Come mantenersi in forma alimentandosi in modo sano: 1° parte

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione, ricette, suggerimenti) by Anna Rosa on 24-10-2010

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…………….quali cibi tenere in frigorifero per non cedere alle tentazioni????

In questa guida voglio proporti piccoli consigli ed astuzie per riuscire a restare in forma e, perché no, a perdere anche qualche chilo di troppo senza rinunciare al gusto della buona tavola.

Dimagrire e restare in forma non è semplice soprattutto quando si lavora ed il pranzo si consuma fuori casa; per non parlare poi di quando si deve cucinare per tutta la famiglia.

In questa prima parte ti suggerisco con quali cibi “riempire” il frigorifero in modo che diventi un alleato e non un nemico del tuo benessere.

Per prima cosa evita di rifornirlo con salami, stuzzichini, dolci: insomma con alimenti ipercalorici.

E’ molto meglio fornirlo di alimenti light e poveri di grassi ma che comunque siano ricchi dei nutrimenti fondamentali di cui il nostro organismo necessita giornalmente.

Esaminiamo, quindi, quali sono i prodotti più idonei a questo scopo.

Acqua

L’acqua è un elemento fondamentale per la nostra esistenza in quanto disseta, idrata ed è un semplice e naturale antifame. Abolisci bevande analcoliche, gassate o zuccherine che gonfiano e ti fanno assumere calorie in eccesso.

acqua

Yogurt e latte

Metti in frigorifero latte ed yogurt scremati in quanto hanno un contenuto di grassi minore ma apportano al nostro organismo la stessa quantità di calcio della loro versione intera.

Ricorda che andrebbero consumate due tazze al giorno di latte o yogurt.

latte

Centrifugati, frullati, spremute

I centrifugati, i frullati e le spremute di agrumi aiutano a spezzare la fame a metà mattina o pomeriggio. Sono una fonte naturale di vitamine e minerali ed inoltre sono molto dissetanti e gustosi.

Puoi prepararli con frutta e/o verdure ma non aggiungere zucchero: puoi dolcificare, eventualmente, con un cucchiaino di miele.

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Verdure e frutta

Le verdure ti saziano in quanto sono antifame ma non ingrassano. Quindi tienile sempre pronte in frigorifero, già pulite e lavate in modo da calmare i morsi della fame quando ti assalgono.

Un consiglio: una volta che le hai pulite e lavate, irrorale di succo di limone che mantiene inalterato il sapore e le conserva più a lungo.

Anche la frutta è uno spezzafame salvalinea e saporito. Consumane 3 porzioni al giorno.

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Carni rosse e bianche

La carne rossa è più calorica della bianca, scegli quindi tagli magri. Sarebbe meglio consumare la carne non più di due o tre volte a settimana. Se fai scorta di carne è meglio la conservazione in freezer: la togli dal congelatore la sera prima e la fai scongelare in frigorifero.

carnebianca

Pesce

Il pesce è fondamentale per la salute infatti fornisce proteine ed acidi grassi essenziali per la nostra salute. Contiene pochi grassi e puoi scegliere fra tantissime qualità: pesce azzurro, bianco, crostacei, molluschi o frutti di mare. Il pesce andrebbe consumato due o tre volte a settimana.

gamberoni

Formaggi

Sono una fonte molto importante di calcio e quindi devono far parte di una dieta equilibrata. Per mantenere la linea è meglio preferire prodotti light o formaggi magri come mozzarella, scamorza, caciotta fresca, primo sale etc. Consumane sempre in modiche quantità.

mozzarella

Uova

Le uova sono un ottimo sostituto della carne. E’ preferibile consumarle senza aggiunta di grassi e quindi puoi cucinarle sode, in camicia, alla coque oppure strapazzate o all’occhio di bue in una padella antiaderente. Non consumarne più di tre o quattro a settimana.

uova

Burro

Il burro è ammesso in quanto è un’ottima fonte di vitamina A e fa bene all’organismo, purchè consumato in piccole dosi e non quotidianamente: meglio il consumo a crudo.

burro2

E adesso puoi riempire il tuo frigorifero!!!!


frigorifero


Ti ho elencato i cibi che ci dovresti tenere: questo è il primo passo per iniziare il percorso verso un’alimentazione sana e salvalinea.

