Come conservare i cibi

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 25-07-2007

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Il ritrovamento odierno di un barattolo di marmellata leggermente verdino mi ha dato lo spunto per vedere meglio quali sono i migliori tempi di conservazione dei cibi all’interno della dispensa.

Sto quasi pensando che questo blog va avanti grazie alle mie innumerevoli sfighe.

Bene, per quanto riguarda la dispensa, deve essere un luogo fresco e asciutto, con una temperatura intorno ai 10°. Perciò, se avete la possibilità di sceglierne la collocazione, sistematela su una parete rivolta verso nord o verso est, e usate gli armadietti collocati su termosifoni o spesso esposti al sole solo per riporre stoviglie e pentole, e non i cibi. Rivestite gli scaffali della dispensa con carta plastificata e lavabile, e pulite subito le macchie che si formano.

Tempi di conservazione in dispensa degli alimenti più comuni (eliminarli se fermentano, se si forma la muffa, rimuoverla e consumare il prodotto al più presto, se fatti in casa, conservare in frigo)

Sughi di carne: 1 anno

Salse: 6 mesi

Olio d’oliva: 18 mesi

Sottaceti:1 anno

Marmellate e conserve: 1 anno

Miele: 6 mesi

Aceto: 2 anni

Cioccolato a blocchi o tavolette: 1 mese

Coloranti: 1 anno

Palline argentate, confetti e altre decorazioni: 1 mese

Pesce, carne, frutta e succhi in scatola: 1 anno

Minestre: 1 anno

Latte condensato: 4/6 mesi

Cacao in polvere: 1 anno

Farina con lievito: 6 mesi

Farina bianca: 2/3 mesi

Farina integrale: 1 mese

Legumi secchi: 1 anno

Riso: 1 anno

Cereali per la colazione: 1 mese (chiudendo sempre la scatola)

Mandorle e noci: 1 mese

Sale: 6 mesi (se perfettamente asciutto si conserva più a lungo)

Zucchero: 1 anno (conservare prima nel pacchetto, finchè sigillato, poi in un contenitore ermetico)

E ho appena scoperto che la marmellata aveva subito quella strana trasformazione semplicemente perchè era scaduta nel 2006..

Devo essere stata vittima di qualche strano salto temporale..

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Etta

La cucina Macrobiotica

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione, ricette) by Lebkuchen on 19-07-2007

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Sicuramente tutti ne abbiamo sentito parlare almeno una volta, soprattutto negli ultimi tempi.

Dal canto mio, ho sempre pensato e sostenuto che fosse una moda, uno stile di vita, “mangio macrobiotico”, perchè è figo, e se lo dico con la R moscia fa ancora più effetto. Vuoi mettere?

Io Mangio MacVobiotico.”

Che classe.

Poi la mia città adottiva (Urbino), mi ha dato modo di conoscere un po’ meglio questo mondo macrobiotico, anche se in realtà non ho mai avuto il coraggio di andare a mangiare a quel famoso “Punto Macrobiotico” che ormai sta conquistando l’Italia quasi peggio dei negozi di abbigliamento cinesi.

In ogni caso, mi sono dovuta ricredere..c’è chi ci crede davvero in questo macrobiotico. Certo, a vederli fanno un pò senso per quanto sono pallidi e smagriti (non tutti, ovviamente, credo siano quelli più infervorati e con un metabolismo più vorace), ma ho pensato che se è diventato uno stile di vita più che una semplice dieta, qualcosa di semifilosofico ci dev’essere dietro..

Quindi, che cos’è la cucina macrobiotica?

Il termine macrobiotico deriva dalle parole greche makros (lungo, grande) e bios (vita): lunga vita, vivere una grande vita, vita piena.

La cultura alimentare macrobiotica si basa su una antica filosofia orientale (di quasi 5000 anni) , che considera l’intero universo, e le sue creature, governato dall’equilibrio di opposti contrari e complementari, i famosi Yin e Yang. Ogni alimento, secondo la filosofia macrobiotica, appartiene a una di queste due forze, e di conseguenza, il cibo diventa per l’uomo il mezzo fondamentale per l’equilibrio tra la mente e il corpo.

einf5a.gifYin e Yang

Gli alimenti Yin sono quelli caratterizzati da un sapore forte, molto dolci, piccanti, saporiti, amari o acidi, mentre gli alimenti Yang quelli più delicati, salati, dal sapore poco forte.

