Ricette facili e veloci per utilizzare il prosciutto cotto avanzato

Filed Under (ricette) by Lebkuchen on 22-08-2007

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Il problema del giorno è: due etti di prosciutto cotto avanzato dai panini di ieri.

Se lo riproponessi oggi, penso che i miei commensali metterebbero un muso lungo da qui a Catania (più o meno 800 km) .

E allora, che ci faccio co ’sto bastimento di prosciutto cotto, tra l’altro molto buono, talmente buono che piuttosto che lasciarlo in frigo per un altro giorno me lo mangio tutto io da sola?

Ho escogitato qualche sistema per utilizzarlo in qualche ricettina veloce..

Salsa al prosciutto.

Mescolate il prosciutto cotto tritato con la panna, la maionese e il sale. Da servire con verdurine fresche e qualche fetta di pane tostato, o bruschette.

Crema di prosciutto e groviera.

Mescolate il prosciutto tritato con groviera, formaggio fresco cremoso, latte e un po’ di Tabasco. Servite con dei crostini o usatelo per farcire toast o tartine.

Insalata al prosciutto

Mescolate pezzetti di prosciutto, fettine di pomodoro, olive, cetrioli e cipolle. Se volete arricchirla, aggiungete della lattuga.

Spiedini di prosciutto e mela glassati

Infilate su uno spiedino dei pezzetti di prosciutto cotto alternandoli a spicchi di mela. Spennellate con marmellata di arance mista a succo di limone e grigliateli.

Zuppa di prosciutto e crescione (leggermente invernale)

Fate bollire del brodo di pollo, aggiungete alcuni funghi affettati, prosciutto cotto a pezzetti e crescione tagliato finemente. Riportate a ebollizione e servite (aspettate che finisca di bollire se non volete ustionare qualcuno).

Stufatino di prosciutto al forno.

Mescolate fagioli, senape, un peperone tagliato finemente e del prosciutto cotto a pezzetti. Scaldate al forno e servite con dei crostini di pane.

Polpettine al prosciutto

Mescolate il prosciutto cotto tritato con 1 uovo sbattuto, pane grattugiato, salvia macinata, sale e pepe. Fatene delle polpettine e friggetele. Oppure cuocetele nel sugo.

Besciamella al prosciutto e verdure.

Mescolate il prosciutto a pezzetti con la besciamella, e versatela su della verdura tagliata a listarelle (sedani, cavolfiori, carote, zucchine. Oppure utilizzatela per condire paste o risotti.

Insalata di prosciutto e frutta secca

Tagliate il prosciutto cotto (se a dadini è meglio) e mescolatelo con lattuga, noci, mandorle tritate e sedano a pezzetti molto piccoli. Aggiungete della maionese, mescolate e servite.

Io ho scelto le polpettine, e le accompagno con delle patatine fritte. Voglio vedere se qualcuno ha il coraggio di reclamare :)

Etta

Come abbinare in maniera semplice il vino con il cibo

Filed Under (curiosità, vini) by Lebkuchen on 17-08-2007

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Non sono mai stata una grande appassionata di vino.

Lo apprezzo, lo preferisco agli altri alcolici, compresa la birra, ma non sono molto esperta di tipi, nomi, bottiglie, invecchiamenti e questioni enoiche.

Non sapevo neanche che esistesse il termine enoiche.

Vabè, tornando a cose serie..

Vi siete mai chiesti se esiste un modo semplice di abbinare i vini con le pietanze, senza dover essere pluricertificati esperti di vino con tanto di palato in grado di riconoscere anche le più sottili venature di frutti di bosco e legno d’acero?

La necessità aguzza l’ingegno, quindi ecco di seguito alcuni semplici consigli e suggerimenti per abbinare i vini con il cibo.

Antipasti.

Solitamente, il vino che accompagna l’antipasto non dev’essere mai troppo aggressivo. Questo per non rovinare il gusto delle portate successive e dei vini che le accompagneranno, ma anche perchè gli antipasti sono in genere portate delicate.

In genere vanno preferiti vini rosati o rossi molto giovani, oppure bianchi secchi.

La scelta poi varia, a seconda che si scelga di servire un antipasto caldo o freddo, di carne o di pesce.