Nella prossima guida ti insegnerò altri trucchi e suggerimenti utili a proseguire il tuo cammino!

A proposito di cammino: ricordati sempre che è molto importante, comunque, fare sempre anche un po’di movimento: una bella passeggiatina tutti giorni è necessaria al nostro benessere psicofisico e ti aiuta anch’essa a restare in forma ed a mantenere la linea!!!!

Ciao e buona spesa!!!!!

Uova rettangolari con asparagi light

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione, gadgets, ricette, ricette con foto) by Anna Rosa on 19-06-2010

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Ciao a tutti e benvenuti su Etta consiglia……

Oggi ho voglia di preparare una ricetta a basso contenuto calorico…..la mia linea urla…..e così ho pensato di preparare una mia vecchia ricetta: le Uova rettangolari con asparagi light.

Ieri ho fatto la spesa ed ho acquistato un bel mazzetto di asparagi ed oggi mi metto all’opera.

Innanzitutto preparo l’occorrente sul piano di lavoro:

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Taglio dagli asparagi il pezzo di gambo che risulta più coriaceo e li sciacquo bene sotto l’acqua.

Poi prendo una teglia rettangolare e li faccio lessare in acqua leggermente salata….

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Una volta che sono lessati e diventati belli teneri, li metto a scolare.

Infine li dispongo allineati sul piatto….

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Poi prendo il mio fantastico padellino antiaderente rettangolare che ho acquistato per fare preparazioni un pò particolari.

Metto una punta di burro, veramente poca in quanto la pentola è già antiaderente e quindi non c’è rischio che il contenuto si attacchi.

Quando il burro è sciolto, aggiungo due uova……e procedo con la cottura…..

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Adesso arriva la parte difficile: adagiare le uova sugli asparagi senza romperle o rovesciarle…..procedo con calma….ed eccole finalmente sul piatto. Spolverizzo con un pò di noce moscata…..e porto in tavola……

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E’ veramente un piatto delizioso e se considero che ci sono anche poche calorie, va ancora meglio!!!!!

Buon appetito ed alla prossima!!!!

I dolci fanno parte delle nostre tradizioni

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 13-07-2008

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Oggi vorrei parlarvi di dolci. Mica sempre di dieta, eh! Va bene stare attenti a quello che si mangia, mangiare le giuste dosi di tutto ma ogni tanto un dolce non solo é permesso ma é anche consigliato, se non altro per il morale!! Ovviamente non tutti i dolci sono uguali. Non tutti i dolci hanno gli stessi ingredienti e nelle stesse quantitá. Direi che possiamo distinguere i dolci in tre categorie: quelli industriali, quelli di pasticceria e quelli fatti in casa. I dolci industriali di solito si conservano a lungo, sono igienicamente sicuri al 100% ma spesso contengono ingredienti di bassa qualitá (margarine al posto del burro) e una quantitá minore di ingredienti pregiati che sono poi quelli che costano di piú (esempio: cioccolato o marmellata). Quando comprarli? Solo in emergenza o come scorta. Poi esistono i dolci di pasticceria che solitamente sono molto piú cari di quelli industriali, sono fatti con ingredienti di maggiore qualitá anche se non sempre si ha la possibilitá di controllare anche se per legge in teoria dovrebbero esserci sempre gli ingredienti a disposizione del cliente. Sono generalmente igienicamente sicuri e durano un tempo relativamente lungo. A tale scopo spesso contengono parecchio zucchero. Quando comprarli? Quando non abbiamo tempo o la possibilitá di farci i dolci da soli o quando non ne siamo capaci. Infine ci sono i dolci casalinghi: costano poco, sono personalizzati dato che possiamo scegliere cosa cucinarci, contengono ingredienti di ottima qualitá, hanno poco zucchero e, se prodotti correttamente, sono anche sicuri. Per contro durano pochissimi giorni, tipicamente 1-5 giorni a seconda di un dolce con creme o panna o uno secco tipo ciambellone. Quando mangiarli? Eh, la risposta non puó che essere sempre se avete letto le due alternative! Inoltre ricordatevi che ci sono tantissimi dolci che fanno parte delle nostre tradizioni come la torta Sbrisolona di Mantova o il Pan de Mei di Milano. Se le mangiavano i nostri nonni, direi che possiamo benissimo mangiarle anche noi. Meglio se fatte in casa. Perché una volta non c’era la torta nella bustina di plastica e la scatola di cartone!! :-D

