpisce il pane. Solitamente, se la muffa è presente allo stato iniziale e solo in piccole macchioline, è possibile eliminare la parte rovinata (magari abbondando) e consumare il resto. Ma se non volete correre nessun rischio, se proprio vi fa schifo o se l’infestazione è più ampia, tagliate la testa al toro e buttate tutto. Prevenire è meglio che curare.
  • Diverso il discorso per quanto riguarda i formaggi. Abbiamo già detto (e visto) che molti formaggi vengono arricchiti da alcuni tipi di muffe commestibili e non pericolose. Impossibile quindi non citare il famoso Gorgonzola, dalle tipiche striature verde/blu e dal sapore forte e piccante, il Roquefort , caratterizzato da macchioline verdastre incavate nella pasta, o il Camembert, la cui crosta è ricoperta da un sottile strato di muffa bianca che ne impreziosisce il sapore. Ma se il formaggio che abbiamo comprato e conservato in frigo non è un tipico formaggio erborinato, la presenza di muffa sulla superficie non è una buona cosa. Se si tratta di un formaggio a pasta dura e la muffa non è a uno stadio molto avanzato, basta eliminare le parti contaminate e consumare il resto senza timori, poichè le tossine non sono riuscite ad arrivare al resto del formaggio, ma se si tratta di paste morbide, come ricotte, mozzarelle, creme di formaggio, fiocchi di latte o yogurt, è bene liberarsi di tutto il prodotto.
  • Più o meno lo stesso vale per frutta e verdura. Se ad essere colpito dalla muffa è stato un frutto o un ortaggio morbido e succoso, purtroppo è bene liberarsene. Ma una macchiolina di muffa o un buchino marcio sulla superficie di una pera può essere tagliato via senza rinunciare al resto del frutto.

In ogni caso, per evitare contaminazioni sgradite, cercate di tenere sempre bel pulito il frigo, i luoghi di conservazione del cibo (anche credenze e portapane) e i contenitori in cui avete trovato alimenti con della muffa. Attenti anche all’umidità eccessiva, alle temperature troppo elevate e coprite gli alimenti, perchè la muffa si riproduce per via aerea.

Etta

Link utili:

- Da Wikipedia: La muffa

- Valori nutrizionali del Gorgonzola

- Valori nutrizionali del Roquefort

- Valori nutrizionali dello Yogurt

- Valori nutrizionali della ricotta

- Valori nutrizionali della mozzarella

Piccola guida alle spezie e alle erbe aromatiche

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 05-09-2007

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Dopo il piccolo manuale dei formaggi in due puntate, ecco che continua il filone della saggistica sui prodotti culinari.

Questa è la volta delle spezie, che in cucina sono sempre utili e preziosissime.

DI alcune magari avrete sentito parlarne, ma non le avete mai viste o assaggiate.

Ecco quindi un’occasione per conoscerne qualcuna in più e scoprire caratteristiche ed utilizzi nuovi anche delle spezie più comuni.

 

Immagine Nome Caratteristiche Uso

giamaicapepper.gif

Pepe di giamaica Bacche scure intere, grosse come grani di pepe o macinate. Il sapore è un misto tra chiodi di garofano, cannella e noce moscata. A spicchi interi nei piatti di carne o pesce. Macinato nelle conserve e in alcuni dolci e budini.
anice.gif Anice Semi interi o macinati. Ha aroma e sapore forti. Sempre moderatamente nelle insalate e in qualche piatto di verdura, e in certi dolci e biscotti.