Solitamente per i piatti di pesce si scelgono dei vini bianchi giovani, secchi e molto profumati, mentre per antipasti non di pesce a base di salse come maionese o salsa tonnata è preferibile servire un vino bianco ma leggermente frizzante.

Primi piatti.

Per i primi piatti la scelta si basa principalmente sul condimento prevalente del piatto.

In linea generale: per i primi piatti di pesce si può servire un vino bianco più o meno corposo, con sughi di carne (maiale o selvaggina) e pomodoro vini rossi giovani, mentre con sughi di funghi sono da preferire i vini bianchi giovani.

Se invece serviamo una pasta al forno o gratinata, possiamo scegliere un vino rosato, che può adattarsi anche a piatti a base di legumi.

Per quanto riguarda le minestre, si può servire un vino rosso, magari lo stesso che è stato usato per cucinare, anche se di solito si sconsiglia l’accompagnamento del vino alle minestre . Le zuppe di pesce invece richiedono un vino bianco e dal sapore fruttato se alla base c’è un soffritto di verdure, altrimenti ripiegheremo su un rosso giovane se è stato aggiunto del pomodoro.

Tra le tante cose, possiamo segnalare che con lo zafferano andrebbe servito un bianco giovane e profumato, mentre con gli gnocchi è meglio scegliere un vino rosso.

Secondi piatti.

Anche in questo caso, la scelta va fatta considerando il tipo di piatto, se di carne o pesce.

In genere, per i piatti di carne, si può servire un vino rosso per le carni rosse , mentre un vino bianco corposo o uno giovane e rosso con le carni bianche.

Per gli arrosti e gli stufati, potete scegliere lo stesso vino che avete utilizzato per la cottura, purchè sia un vino rosso d’annata, o comunque invecchiato.

Se invece avete organizzato una cena di pesce: per la frittura, un vino bianco, secco e giovane, con i brodetti di pesce e con alcuni pesci particolarmente grassi, un vino rosso giovane, con frutti di mare, aragoste e astice un vino bianco secco, oppure uno spumante.

Dessert.

Arrivati al dolce, sperando che non siano già tutti ubriachi. In genere vanno accompagnati con un bianco dolce o liquoroso.

Se servite un dolce classico, come bignè, millefoglie o altri dolci al cucchiaio molto ricchi, vanno bene degli spumanti profumati e aromatici o vini amabili. Per la frutta in genere invece vanno bene i classici vini da dessert, per i frutti di bosco scegliete dei vini rossi fruttati e per l‘ananas potete provare con un bicchierino di rhum.

In ogni caso, se non vi fidate, chiedete al tizio dell’enoteca.

Se il tizio dell’enoteca è ubriaco, seguite i miei consigli.

Se pensate che io sia ubriaca, accendete la TV e fatevi consigliare un vino dai tizi di “Gusto“.

E poi ditemi se non sembra più ubriaco uno che sente le violette dentro al vino.

Etta

Come eliminare i cattivi odori (in cucina)

Filed Under (Senza categoria, curiosità) by Lebkuchen on 07-08-2007

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Effettivamente, è un bel problema.

Odori sgradevoli dal frigo, dal forno, odori di cucina e fritto, odori dal lavandino, da vostro marito..

Ecco perchè ogni brava donna di casa impazzisce sempre per cercare di eliminare i cattivi odori dalla cucina.

Ma ecco qualche dritta.

Per eliminare i cattivi odori dal frigo:

Il frigo è sicuramente un gran bel problema in quanto a odori.

L’umidità che si accumula, unita alla sporcizia, ai batteri e agli odori dei cibi, a volte ci fa svenire quando apriamo lo sportello.

I rimedi più comuni, quelli della “nonna”, sono quelli che prevedono l’uso di un bicchierino di aceto o di bicarbonato in un angolo del frigorifero. Il bicarbonato, infatti, ha il potere di assorbire gli odori, e l’aceto un po’ li elimina e un po’ li copre. Certo però, se si esagera, si corre il rischio di trasformare il frigo in una enorme insalatiera.

Un altro rimedio molto utile, è quello del caffè. Una volta aperto il pacchetto sottovuoto del caffè e riempito l’apposito contenitore, invece di buttarlo via, si può metterlo in un angolino del frigo e usare anch’esso come mangia-odori.

Ancora, si può mettere una ciotolina di latte nel frigo. Se la puzza è persistente, bisogna cambiarlo spesso.