Un dolce fatto in casa non é uguale a un dolce comprato

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 31-05-2008

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Eccoci dopo un pó di tempo… ah quante cose da fare e la vita intanto scorre!! Oggi niente ricette ma mi piacerebbe spiegare perché quando diamo da mangiare ai nostri figli un dolce fatto in casa non é lo stesso che dar loro una merendina. Prima di tutto é una questione di qualitá. Nelle torte fatte in casa sappiamo cosa ci abbiamo messo dentro. Questo significa zucchero e non sciroppi, burro e non miscele di grassi magari idrogenati, niente coloranti o aromi artificiali, cioccolato di buona qualitá e non magari surrogato o cioccolato con basse percentuali di cacao. Anche la quantitá degli ingredienti é ben diversa. Se facciamo un confronto fra biscotti fatti in casa e biscotti comprati giá solo dal sapore possiamo sentire la differenza in quantitá e qualitá. Piú cioccolato, piú saporito e di migliore qualitá. Ma una delle differenze piú grandi é la quantitá di zucchero. Lo zucchero viene infatti usato per aumentare la durata del prodotto, mantenere la sofficitá e ovviamente sopperire a eventuali carenze negli ingredienti. Se la merendina é molto zuccherosa, probabilmente si fará poco caso che il profumo di vaniglia non si sente e che il cioccolato é in scaglie sottilissime. Ma oltre a questo si presenta un altro problema ossia la quantitá di calorie ingerite che aumenta notevolmente. Visti I tempi di obesitá dilagante in cui viviamo, non é un particolare da sottovalutare. Quello che mi piacerebbe fare nelle prossime settimane é dunque scrivere un pó a proposito della qualitá degli alimenti e di come possiamo mangiare con gusto, senza spendere tanto e senza perdere troppo tempo a cucinare. Nel frattempo provate a farvi un calcolo di quante calorie ingerite mangiando una fetta di QUESTA oppure QUESTA torta e paragonatele con dei biscotti industriali o una merendina. ;-)

Insalata Belga al vino bianco

Filed Under (ricette con foto) by viola on 09-04-2008

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Ingredienti: Quattro cespi di insalata belga – 2 scologni – 10 cl di vino bianco – 25 cl di brodo di pollo – il succo di un limone – un cucchiaio di zucchero – sale – pepe – prezzemolo – pinoli.

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Procedimento: Pulite lo scalogno, tagliatelo sottilmente e rosolatelo in 30 g di burro che avrete fatto fondere in una pentola. Quando lo scalogno sarà ben appassito, spolverate con lo zucchero lasciate che si sciolga quindi mescolate e coprite. Dopo avere lavato le foglie della belga sovprapponetele una sull’altra e tagliatele prima per il lungo e poi per il largo in modo da ottenere dei quadratini. Fate quindi rosolare l’insalata nel burro per qualche minuto al fine di farla insaporire. Regolate di sale e pepe, e poi aggiungete il succo di limone e il vino bianco. Continuate a mescolare mantenendo la fiamma medio alta, e quando il liquido sarà in parte evaporato versate il brodo di pollo. Cospargete con qualche fiocco di burro, coprite e lasciate cuocere a fiamma bassa per 20 minuti. Ogni tanto controllate e date una mescolata.

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Mentre il tutto cuoce, tostate i pinoli in un pentolino antiaderente e tritate finemente del prezzemolo. Quando la cottura sarà ultimata togliete il coperchio e cospargete con i pinoli e il prezzemolo. Mescolate bene e servite magari con una frittata di accompagnamento. E’ un ricco contorno che si sposa facilmente e felicemente sia alle uova che alla carne.