basilico.gif

Basilico Fresco e secco, in foglie o macinato. Ha sapore pungente e aroma dolce. Crudo o cotto in piatti al pomodoro e nei sughi; in insalate, in piatti di carne o agnello, con gli asparagi, fagioli e broccoli.
alloro.gif Alloro Foglie fresche o secche, intere o macinate. Ha sapore forte (soprattutto se le foglie intere vengono spezzettate). In piatti di carne e pollame,soprattutto in arrosti o stufati. In piatti di verdure e pesci, in conserve e ripieni di pollame e carni.
cardamomo.gif Cardamomo Frutto capsulare intero o macinato; oppure soltanto semi del frutto, interi o macinati. Ha sapore e aroma simili allo zenzero. Nella preparazione di sottaceti, nei curry, in piatti di manco e maiale, in torte, dolci o biscotti.
sedano.gif Semi di sedano Semi interi o macinati, con un sapore amarognolo di sedano fresco. In piatti di carne, uova e pesce. In salse per barbecue, nei sottaceti, in minestre e insalate.
cerfoglio.gif Cerfoglio Foglie, fresche o secche, simili al prezzemolo, ma con sapore più sottile e dolciastro, simile al dragoncello. In piatti a base di uova, formaggio, pollo, verdure, in minestre, insalate, salse di carne e stufati.
chili-copia.gif Chili in polvere Mistura di spezie con il chili come ingrediente principale. In piatti di carne, soprattutto nella cucina spagnola e messicana; nel curry, nei sottaceti, in salse per il barbecue e per cocktails, in insalate e piatti a base di frutti di mare.
cipollina-copia.gif Erba cipollina Appartiene alla famiglia delle cipolle, con foglie verdi, lunghe e appuntite, usate fresche o secche e tritate. Per dare un sapore delicato di cipolla: in piatti a base di uova, formaggi, pesce e pollame. Con verdure e come guarnizione per insalate, minestre e verdure cotte.
garofano.gif Chiodi di garofano Germogli essiccati al sole, interi o macinati, con aroma pungente. Interi, per aromatizzare arrosti o insaccati, punch, vin brulè, conserve e crostate di mele. Macinati, in conserve, dolci e biscotti.
cannella-copia.gif Cannella Sottili bastoncini di scorza essiccata di colore rosso-bruno, interi o in polvere, con aroma dolce e pungente. In bastoncini nelle conserve e nel vin brulè. In polvere, in torte, budini al latte e crostate di frutta, soprattutto con mele e in creme.
coriandolo-copia.gif Coriandolo Semi interi o in polvere. Ricorda il tipico sapore e il profumo della buccia d’arancia. Intero, nei sottaceti. In polvere, in minestre, nel curry, nelle crostate e in qualche piatto di carne.
cumino.gif Cumino Semi interi o in polvere, con sapore forte e leggermente amaro. In piatti di carne e di riso delle cucina messicana e spagnola. In piatti di formaggio e di pesce, ingrediente essenziale del curry in polvere.
curry-copia.gif Curry in polvere Mistura di molte spezie con sapore caratteristico, più o meno piccante. In piatte di carne, pollame, frutti di mare, uova e formaggio; in minestre, salse e instalate.
aneto-copia.gif Aneto Foglie fresche o secche con sapore delicato. I semi hanno sapore pungente e leggermente amaro. Le foglie, in insalate, piatti di pesce e frutti di mare. I semi nei sottaceti, in piatti al formaggio, insalate e coktail.
semidifinocchio-copia.gif Semi di finocchio Semi interi o in polvere, con sapore dolce, simile all’anice. Nei pesci bolliti, in piatti di carne, in salse e dolci.
zenzero-copia.gif Zenzero Rizoma fresco o secco oppure secco e macinato, con sapore pungente. Intero, nei curry, nei sottaceti e nelle salse. Macinato, nei curry, nelle conserve, in alcuni biscotti e torte.
macis.gif Macis Arillo essiccato del seme della noce moscata, intero o in polvere, con sapore e aroma affini alla noce moscata ma più delicati. Intero, in sottaceti e conserve. In polvere, nelle salse, nei piatti al formaggio, in quelli di carne o pesce.