I cibi più bilanciati sono però i cereali, i legumi, la verdura (non tutta), le alghe, i grassi che derivano dai semi.

L’accostamento dei cibi, la cottura, le modalità di preparazione sono quasi dei “rituali” da seguire, con regole precise e importantissime.

Ad esempio:

  • il pane deve lievitare naturalmente senza lieviti chimici;
  • le verdure devono essere tagliate e cotte in poco olio e acqua;
  • d’inverno bisogna consumare cibi Yang, e viceversa;
  • frutta e verdure vanno consumate con la buccia, e pulite utilizzando una particolare spazzola;
  • i condimenti devono essere tutti naturali;
  • sono banditi i prodotti industriali, chimici e raffinati industrialmente;
  • le alghe devono essere lavate bene in acqua fredda e fatte ammorbidire in ammollo;
  • bisogna evitare l’utilizzo di pentolame e accessori in alluminio perchè contaminerebbero gli alimenti, preferendo invece terracotta, acciaio inossidabile e legno;
  • preferire alimenti biologici, sani e di stagione, eliminando verdure congelate e frutta esotica;
  • evitare l’utilizzo di spezie , scegliendo solo sale marino naturale;
  • eliminare latte e derivati (è ammesso quello di soia), verdura che altera l’acidità dello stomaco;
  • ridurre il consumo di carne, preferendo il pesce.

Ovviamente questi sono solo alcuni, visto che non ho seguito un corso veloce nè comprato alcun libro..

A livello nutrizionale, non credo sia una dieta molto sana, visto che si eliminano molti nutrienti ed è molto simile ad altre diete vegane. Ma in quanto alla perdita di peso, non c’è alcun dubbio, visto che i pasti macrobiotici apportano molte meno calorie di quelli normali.

Ma il macrobiotico non è una dieta dimagrante, e non si può diventare macrobiotici per arrivare in forma alla prova costume. E’ uno stile di vita. Che poi uno ci creda o no, o lo faccia davvero solo per seguire la moda, non è affar nostro.

Sicuramente però, credo che sia stato merito del macrobiotico il diffondersi di alimenti prima totalmente sconosciuti, e forse anche un pochino schifati, come il tofu, le gallette di riso, le alghe, con tutte le ricette che ne conseguono.

A proposito, ecco una bella ricetta macrobiotica. Nei prossimi giorni ve ne posterò altre:

Crema di lenticchie

- 200 gr di lenticchie
- 2 carote
- 2 cipolle
- 1 gambo di sedano
- 2 cucchiai di olio di semi di sesamo
- 1 cucchiaio di tamari
- sale marino

Tenere le lenticchie a bagno per circa 9 ore.
Lavare e tagliare la carota e il sedano a pezzetti piccoli e unirli alle lenticchie. Intanto, in una casseruolla, far rosolare la cipolla tagliata con dell’olio di semi di sesamo.
Aggiungere quindi le lenticchie e le verdure insieme all’acqua di bagno, salare e cuocere a fuoco medio e con il coperchio per almeno un’ora.
Quando la zuppa è pronta, passarla con un passaverdure, condire con del tamari e servire con delle fette di pane integrale tostato.

Bene. Per il momento il viaggio all’interno del macrobiotico finisce qui.

Ma vi lascio con il sorridente faccione del pionere del Macrobiotico, tale Georges Ohsawa, la cui foto sembra padroneggi sulle pareti dei punti macrobiotici in giro per il mondo.

Bho, a me sembra simpatico, tutto felice..

ohsawa.GIF

Siete sicuri che sto tizio mangiava Macrobiotico?

Etta

P.S: Mi farebbe molto piacere se qualcuno dedito al macrobiotico che si trovasse a passare di qui lasciasse un proprio parere..anche un “vaffa”, tanto ormai la cassazione ha detto che non è un’offesa :P

I nuovi valori nutrizionali

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione) by Lebkuchen on 17-07-2007

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Tanto per farmi un pò di sana pubblicità, visto che lo fanno tutti, vi comunico che dopo tante notte insonni ho finalmente aggiornato il database degli alimenti sul sito!