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Gli inglesi snobbano la Nutella.

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione) by Lebkuchen on 24-09-2007

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Non pensavo potesse esserci qualcuno al mondo che, invece di andare in estasi davanti ad un barattolo stracolmo di Nutella, la snobba e si diverta a cacciarne i difetti.

Sarà che siamo solo noi viziatelli italiani ad essere stati abituati alla merenda dei campioni, con il latte e il fettone (o lo sfilatino) con la nutella, sarà che il Nutella party all’estero non è abbastanza cool, sarà che siamo cresciuti con l’idea che la cioccolata ti faceva venir sù bello felice e paffutello (come il bambino della confezione dei Kinder ->> bimbokinder.gif<<-), ma stavolta m’hanno toccato un mito..

In pratica, gli inglesi hanno analizzato e attaccato la Nutella, accusando la Ferrero di pubblicità ingannevole.

Il problema è che secondo loro, la merenda dei campioni a base di Shfilatino con la nutella non è affatto salutare come la Ferrero afferma, perchè oltre alle proprietà del latte, del cioccolato e delle nocciole, la Ferrero si sarebbe dimenticata di far notare la quantità di grassi e zuccheri.

Che sono un po’ bacchettoni lo sappiamo, ma non so se si rendono conto di aver stuzzicato uno dei punti deboli alimentari del Bel Paese.

E la Ferrero ha ribattuto con i numeri, spiegando che la razione raccomandata di Nutella è di 15g, che nello specifico contengono 4.7 g di grassi (2.6g monoinsaturi, 0.5g polinsaturi e 1.6g saturi) e 8.3 g di zuccheri.

Che, effettivamente, sono anche di meno del burro di arachidi..

Del resto, sono da capire questi inglesi..stanno facendo una campagna contro il crescente fenomeno dell’obesità in bambini e ragazzi, iniziativa tra l’altro tutto fuorchè sbagliata.

E poi forse, in fondo, un pochino ’so gelosi..

Forse la volevano inventare loro..

Perchè, secondo voi, se la avessero inventata loro, come sarebbe stato il famoso intervallo delle 5 p.m?..

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Etta

Fonte: – http://www.guardian.co.uk

Link utili: – valori nutrizionali Nutella

Burro aromatizzato

Filed Under (curiosità, ricette) by Lebkuchen on 13-09-2007

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Una volta erano ricercati e raffinati, ora pare quasi che non interessino più a nessuno.

Eppure a mio avviso i burri aromatizzati sono ancora delle prelibatezze (così come l’olio)

Avevo deciso di farne un po’, così mi sono fatta un giro su internet e ho dato uno sguardo alle ricette che ci sono in giro..sono così tante..

Ve ne propongo qualcuna, così magari se non avete mai avuto il piacere di assaporare il gusto di un burro aromatizzato, questa può essere una buona occasione.

Ah, dimenticavo..

Per realizzarli, basta ammorbidire il burro e poi unirlo al condimento scelto, meglio se nel mixer o nel frullatore. Amalgamate bene gli ingredienti e riducete il burro a crema, quindi disponete la crema di burro in un foglio di carta d’alluminio o trasparente e dategli la forma di un salsicciotto o di un mattoncino. Mettete poi in frigo e lasciate raffreddare e rassodare. Possono essere anche un’alternativa alle solite noiose paste con il burro.

  • Burro all’aglio (250 g di burro e 2/3/4 spicchi d’aglio, secondo i gusti. Se non lo fate con il mixer, assicuratevi che l’aglio sia tritato finissimo)
  • Burro alle erbe e aglio (250 g di burro, uno spicchietto d’aglio, basilico, prezzemolo ed erba cipollina, ma tutte rigorosamente fresche)
  • Burro alle olive (150 g di burro e 100 gr di olive nere denocciolate)
  • Burro ai peperoni (200 g di burro e circa 60/70 g di peperoni arrosto sfilettati, uno spicchio piccolo d’aglio, sale e prezzemolo)
  • Burro al peperoncino (250 g di burro con peperoncino secco nella quantità che desiderate, sale, una spruzzatina di paprika dolce o piccante e uno spicchio piccolo d’aglio)
  • Burro al basilico (200 g di burro, sale, 3 cucchiaini di scorza di limone e 6/7 foglie di basilico)
  • Burro al gorgonzola (150 gr di burro e 100 g di gorgonzola, oppure potete provare con il formaggio che preferite, magari dando uno sguardo alla guida ai formaggi)

E aspetto le vostre varianti per sperimentare qualcosa di nuovo..