(Magari evitate di fare tutte queste cose insieme..non credo sia molto vantaggioso)

Per eliminare i cattivi odori dal tagliere di legno:

basta strofinare il tagliere con un limone tagliato e lavarlo solo con dell’acqua. Fatelo asciugare sempre bene prima di riporlo.

Per eliminare l’odore di pollo dai piatti:

anche in questo caso, il limone è miracoloso. Strofinatelo sul piatto o sulle stoviglie durante il lavaggio.

Per eliminare la puzza di cipolla e aglio dalle mani:

innanzitutto, lavare sempre con acqua fredda, perchè l’acqua calda fissa ancora di più l’odore. Strofinate le mani con il solito caro vecchio limone e lavate normalmente. Se non sparisce, buttate la cipolla e usate lo scalogno. Per togliere la puzza dai coltelli, passarli più volte in una carota.

In commercio inoltre ci sono degli ovetti di acciaio fatti apposta per questo scopo, che vanno strofinati tra le mani, ma pare vada bene qualsiasi utensile d’acciaio.

Per eliminare l’odore di fritto dalla cucina:

anche qui i metodi sono più di uno. C’è chi consiglia di far bollire, prima di friggere o cucinare cibi piuttosto puzzolenti, per qualche minuto, un pentolone d’acqua con delle spezie e/o odori e/o pezzi di limone o arancia. Oppure c’è chi consiglia di bruciare sulla fiammella del gas una zolletta di zucchero o della buccia di limone o arancia. Ancora: uno spicchio di mela o un pezzo di sedano nell’olio bollente o un bicchiere di aceto bianco accanto al fornello aiuterebbero contro il fastidiosissimo odore di fritto stagnante in cucina. Anche bollire dell’aceto al termine della frittura pare porti dei vantaggi.

Per eliminare l’odore di uovo crudo:

lavare sempre con acqua fredda per evitare di “fissare” la puzza. Poi insaponare con sapone per i piatti misto ad aceto o succo di limone. E’ utile inoltre lasciare in ammollo in una soluzione di acqua e limone o aceto le stoviglie che sono state a contatto con l’uovo. Se la puzza persiste, aggiungere un goccio di candeggina, ma sciacquare con molta accuratezza.

Per eliminare la puzza di cavoli lessi dalla cucina:

basta aggiungere un pezzo di pane raffermo dentro l’acqua di cottura dei cavoli.

Per eliminare l’odore di melone dal frigorifero:

bisogna tenere per almeno una notte una patata sbucciata su un ripiano del frigorifero.

Per eliminare l’odore sgradevole dalla pattumiera:

cospargere il fondo del secchio con della lettiera per gatti, e aver cura di lavarlo almeno una volta alla settimana.

Per eliminare gli odori degli scarichi del lavello:

sciogliere in aceto caldo del sale grosso e versare nello scarico. Dopo un’ora, versarci un pentolino di acqua bollente.

Se avete qualche altro consiglio casalingo, fatemelo sapere..

Per quanto riguarda gli odori derivanti da vostro marito bhe, qualche tempo fa c’era quella pubblicità della tizia che ficcava il suo uomo dentro la lavatrice..

Altrimenti, potete sempre cospargerlo con bicarbonato, aceto, limone e latte e lasciarlo per una notte con una patata sbucciata in mano fuori al balcone..

Magari funziona.

Etta

Come fare un buon soufflè

Filed Under (curiosità, ricette) by Lebkuchen on 26-07-2007

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Avete mai provato a fare un soufflè? O avete mai visto nei film quelle signore americane che si cimentano ai fornelli,cercando di preparare un bel soufflè, magari per la cenetta romantica con il maritino, quando poi si disperano aprendo il forno e notando che si è completamente sgonfiato?

Ma soprattutto, sapete cos’è un soufflè?

Il soufflè è costituito da un denso impasto di farina, burro, latte e tuorli d’uova, unito poi agli albumi montati a neve.

La ricetta del soufflè:

  • 75 g di formaggio grattugiato
  • sale e pepe

E’ sempre bene scegliere una pentola abbastanza grande da contenere non solo l’impasto, ma anche gli albumi montati.