maggiorana-copia.gif Maggiorana Foglie fresche, secche o macinate. Affine all’origano e fortemente aromatizzato. In piatti di carne, pollame, pesce, uova e formaggio, in verdure e insalate.
menta.gif Menta Foglie fresce o secche, con aroma intenso, dolce e rinfrescante. In insalate e verdure, in salse da servire con agnello o maiale arrosto, per guardine bevande e coktail.
semidisenape-copia.gif Semi di senape Piccoli semi giallo bruni, interi o in polvere.
I semi bruni hanno un odore intenso, irritante, quelli gialli ne sono privi. Entrambi, inumiditi, sono piccanti.
Per la salsa di senape, in piatti di carne, in sottaceti, nei condimenti di insalate, canapè, curry e salse.
nocemoscata-copia.gif Noce moscata Grande seme ovoide, intero o in polvere, con intenso gradevole aroma. Nelle minestre, nei piatti di carne, verdure, formaggio. Arricchisce paste all’uovo, dolci, creme e budini.
origano.gif Origano Foglie secche o macinate, con sapore e aroma affini alla maggiorana ma più forti. Nel condimento di insalate, pomodori, pizze, in piatti di pesce, carne, uova, verdure cotte.
paprika.gif Paprika Polvere ottenuta dalla triturazione di peperoncini di diverse qualità con sapore più o meno piccante. In piatti di carne, pollame, formaggio, in salse, condimenti, antipasti. Come guarnizione per minestre, uova, insalate.
prezzemolo.gif Prezzemolo Rametti con foglie fresche, oppure foglie secche sbriciolate. Ha aroma delicato. In una infinità di piatti per guarnire ed insaporire, specialmente il pesce.
pepe.gif Pepe Semi interi o macinati di tre diverse qualità: bianco, nero e verde. Il pepe bianco è più delicato. Nei piatti principali, in salse, condimenti, insalate, antipasti, carne.
peperoncini.gif Peperoncini rossi Interi, freschi o secchi, oppure macinati, con sapore più o meno piccante. Il più forte è quello di Cayenna. Interi, nei sottaceti e nei piatti messicani. Secco o macinato in sughi, carni e pesce. Si adopera in quantità moderata.
papavero-copia.gif Papavero Piccoli semi di colore blu grigio. L’aroma delicato, dolce, ricorda quello della noce. Per insalate, uova, dolci, biscotti e come guarnizioni di alcuni tipi di pane.
rosmarino-copia.gif Rosmarino Fresco o secco, ha l’aroma pungente e il sapore dolce amaro. In moltissimi piatti di carne arrosto, in sughi, salse e verdure cotte.
zafferano-copia.gif Zafferano Polvere ricavata dagli stinni secchi del fiore. Ha colore rosso-arancione, aroma forte e sapore leggermente amaro. Nei piatti a base di riso, con crostacei, pesci e pollame. Utilizzato anche nei dolci.
salvia-copia.gif Salvia Foglie fresche o secche, con aroma pungente e leggermente amaro. Nei ripieni e nei piatti di carne, soprattutto di maiale, di salsiccia, di formaggio.
santoreggia.gif Santoreggia Foglie intere o macinate, con aroma forte o gradevole, che ricorda quello del pino e del pepe. In piatti di uovo o di fagioli, in salse di pomodoro, timballi di carne.
sesamo-copia.gif Semi di sesamo Piccoli semi bianchi con aroma che ricorda vagamente la noce. Il sapore viene esaltato tostando i semi. In insalate, puree, pollo, pesci. Come guarnizione di pane e biscotti.
dragoncello-copia.gif Dragoncello Foglie fresche o secche. Ha sapore dolce e piccante con una punta di anice. In piatti di pollame, formaggio, pesce, uova, verdure. Aromatizza il condimento per insalate.
timo.gif Timo Foglie fresche o secche. Ha aroma pungente ed intenso. In piatti di carne e pesce, in minestre, ripieni, condimenti per insalate, con cipolle, carote e funghi.
curcuma-copia.gif Curcuma Polvere di colore giallo brillante, ricavata da una radice di piante tropicale della famiglia dello zenzero. Ha aroma piccante e amarognolo. Nei curry, come ingrediente essenziale, nei sottaceti, nei condimenti per insalate e per dar colore a dolci e riso.