Qualche link utile:

- valori nutrizionali gorgonzola

Pasta frolla e pasta sfoglia

Filed Under (curiosità, ricette, ricette base) by Lebkuchen on 30-07-2007

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La pasta frolla e la pasta sfoglia possono essere usate sia per preparazioni dolci che salate. Personalmente, preferisco sempre la frolla per il dolce e la sfoglia per il salato.

Quasi tutte le paste dovrebbero essere lavorate con le mani, gli utensili, il piano di lavoro e gli ingredienti freddi. In particolare, per preparare la pasta frolla è consigliabile usare un amalgamatore per lavorare il burro e la margarina al posto delle mani, che possono essere troppo calde. L’acqua deve essere generalmente molto fredda, tranne che in alcuni impasti come quello dei bignè. Prima di impastare, misurate l’acqua in una brocca graduata e mettetela in frigorifero. Se avete tempo poi, fate riposare la pasta in frigo dopo averla impastata e prima di spianarla. Anche dopo averla spianata con il mattarello, ponetela in frigo e preparate il ripieno.

Gli ingredienti.

  • Farina: per preparare la maggiorparte delle paste, si usa la farina bianca. Se però volete dare alla pasta frolla una consistenza un po’ più soffice, potete usare la farina con il lievito incorporato.
  • Grassi: i grassi più comunemente usati sono il burro, la margarina e lo strutto. Se usate lo strutto, seguite attentamente le indicazioni riportate sulla confezione riguardanti le quantità da usare. Come regola generale, usate 25 g di grasso ogni 50 g di farina per la pasta frolla, e per la pasta sfoglia usate la stessa quantità di farina e di grasso.
  • Liquidi: aggiungete sempre la minor quantità possibile di acqua. Un impasto appiccicoso darà una pasta molto dura. In genere, si usa un cucchiaino d’acqua ogni 25 g di farina per la pasta frolla, mentre un cucchiaio ogni 25 g per la pasta sfoglia.

Spianate la pasta sempre delicatamente e uniformemente, infarinando appena la superficie di lavoro e il mattarello. La pasta frolla, di solito, si spiana a circa 3 mm di spessore e la pasta sfoglia a 5 mm. Tirate la pasta facendo ruotare il mattarello in una sola direzione , e cioè verso l’esterno. Ruotate spesso la pasta quando lavorate i bordi, altrimenti risulteranno più sottili rispetto alla parte centrale della pasta.

Come conservare e congelare la pasta frolla e la pasta sfoglia?

La pasta frolla e la pasta sfoglia possono essere conservate un giorno, prima di essere cotte. Si tengono avvolte in carta oleata, in pellicola trasparente o in un foglio di alluminio, anche se già spianate. Per congelare la pasta, invece, avvolgetela in una pellicola trasparente. Al momento dell’uso, lasciatela scongelare a temperatura ambiente per 3-4 ore o in frigo per tutta la notte. Se volete congelare la pasta, già disposta nella teglia, cruda o cotta, mettetela nel freezer con tutto il contenitore. Le metterete in forno ancora congelate, aumentando di 5 minuti il tempo di cottura.

La pasta cruda congelata si può conservare per 3-4 mesi, quella cotta anche per 6.

E se vi volete cimentare, eccovi la ricetta della pasta sfoglia e la ricetta della pasta frolla.

Etta

Come fare un buon soufflè

Filed Under (curiosità, ricette) by Lebkuchen on 26-07-2007

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Avete mai provato a fare un soufflè? O avete mai visto nei film quelle signore americane che si cimentano ai fornelli,cercando di preparare un bel soufflè, magari per la cenetta romantica con il maritino, quando poi si disperano aprendo il forno e notando che si è completamente sgonfiato?