Ora sono presenti più di mille alimenti, tutti divisi per categoria, con tanti valori nutrizionali aggiunti. Vitamine, minerali e micronutrienti..c’è tutto quello che può servire!

E inoltre, potete trovare tanti alimenti interessanti (anche terribilmente strani, come lo squalo, il castoro o la tartaruga :P ), compreso alcuni piatti etnici e molti dei più comuni alimenti dei fast food.

Probabilmente nessuno di noi mangerà mai una tartaruga, ma così almeno vi verrà l’acquolina in bocca quando passate davanti alla sua vaschetta..

Etta

La dieta del gelato

Filed Under (diete e alimentazione) by admin on 08-07-2007

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Caldo. Torrido e soffocante.

Sonnolenza, giramenti di testa, voglia di non fare niente.

L’unica cosa che potrebbe tirarmi sù sarebbe un bel gelato.

Però:

- in freezer non ci sono gelati,

- fa troppo caldo per uscire a comprarli,

- fa troppo caldo per mettermi in cucina a fare il gelato in casa.

Soluzione? Mi rinfresco con un bicchiere d’acqua e vado a spasso per internet cercando immagini di freschi gelati e sorbetti facendomi tanto male psicologico.

Ma, un attimo..quella cos’è?

La dieta del gelato?!

All’improvviso, si apre un mondo.

…..Mi viene in mente l’immagine di mestessa che si strafoga di gelati tutto il giorno e non ingrassa, anzi, dimagrisce!

Una di quelle scene in stile pubblicità di centri estetici, in cui io con tutto il muso imbrattato di gelato al cioccolato sorrido entusiasta alla mestessa che guarda da fuori….

No no, fermi tutti..sto correndo troppo.

Meglio tornare in questo afoso mondo reale e approfondire piuttosto questo bell’argomento.

Che cos’è la dieta del gelato?

A detta di molti, sarebbe la migliore soluzione estiva al caldo e al controllo della linea, soprattutto per quei tipi piuttosto golosi a cui piace concedersi il piacere del gelato.

Dal canto suo, il gelato è un alimento molto completo, che riesce ad apportare nella dieta grassi, proteine ad alto valore biologico (quelle del latte e quelle delle uova) ,vitamine (soprattutto vitamina A e la vitamina B2), zuccheri ad assorbimento rapido e altri micronutrienti come fosforo e calcio.

E’ la dieta ideale anche per chi lavora duramente fin nei mesi estivi e mangia fuori casa: un buon gelato è un ottimo sostituto del pranzo e in più regala momenti di estasi.

Come funziona la dieta del gelato?

Le diete del gelato proposte dai vari nutrizionisti mi sembrano tutte più o meno simili, e prevedono il gelato come sostituto del pranzo, per un apporto calorico giornaliero totale di circa 1200/1300 kcal, reintegrando a cena i buoni sani carboidrati sempre cari a noi italiani. Per intenderci: una colazione leggera con succo di frutta, the, latte freddo o yogurt, spuntino con frutta fresca o succo di frutta, pranzo con un bel gelato, merenda con yogurt o frutta e a cena una pasta leggera (magari ricotta, vongole o pomodori freschi) o del riso, un pò di carne o pesce e l’insalata.

Si segue solitamente per una settimana, massimo due..il problema è che dopo 2 settimane anche una bella dieta alternativa come questa diventa un po’ pesante.

Chi segue un’altra dieta ipocalorica può permettersi il piacere di un gelato?

Bella domanda. Non si direbbe neanche che l’ho fatta io.

I Signori Dottori Esperti Nutrizionisti dicono che è possibile, naturalmente non esagerando nelle dosi e prediligendo i gelati alla frutta, cioè a base d’acqua, poichè quelli alla crema, contenendo latte, panna e uova, hanno un apporto calorico maggiore: 100 gr di gelato alle creme equivalgono a circa 230 kcal (ma anche fino a 280 kcal) , mentre quello alla frutta conta circa 130 kcal per quello a base d’acqua e poco di più per quelli a base di latte.

