Sicuramente tutti ne abbiamo sentito parlare almeno una volta, soprattutto negli ultimi tempi.
Dal canto mio, ho sempre pensato e sostenuto che fosse una moda, uno stile di vita, “mangio macrobiotico”, perchè è figo, e se lo dico con la R moscia fa ancora più effetto. Vuoi mettere?
“Io Mangio MacVobiotico.”
Che classe.
Poi la mia città adottiva (Urbino), mi ha dato modo di conoscere un po’ meglio questo mondo macrobiotico, anche se in realtà non ho mai avuto il coraggio di andare a mangiare a quel famoso “Punto Macrobiotico” che ormai sta conquistando l’Italia quasi peggio dei negozi di abbigliamento cinesi.
In ogni caso, mi sono dovuta ricredere..c’è chi ci crede davvero in questo macrobiotico. Certo, a vederli fanno un pò senso per quanto sono pallidi e smagriti (non tutti, ovviamente, credo siano quelli più infervorati e con un metabolismo più vorace), ma ho pensato che se è diventato uno stile di vita più che una semplice dieta, qualcosa di semifilosofico ci dev’essere dietro..
Quindi, che cos’è la cucina macrobiotica?
Il termine macrobiotico deriva dalle parole greche makros (lungo, grande) e bios (vita): lunga vita, vivere una grande vita, vita piena.
La cultura alimentare macrobiotica si basa su una antica filosofia orientale (di quasi 5000 anni) , che considera l’intero universo, e le sue creature, governato dall’equilibrio di opposti contrari e complementari, i famosi Yin e Yang. Ogni alimento, secondo la filosofia macrobiotica, appartiene a una di queste due forze, e di conseguenza, il cibo diventa per l’uomo il mezzo fondamentale per l’equilibrio tra la mente e il corpo.
Yin e Yang
Gli alimenti Yin sono quelli caratterizzati da un sapore forte, molto dolci, piccanti, saporiti, amari o acidi, mentre gli alimenti Yang quelli più delicati, salati, dal sapore poco forte.
I cibi più bilanciati sono però i cereali, i legumi, la verdura (non tutta), le alghe, i grassi che derivano dai semi.
L’accostamento dei cibi, la cottura, le modalità di preparazione sono quasi dei “rituali” da seguire, con regole precise e importantissime.
Ad esempio:
- il pane deve lievitare naturalmente senza lieviti chimici;
- le verdure devono essere tagliate e cotte in poco olio e acqua;
- d’inverno bisogna consumare cibi Yang, e viceversa;
- frutta e verdure vanno consumate con la buccia, e pulite utilizzando una particolare spazzola;
- i condimenti devono essere tutti naturali;
- sono banditi i prodotti industriali, chimici e raffinati industrialmente;
- le alghe devono essere lavate bene in acqua fredda e fatte ammorbidire in ammollo;
- bisogna evitare l’utilizzo di pentolame e accessori in alluminio perchè contaminerebbero gli alimenti, preferendo invece terracotta, acciaio inossidabile e legno;
- preferire alimenti biologici, sani e di stagione, eliminando verdure congelate e frutta esotica;
- evitare l’utilizzo di spezie , scegliendo solo sale marino naturale;
- eliminare latte e derivati (è ammesso quello di soia), verdura che altera l’acidità dello stomaco;
- ridurre il consumo di carne, preferendo il pesce.
Ovviamente questi sono solo alcuni, visto che non ho seguito un corso veloce nè comprato alcun libro..
A livello nutrizionale, non credo sia una dieta molto sana, visto che si eliminano molti nutrienti ed è molto simile ad altre diete vegane. Ma in quanto alla perdita di peso, non c’è alcun dubbio, visto che i pasti macrobiotici apportano molte meno calorie di quelli normali.
Ma il macrobiotico non è una dieta dimagrante, e non si può diventare macrobiotici per arrivare in forma alla prova costume. E’ uno stile di vita. Che poi uno ci creda o no, o lo faccia davvero solo per seguire la moda, non è affar nostro.
Sicuramente però, credo che sia stato merito del macrobiotico il diffondersi di alimenti prima totalmente sconosciuti, e forse anche un pochino schifati, come il tofu, le gallette di riso, le alghe, con tutte le ricette che ne conseguono.
A proposito, ecco una bella ricetta macrobiotica. Nei prossimi giorni ve ne posterò altre:
Crema di lenticchie
- 200 gr di lenticchie
- 2 carote
- 2 cipolle
- 1 gambo di sedano
- 2 cucchiai di olio di semi di sesamo
- 1 cucchiaio di tamari
- sale marino
Tenere le lenticchie a bagno per circa 9 ore.
Lavare e tagliare la carota e il sedano a pezzetti piccoli e unirli alle lenticchie. Intanto, in una casseruolla, far rosolare la cipolla tagliata con dell’olio di semi di sesamo.
Aggiungere quindi le lenticchie e le verdure insieme all’acqua di bagno, salare e cuocere a fuoco medio e con il coperchio per almeno un’ora.
Quando la zuppa è pronta, passarla con un passaverdure, condire con del tamari e servire con delle fette di pane integrale tostato.
Bene. Per il momento il viaggio all’interno del macrobiotico finisce qui.
Ma vi lascio con il sorridente faccione del pionere del Macrobiotico, tale Georges Ohsawa, la cui foto sembra padroneggi sulle pareti dei punti macrobiotici in giro per il mondo.
Bho, a me sembra simpatico, tutto felice..

Siete sicuri che sto tizio mangiava Macrobiotico?
Etta
P.S: Mi farebbe molto piacere se qualcuno dedito al macrobiotico che si trovasse a passare di qui lasciasse un proprio parere..anche un “vaffa”, tanto ormai la cassazione ha detto che non è un’offesa