Separate le uova e lasciate intiepidire gli albumi a temperatura ambiente e in un recipiente coperto. Fate fondere il burro in un tegame abbastanza largo da contenere tutti gli ingredienti. Unite la farina e cuocete piano e mescolando per 2-3 minuti. Incorporate quindi poco a poco il latte all’impasto e fate bollire per circa un minuto, mescolando di continuo ottenendo così una crema liscia e morbida.

Riducete il fuoco e aggiungete il formaggio grattugiato, sempre mescolando. Non riscaldate troppo la miscela, altrimenti il formaggio si scioglie e diventa troppo filamentoso.

Lasciate raffreddare il tutto, poi aggiungete i tuorli, sbattuti uno alla volta. Salate, coprite l’impasto e lasciatelo da parte.

In una terrina larga montate intanto gli albumi a neve, usando una frusta o un mixer elettrico (se non volete slogarvi il polso come tocca fare a me di solito). Versate poi gli albumi ben sbattuti nella salsa preparata in precedenza, amalgamate delicatamente, con dei movimenti avvolgenti e dal basso verso l’alto, con un cucchiaio di metallo. Versate l’impasto nella teglia imburrata e cuocete al centro del forno, a 180° per circa 30 minuti. Quando il soufflè è cotto e di colore bruno dorato, toglietelo dal forno e servitelo subito.

I piccoli segreti per un buon soufflè.

  • Nel caso in cui non dovete servirlo subito, lasciatelo nel forno spento per circa 10 minuti.
  • Per accettarvi che il soufflè sia cotto, inserite un coltello nella parte più gonfia: se ne esce pulito, il soufflè è pronto.
  • Non aprite mai il forno durante la cottura.
  • Se non avete uno stampo da soufflè, potete usare una pentola della capacità di un litro e con bordi diritti. Se volete che il soufflè riesca molto gonfio, la miscela cruda deve essere sufficiente a riempire lo stampo per 3/4, in modo da potersi gonfiare e salire oltre i bordi.
  • Per servire il soufflè, utilizzate un cucchiaio da portata e affondatelo nel soufflè fino a raggiungere il bordo del recipiente. Ogni porzione dovrebbe comprendere un pezzo di crosta e un pò del centro spumoso. Prendete ogni volta una bella cucchiaiata abbondante per non danneggiare la consistenza delicata e l’aspetto del soufflè che resta nel recipiente.

Sono certa che con quest’alone di sfiga che mi fluttua intorno ultimamente, se facessi oggi un soufflè non si sgonfierebbe mica..

..esploderebbe nel forno.

Etta

La cottura del pesce

Filed Under (pesce) by Lebkuchen on 24-07-2007

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In qualche post fa avevamo dato un’occhiata a come pulire il pesce..

Dopo l’esaltante prova di ieri sera, nella quale mi sono vista alle prese con un filetto di baccalà che doveva essere fritto ma mi ha dato non pochi problemi, ho deciso che era il caso di guardare un po’ a come si cucina il pesce in generale.

Confesso che il pesce infatti è sempre stato il mio punto debole. Nonostante adori mangiarlo, non mi cimento spesso a cucinarlo..

Perciò, mi sembra il momento giusto per cominciare davvero.

Il tempo di cottura del pesce è molto breve: è pronto appena la sua carne perde l’aspetto traslucido per diventare piuttosto opaca e lattea. Bisogna evitare una cottura troppo lunga perchè rovinerebbe la consistenza delle carni e il loro sapore. Tanto per un pesce intero quanto per un trancio, provando la cottura con una forchetta, generalmente il pesce è cotto quando la carne si stacca senza difficoltà dalla lisca.