Comunque, che sfiga..

Sono mesi che dico che voglio mettermi a dieta. Ora che avevo trovato la dieta che fa per me, non la posso cominciare perchè non ho il gelato.

Vorrà dire che domani comincerò la dieta della Nutella (o quella della Mortadella, devo ancora decidere), ma mi concederò un gelato ogni tanto.

Giusto per non essere troppo ferrei.
Etta

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I grassi saturi e i grassi insaturi: cosa sono?

Filed Under (diete e alimentazione) by admin on 04-05-2007

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Grassi..

Lipidi..

Parole il cui solo suono riesce a mandare nel panico più totale un numero abominevole di esseri umani che si preoccupano della panzetta. (Ma non solo..)

Ma avete mai sentito parlare di grassi saturi e grassi insaturi?

Uhm, neanche io..per questo mi sono informata :)

Innanzitutto..

E’ tutta questione di chimica. Si. La ciccia è colpa della chimica.

  • Gli acidi grassi insaturi sono caratterizzati da uno o più legami con il carbonio. Questi legami possono però rompersi e legarsi ad altri atomi di idrogeno. Solitamente si presentano in forma liquida, e tra questi ricordiamo l’olio di oliva (monoinsaturo, cioè con un solo doppio legame) e l’olio di semi (polinsaturo, con due o più doppi legami).
  • I grassi saturi invece non hanno alcun doppio legame, sono “completi”, e non possono quindi legarsi a nessun altro tipo di atomo. La caratteristica peculiare del loro “essere saturi” è la maggiore densità rispetto ai grassi insaturi. Sono presenti nei grassi di origine animale, in latte e derivati, nel tuorlo dell’uovo e in grassi di origine vegetale come la margarina. Conseguenza della loro maggiore densità è cheriescono più facilmente ad accumularsi lungo i vasi sanguigni, con tutte le eventualità immaginabili. La OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda dinon superare il consumo di questi grassi oltre il 10%, meglio ancora se si eliminassero del tutto (parola loro). Tra i grassi di origine animale va citato però il burro, che in quanto a valori nutrizionali è il più energetico (758 calorie per ogni 100g di prodotto) e il più digeribile..

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Una parolina da spendere sui grassi “buoni”..

Si tratta dei famosi Omega-6 e Omega-3, quante volte ne avete sentito parlare?

Sono acidi grassi essenziali, perchè importantissimi per la vita, polinsaturi, ma che non vengono sintetizzati dall’organismo umano, e devono essere perciò introdotti attraverso l’alimentazione. Sono presenti nel pesce, nei frutti di mare, in alcuni vegetali (gli Omega-3), nei cerali, nei legumi, nei semi, nei grassi della carne (gli Omega-6).

I benefici? Bhe..sembra che gli Omega-6 tendano a ridurre il colesterolo e aiutino contro l’eczema, l’artrite e altre patologie, mentre gli Omega-3 servano a prevenire trombosi e malattie cardio-circolatorie, oltre a collaborare nella prevenzione di cancro e infarti. In ogni caso, l’eccessivo consumo di entrambi può diventare nocivo..vale come per ogni cosa la regola di non esagerare :)

Vi consiglio un articolo sulla buona alimentazione e sui grassi, perchè in fondo credo che sia importante informarsi e stare attenti alla linea, ma per non cadere in terribili demonizzazioni del cibo, basta seguire una corretta alimentazione, mangiare un pò di tutto senza strafare, e magari qualche volta regalarsi il gusto inebriante della buona cucina..

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Etta

p.s: vi ricordo che non sono un medico, non c’ho neanche mai provato ad entrare all’università :D

Rimedi post-sbornia

Filed Under (curiosità) by admin on 30-03-2007

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Ok. Ieri sera avete esagerato con i festeggiamenti, o avete bevuto troppo per far colpo sul tipo che vi piace, e il risultato adesso è che lui (o lei) continua a non calcolarvi di striscio, ma voi avete un cerchio di dimensioni abominevoli in testa e tanti nanetti verde fosforescente che ballano il tip tap nel vostro stomaco, spingendovi in ripetute corse verso la toilette.