Ma soprattutto, sapete cos’è un soufflè?

Il soufflè è costituito da un denso impasto di farina, burro, latte e tuorli d’uova, unito poi agli albumi montati a neve.

La ricetta del soufflè:

  • 75 g di formaggio grattugiato
  • sale e pepe

E’ sempre bene scegliere una pentola abbastanza grande da contenere non solo l’impasto, ma anche gli albumi montati.

Separate le uova e lasciate intiepidire gli albumi a temperatura ambiente e in un recipiente coperto. Fate fondere il burro in un tegame abbastanza largo da contenere tutti gli ingredienti. Unite la farina e cuocete piano e mescolando per 2-3 minuti. Incorporate quindi poco a poco il latte all’impasto e fate bollire per circa un minuto, mescolando di continuo ottenendo così una crema liscia e morbida.

Riducete il fuoco e aggiungete il formaggio grattugiato, sempre mescolando. Non riscaldate troppo la miscela, altrimenti il formaggio si scioglie e diventa troppo filamentoso.

Lasciate raffreddare il tutto, poi aggiungete i tuorli, sbattuti uno alla volta. Salate, coprite l’impasto e lasciatelo da parte.

In una terrina larga montate intanto gli albumi a neve, usando una frusta o un mixer elettrico (se non volete slogarvi il polso come tocca fare a me di solito). Versate poi gli albumi ben sbattuti nella salsa preparata in precedenza, amalgamate delicatamente, con dei movimenti avvolgenti e dal basso verso l’alto, con un cucchiaio di metallo. Versate l’impasto nella teglia imburrata e cuocete al centro del forno, a 180° per circa 30 minuti. Quando il soufflè è cotto e di colore bruno dorato, toglietelo dal forno e servitelo subito.

I piccoli segreti per un buon soufflè.

  • Nel caso in cui non dovete servirlo subito, lasciatelo nel forno spento per circa 10 minuti.
  • Per accettarvi che il soufflè sia cotto, inserite un coltello nella parte più gonfia: se ne esce pulito, il soufflè è pronto.
  • Non aprite mai il forno durante la cottura.
  • Se non avete uno stampo da soufflè, potete usare una pentola della capacità di un litro e con bordi diritti. Se volete che il soufflè riesca molto gonfio, la miscela cruda deve essere sufficiente a riempire lo stampo per 3/4, in modo da potersi gonfiare e salire oltre i bordi.
  • Per servire il soufflè, utilizzate un cucchiaio da portata e affondatelo nel soufflè fino a raggiungere il bordo del recipiente. Ogni porzione dovrebbe comprendere un pezzo di crosta e un pò del centro spumoso. Prendete ogni volta una bella cucchiaiata abbondante per non danneggiare la consistenza delicata e l’aspetto del soufflè che resta nel recipiente.

Sono certa che con quest’alone di sfiga che mi fluttua intorno ultimamente, se facessi oggi un soufflè non si sgonfierebbe mica..

..esploderebbe nel forno.

Etta

La cottura del pesce

Filed Under (pesce) by Lebkuchen on 24-07-2007

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In qualche post fa avevamo dato un’occhiata a come pulire il pesce..

Dopo l’esaltante prova di ieri sera, nella quale mi sono vista alle prese con un filetto di baccalà che doveva essere fritto ma mi ha dato non pochi problemi, ho deciso che era il caso di guardare un po’ a come si cucina il pesce in generale.

Confesso che il pesce infatti è sempre stato il mio punto debole. Nonostante adori mangiarlo, non mi cimento spesso a cucinarlo..

Perciò, mi sembra il momento giusto per cominciare davvero.

Il tempo di cottura del pesce è molto breve: è pronto appena la sua carne perde l’aspetto traslucido per diventare piuttosto opaca e lattea. Bisogna evitare una cottura troppo lunga perchè rovinerebbe la consistenza delle carni e il loro sapore. Tanto per un pesce intero quanto per un trancio, provando la cottura con una forchetta, generalmente il pesce è cotto quando la carne si stacca senza difficoltà dalla lisca.