Piccolo manuale dei formaggi (seconda parte)

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 02-09-2007

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Come promesso, ecco la seconda parte del piccolo censimento dei formaggi che ho conosciuto o scoperto.

  • Jarlsberg: formaggio norvegese, semiduro, di colore giallo pallido on buchi irregolari e pasta liscia. Ha sapore delicato e leggermente dolce. Si consuma preferibilmente in tavola, servito con pane molto saporito o fette biscottate.
  • Jocca: formaggio morbido e non stagionato di colore bianco. Si presenta a pasta grumosa, ha un alto contenuto di umidità e ha un sapore delicato. Viene venduto in coppette. Ottimo in tavola, talvolta si usa in cucina cotto in pietanze o torte al formaggio (e cheesecake)
  • Islay: formaggio inglese, simile al Dunlop. Migliora quando è ben stagionato. E’ un formaggio ottimo da fondere ed eccellente in salse e toast.
  • Leicester: formaggio inglese, duro, rosso/arancione e con pasta leggermente granulosa. Ha un sapore dolce e intenso. E’ un formaggio eccellente per i toast.
  • Limburger: formaggio belga, semiduro, a pasta liscia, di un bianco cremoso con crosta di color arancione scuro. Ha un sapore ricco e un odore forte. Buono da portare a tavola.
  • Mascarpone: formaggio lombardo prodotto con panna fresca di latte di vacca. Simile a una crema, è bianco e delicato. Serve da base per dolci o si consuma al naturale, spolverato magari di zucchero, cannella o cioccolato.
  • Mozzarella: formaggio non stagionato, di pasta morbida ma soda, di colore bianco e di tenue sapore di latte. Ottimo in tavola e in cucina, specialmente per la pizza. Forse il formaggio italiano più famoso, in Italia e nel mondo. E’ in commercio anche la mozzarella light.
  • Münster: formaggio tedesco, semimorbido, ricco e cremoso, ricoperto da una crosta rossa. Sapore piccante e odore forte. Si consuma peferibilmente a tavola.
  • Pecorino: formaggio cotto, tipico della Sardegna, prodotto con latte intero di pecora. Ottimo in tavola, in commercio si possono trovare innumerevoli qualità, differenti soprattutto per sapore (alcuni dal sapore più deciso e piccante, altri meno) ed aroma.
  • Parmigiano: formaggio duro, a pasra granulosa, giallo pallido, sparso di buchini e dal sapore forte. Viene anche venduto già grattugiato. In Italia non può mancare sulla pasta, ma viene usato anche in altre ricette, specialmente accompagnato da formaggi più teneri e meno forti.
  • Petit Suisse: formaggio francese, cremoso, non stagionato, morbido, dal sapore tenue. Si vende in pacchetti confezionati. Ottimo in tavola, specialmente con dessert di frutti morbidi.
  • Port Salut: formaggio francese, semiduro, a pasta liscia, di colore dorato, con crosta arancione e sapore tenue e cremoso. Va bene in cucina e in tavola.
  • Provolone: formaggio duro, giallo paglierino. Si presenta a forma di pera, di palla o cilindrica. Fresco ha un sapore tenue, maturando diventa piccante. Ottimo in tavola, quando è giovane, e in cucina quando è stagionato.
  • Quark: formaggio tedesco, fresco, senza alcun processo di maturazione. E’ caratterizzato da un elevato contenuto d’acqua. Per la tavola e la cucina.
  • Raclette: formaggio svizzero, semiduro, di colore chiaro a pasta bucherellata e crosta brunastra.
  • Ricotta: formaggio bianco, sieroso, morbido e non stagionato, con un sapore delicato e dolce. Fatto con latte di vacca, pecora o capra. Ottimo in tavola e in cucina, anche per condire paste e per fare dolci.
  • Roquefort: formaggio francese, semimorbido, bianco con venature verdi/azzurre. E’ molto stagionato, con sapore piccante e odore pungente. Consigliato in tavola.
  • Sbrinz: formaggio svizzero, duro, ottenuto con un lungo processo di maturazione che va dai 6 ai 12 mesi (o anche di più). Contiene solo un 40% di acqua e ha quindi un periodo di conservazione molto lungo.
  • Stilton: formaggio inglese, semiduro, con crosta increspata e grigiastra. Quando è ancora poco maturo è bianco e friabile, con sapore leggero e delicato. Matura con abbondanti venature azzurrine, divenendo un formaggio a pasta più umida , con un sapore intenso. Si presenta in grandi cilindri. Eccellente in tavola, è un ottimo formaggio da dessert, spesso servito con del Porto.
  • Taleggio: formaggio ottenuto da latte intero di vacca, con pasta giallo chiara, morbida, di sapore delicato ma con leggera intonazione piccante. Si presenta con una crosta bruno/ruggine. Delizioso a tavola.
  • Tilsiter: formaggio tedesco che veniva preparato già in epoca medioevale. Contiene una percentuale dal 49 al 56% di grassi. E’ molto simile al Gouda olandese. Consigliato da portare in tavola.

Inutile dirvi che non è un elenco completo di tutti i formaggi presenti al mondo..solo in Italia abbiamo una grande varietà di formaggi regionali.

Naturalmente, confido in voi per poterlo ampliare e aggiungere formaggi nuovi o poco conosciuti della vostra regione.

Etta