  • Pesce alla griglia: per i filetti e i tranci sottili, è sufficiente cuocerli alla griglia da un solo lato. I tranci più grandi e i pesci interi devono invece essere voltati una volta durante la cottura, per essere certi che siano completamente cotti anche all’interno. Con i pesci rotondi, come lo sgombro, è consigliabile praticare tre o quattro tagli diagonali su entrambi i lati del corpo. I pesci a carne grassa non sempre richiedono aggiunte di condimenti, ma quelli a carne magra vanno unti con olio o burro per evitare che si secchino troppo. Cuoceteli tenendo il fuoco moderato, e calcolate in genere 4-5 minuti per i filetti sottili, 10-15 minuti per i pezzi più grossi.
  • Pesce cotto al vapore : la cottura a vapore è adatta solo a filetti sottili di pesce a carne magra, come la sogliola o la passera di mare. Lavate e asciugate il pesce e disponetelo su una pirofila unta, quindi ponete sul pesce piccoli pezzetti di burro e aggiungete un cucchiaio di latte e un pò di sale. Coprite ermeticamente con un foglio di alluminio e mettetelo su una pentola con dell’acqua che bolle. Fate cuocere per circa 10-15 minuti. Il liquido di cottura del pesce può poi essere usato per aromatizzare una besciamella da servire insieme al pesce, oppure si può semplicemente versarlo sul pesce prima di servirlo.
  • Pesce lesso: la maggior parte dei pesci si presta bene ad essere lessata, dai più sottili filetti a un salmone intero, tuttavia di solito non si utilizza questo metodo per i pesci grassi, come l’aringa o lo sgombro. Fate cuocere il pesce in un brodo leggermente aromatizzato, al quale si può aggiungere latte o vino bianco. Di solito si prepara un brodino cuocendo lische di pesce in acqua salata e aromatizzata con prezzemolo, succo di limone, alloro, pepe, cipolla e carote. Calcolate circa 10-15 minuti per 500 gr di pesce, 5-10 minuti per i tranci. Il liquido deve coprire completamente il pesce e non deve essere fatto bollite, perchè il bollore rovinerebbe la consistenza della carne. Se il pesce deve essere servito freddo, lasciatelo raffreddare nel suo liquido di cottura, che conserverà la carne più umida e saporita. Stesso discorso fatto in precedenza vale per il sughetto di cottura.
  • Pesce al forno: piccoli pesci interi, o filetti, o tranci tagliati da un grosso pesce, si possono cuocere al forno a 180°. Mettete il pesce in una pirofila con sale, olio e acqua, latte o vino bianco. Coprite con un coperchio o un foglio di alluminio e fate cuocere al forno. Se non seguite una particolare ricetta, calcolate 10-12 minuti per ogni 500 gr di pesce. Un grosso trancio di pesce farcito può richiedere anche fino a 1 ora di cottura.
  • Pesce al burro: chiamato anche pesce alla mugnaia. Passate i pesci nel latte salato, poi infarinateli leggermente. Se sono piuttosto grossi, fate dei piccoli tagli sul dorso. Si cuociono nel burro caldissimo, si salano durante la cottura e si girano. Il pesce cotto nel burro risulterà più delicato di quello cotto nell’olio. Si possono cuocere al burro le sogliole, i nasellini, tranci sottili di pesce come il palombo e la coda di rospo.
  • Pesce fritto: versate abbondante olio nella padella per friggere e riscaldatelo molto bene (deve essere leggermente fumante). Passate il pesce nell’uovo sbattuto e nel pane grattugiato, oppure nel latte salato e nella farina; questo tipo di preparazione forma una specie di pastella. Immergete poi il pesce nell’olio bollente. Per evitare di far raffreddare l’olio, friggete poco pesce alla volta e alzate subito per qualche tempo la fiamma, per far riprendere all’olio il calore perso e permettere una cottura rapida.

Poi magari un giorno vi racconto la mia avventura con il baccalà.

Vi dico solo che non si capiva bene se il baccalà era quello fritto o la tizia che lo stava friggendo.

Etta

Sofficini Fintus (ovvero..come rifare in casa i cari vecchi Sofficini)

Filed Under (ricette, ricette con foto) by admin on 17-06-2007

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No, non sono impazzita e non ho sbagliato a scrivere il nome nel titolo del post.

Ieri sera, per seguire la mania di emulazione delle grandi marche che da qualche giorno mi perseguita, ho cercato di riprodurre da sola i sofficini.

Il risultato è stato più che soddisfacente, ma credo si possa lavorare ancora sulle modalità del ripieno..

Per questa volta, ho realizzato dei sofficini con pomodoro, mozzarella e prosciutto cotto (oltre a un paio sportivi con mozzarella e cubetti di salamino, giusto per provare..).

La ricetta mi è arrivata da lontano, attraverso il sempreverde metodo del passaparola, quindi in realtà non so dirvi con esatezza chi ha avuto la brillante idea di riprodurli in questa maniera. Mi limiterò dunque a descrivervi come mettere in pratica questi preziosi consigli :) .

Per prima cosa, bisogna creare la pasta che ricoprirà i sofficini..