  • Pesce alla griglia: per i filetti e i tranci sottili, è sufficiente cuocerli alla griglia da un solo lato. I tranci più grandi e i pesci interi devono invece essere voltati una volta durante la cottura, per essere certi che siano completamente cotti anche all’interno. Con i pesci rotondi, come lo sgombro, è consigliabile praticare tre o quattro tagli diagonali su entrambi i lati del corpo. I pesci a carne grassa non sempre richiedono aggiunte di condimenti, ma quelli a carne magra vanno unti con olio o burro per evitare che si secchino troppo. Cuoceteli tenendo il fuoco moderato, e calcolate in genere 4-5 minuti per i filetti sottili, 10-15 minuti per i pezzi più grossi.
  • Pesce cotto al vapore : la cottura a vapore è adatta solo a filetti sottili di pesce a carne magra, come la sogliola o la passera di mare. Lavate e asciugate il pesce e disponetelo su una pirofila unta, quindi ponete sul pesce piccoli pezzetti di burro e aggiungete un cucchiaio di latte e un pò di sale. Coprite ermeticamente con un foglio di alluminio e mettetelo su una pentola con dell’acqua che bolle. Fate cuocere per circa 10-15 minuti. Il liquido di cottura del pesce può poi essere usato per aromatizzare una besciamella da servire insieme al pesce, oppure si può semplicemente versarlo sul pesce prima di servirlo.
  • Pesce lesso: la maggior parte dei pesci si presta bene ad essere lessata, dai più sottili filetti a un salmone intero, tuttavia di solito non si utilizza questo metodo per i pesci grassi, come l’aringa o lo sgombro. Fate cuocere il pesce in un brodo leggermente aromatizzato, al quale si può aggiungere latte o vino bianco. Di solito si prepara un brodino cuocendo lische di pesce in acqua salata e aromatizzata con prezzemolo, succo di limone, alloro, pepe, cipolla e carote. Calcolate circa 10-15 minuti per 500 gr di pesce, 5-10 minuti per i tranci. Il liquido deve coprire completamente il pesce e non deve essere fatto bollite, perchè il bollore rovinerebbe la consistenza della carne. Se il pesce deve essere servito freddo, lasciatelo raffreddare nel suo liquido di cottura, che conserverà la carne più umida e saporita. Stesso discorso fatto in precedenza vale per il sughetto di cottura.
  • Pesce al forno: piccoli pesci interi, o filetti, o tranci tagliati da un grosso pesce, si possono cuocere al forno a 180°. Mettete il pesce in una pirofila con sale, olio e acqua, latte o vino bianco. Coprite con un coperchio o un foglio di alluminio e fate cuocere al forno. Se non seguite una particolare ricetta, calcolate 10-12 minuti per ogni 500 gr di pesce. Un grosso trancio di pesce farcito può richiedere anche fino a 1 ora di cottura.
  • Pesce al burro: chiamato anche pesce alla mugnaia. Passate i pesci nel latte salato, poi infarinateli leggermente. Se sono piuttosto grossi, fate dei piccoli tagli sul dorso. Si cuociono nel burro caldissimo, si salano durante la cottura e si girano. Il pesce cotto nel burro risulterà più delicato di quello cotto nell’olio. Si possono cuocere al burro le sogliole, i nasellini, tranci sottili di pesce come il palombo e la coda di rospo.
  • Pesce fritto: versate abbondante olio nella padella per friggere e riscaldatelo molto bene (deve essere leggermente fumante). Passate il pesce nell’uovo sbattuto e nel pane grattugiato, oppure nel latte salato e nella farina; questo tipo di preparazione forma una specie di pastella. Immergete poi il pesce nell’olio bollente. Per evitare di far raffreddare l’olio, friggete poco pesce alla volta e alzate subito per qualche tempo la fiamma, per far riprendere all’olio il calore perso e permettere una cottura rapida.

Poi magari un giorno vi racconto la mia avventura con il baccalà.

Vi dico solo che non si capiva bene se il baccalà era quello fritto o la tizia che lo stava friggendo.

Etta

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