Lo so che non è piacevole. Ma come si fa a eliminare i fastidiosissimi sintomi della sbronza?

I rimedi sono vari, spesso discordanti, ma l’esperienza di molti e alcune fondamentali conoscenze mediche possono aiutarvi a stare un pò meglio. (Mi dispiace, ma per eliminare completamente tutti i fastidi potete solo tornare indietro nel tempo e non bere così tanto) .

  1. Bere, bere tanto.
  2. L’alcol è un potente diuretico, ve ne sarete ormai accorti. In più, se avete rigettato i vostri pensieri più profondi dallo stomaco, avete anche perso molta acqua e sali minerali. Bere molta acqua il giorno dopo è importantissimo, specie se leggermente frizzante e comunque A TEMPERATURA AMBIENTE, meglio ancora se zuccherata o arricchita con sali minerali : l’ideale sarebbero i beveroni tipici degli sportivi, quelli energetici, tipo Ghetoreid (per evitare pubblicità). In alternativa potete provare con della limonata, o un infuso di buccia di limone (il tradizionale canarino): questo inoltre vi aiuterà a buttare fuori gli eventuali residui, se ancora ne avete. Pare che inoltre bere una bella tazza di latte sia altrettanto utile per proteggere le pareti dello stomaco e darvi un pò di sollievo. Probabilmente il vostro stomaco si ribellerà, ma tranquillizzatevi, oggi tanto si ribellerà a qualsiasi cosa.

  3. Aiutate l’organismo ad assorbire l’alcol.
  4. Immagino (anzi so, per esperienza) che non abbiate fame. E che, anzi, l’idea di mangiare vi fa stare ancora peggio. Ma mangiare in questo caso è molto utile, perchè l’assunzione di cibo, soprattutto amidi e carboidrati (patate e pasta), e le banane, che compensano la perdita di potassio, aiutano l’organismo ad assorbire e scindere le molecole dell’alcol. E molti (forse i più coraggiosi) giurano di aver avuto benefici per la sbornia dagli alimenti grassi, anche fritti, da un bel panino farcito o da un brodo caldo di gallina. Se non avete la gallina, lasciate stare vostra suocera, usate il dado.

  5. Dormite.
  6. Qualsiasi cosa avevate in programma di fare, lasciate perdere. E prendetevi una giornata di ferie o di malattia, perchè dormire in questo caso vi farà solo che bene. Dormirete anche per 12/13 ore, ma sicuramente vi sentirete un pò meglio al risveglio (l’ultima volta io ho dormito per 10 ore e me ne son sembrate 24).

  7. Cercate di sudare.
  8. Eliminare le tossine e far evaporare l’alcol sudando è una buona idea, solo che magari non avrete voglia di uscire a fare jogging nel parco appoggiandovi ogni 4 metri ad un albero diverso. O magari avete già seguito il punto 3 e siete nel mondo dei sogni. Allora forse vi aiuterà un bagno molto caldo, anche prima di rimettervi al letto. Da evitare di unire il punto 3 con il bagno caldo.


  9. Prendete un’aspirina o un antidolorifico se la testa sta per esplodere.
  10. Attenzione: personalmente non vi consiglio di prendere medicinali, semplicemente perchè con lo stomaco e l’organismo già in ribellione, forse assumere chimicume non è esattamente il massimo. Ma se proprio dovete andare a lavoro, o se non sopportate il mal di testa che vi sta tormentando, prendete una aspirina o un antidolorifico, meglio se uno di quelli a base di ibuprofene, come il Moment o simili.

    Bhe, alla fine vi auguro buona fortuna e vi rassicuro dicendovi che non siete gli unici: magari in questo momento altri milioni di persone sono nella vostra stessa situazione, schiavi dei fastidi del giorno dopo la sbronza.

    E poi, visto che vi voglio bene, vi faccio un regalo:

    drinki.jpg

    Non odiatemi, era solo per sdrammatizzare :-D

(Sappiate che NON SONO UN MEDICO, questi sono solo CONSIGLI empirici dettati da esperienze personali e comuni di sbornia raccolte qui e lì.)

E se avete dei vostri consigli, lasciateli pure, così aumentiamo le nostre conoscenze! :-)

Etta

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