Gli ingredienti per la pasta:

  • una tazza d’acqua;
  • un cucchiaio di burro;
  • una tazza di farina;
  • un pizzico di sale.

Mettete a bollire in un pentolino la tazza d’acqua e il cucchiaio di burro..

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Quando l’acqua bolle, buttateci dentro la tazza di farina e girate subito ed energicamente con un cucchiaio di legno, finchè si formerà una palla di impasto che si staccherà da sola dal pentolino.

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Bene, ora bisogna lasciarla raffreddare.

Intanto potete preparare quello che sarà il ripieno, come preferite. Io ho usato del sugo, della mozzarella e pezzetti di prosciutto cotto, ma si possono farcire in mille modi, a seconda delle preferenze. L’importante è non esagerare, altrimenti si rischia di farli aprire durante la cottura.

Prendete un pezzetto di pasta alla volta (vi sembrerà silicone!) e stendetelo con un mattarello, con un pizzico di farina sempre sottomano, poichè questa pasta è piuttosto appiccicosa..

Ritagliate dei dischi, della dimensione che volete, e al centro disponete il ripieno. Ripiegate in due il disco, facendo combaciare il bordo superiore con quello inferiore, quindi con i polpastrelli pressate bene sui bordi, così i lembi si incolleranno e il ripieno non uscirà.

Una volta chiusi, passateli nella farina, nell’uovo sbattuto e nel pan grattato.

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Per la cottura procedete come preferite, io ne ho fatti alcuni fritti e alcuni al forno..

Ma si possono anche congelare, e cucinare quando vi serviranno!

Questo il risultato:

 

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Vi consiglio di mettere un pizzico di sale anche nell’uovo sbattuto per la panatura, altrimenti potrebbero risultare poco saporiti.

Se vi state chiedendo cosa proverò a copiare la prossima volta, forse ho già la risposta..

 

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Scherzo, ovviamente..

Ma questa era dedicata al Vecchio Elio.. :D

Etta

Calzoni rustici con salsiccia e cipolla

Filed Under (ricette, ricette con foto) by admin on 15-06-2007

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Caldi caldi, appena usciti dal forno.

Oggi pomeriggio mi è venuta l’improvvisa voglia di mangiare qualcosa di friabile e saporito, così mi sono rimboccata le maniche e ho preparato questi calzoni di pasta brisee ripieni con salsicce e cipolle.

Vi spiego come ho fatto, rimandandovi al prossimo post per la spiegazione dettagliata della pasta brisee (le dosi sono per due calzoni abbastanza grandi).

Come di consueto, troverete sul sito tutti gli ingredienti necessari, sia per la pasta brisee che per i calzoni con la salsiccia.

Bisogna stendere con il mattarello la pasta , ritagliandone dei dischi (aiutandosi con un piatto piano).

 

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Nel frattempo, mettete a rosolare in una padella la salsiccia, aggiungendo un goccio d’acqua..

 

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Potete quindi aggiungere le cipolle, e lasciare tutto a cuocere per qualche minuto..

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Una volta pronte, lasciatele raffreddare, e intanto tagliate la mozzarella a fettine abbastanza sottili.

Quando la salsiccia si sarà raffreddata, potete procedere a riempire i calzoni.

Prendete i dischi di pasta brisee, stendeteli e nel centro disponete uno strato di mozzarella, la salsiccia e un’altro strato di mozzarella (metà della quantità totale, visto che dovremo realizzarne due).

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Per chiudere i calzoni, sollevate il bordo superiore e portatelo verso quello inferiore, ricoprendo il condimento. Fate pressione sui bordi sovrapposti prima con i polpastrelli, poi con il dorso di una forchetta.

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Ora ripiegate i bordi su loro stessi e, di nuovo, chiudeteli bene con la forchetta.

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Finito con il primo, ripetete il procedimento anche per il secondo, quindi spennellateli con dell’uovo, bucateli in superficie con uno stuzzicadenti e metteteli in una teglia LEGGERMENTE imburrata (dipende da quanto amate il burro :D )

Mettete in forno e cuocete per 20/30 minuti a 180°.

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Dopo la cottura, dovrebbero avere più o meno questo aspetto:

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Il sapore, invece, non posso descrivervelo..

Ma spero vi piacciano :)

Etta