I dolci fanno parte delle nostre tradizioni

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 13-07-2008

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Oggi vorrei parlarvi di dolci. Mica sempre di dieta, eh! Va bene stare attenti a quello che si mangia, mangiare le giuste dosi di tutto ma ogni tanto un dolce non solo é permesso ma é anche consigliato, se non altro per il morale!! Ovviamente non tutti i dolci sono uguali. Non tutti i dolci hanno gli stessi ingredienti e nelle stesse quantitá. Direi che possiamo distinguere i dolci in tre categorie: quelli industriali, quelli di pasticceria e quelli fatti in casa. I dolci industriali di solito si conservano a lungo, sono igienicamente sicuri al 100% ma spesso contengono ingredienti di bassa qualitá (margarine al posto del burro) e una quantitá minore di ingredienti pregiati che sono poi quelli che costano di piú (esempio: cioccolato o marmellata). Quando comprarli? Solo in emergenza o come scorta. Poi esistono i dolci di pasticceria che solitamente sono molto piú cari di quelli industriali, sono fatti con ingredienti di maggiore qualitá anche se non sempre si ha la possibilitá di controllare anche se per legge in teoria dovrebbero esserci sempre gli ingredienti a disposizione del cliente. Sono generalmente igienicamente sicuri e durano un tempo relativamente lungo. A tale scopo spesso contengono parecchio zucchero. Quando comprarli? Quando non abbiamo tempo o la possibilitá di farci i dolci da soli o quando non ne siamo capaci. Infine ci sono i dolci casalinghi: costano poco, sono personalizzati dato che possiamo scegliere cosa cucinarci, contengono ingredienti di ottima qualitá, hanno poco zucchero e, se prodotti correttamente, sono anche sicuri. Per contro durano pochissimi giorni, tipicamente 1-5 giorni a seconda di un dolce con creme o panna o uno secco tipo ciambellone. Quando mangiarli? Eh, la risposta non puó che essere sempre se avete letto le due alternative! Inoltre ricordatevi che ci sono tantissimi dolci che fanno parte delle nostre tradizioni come la torta Sbrisolona di Mantova o il Pan de Mei di Milano. Se le mangiavano i nostri nonni, direi che possiamo benissimo mangiarle anche noi. Meglio se fatte in casa. Perché una volta non c’era la torta nella bustina di plastica e la scatola di cartone!! :-D

Un dolce fatto in casa non é uguale a un dolce comprato

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 31-05-2008

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Eccoci dopo un pó di tempo… ah quante cose da fare e la vita intanto scorre!! Oggi niente ricette ma mi piacerebbe spiegare perché quando diamo da mangiare ai nostri figli un dolce fatto in casa non é lo stesso che dar loro una merendina. Prima di tutto é una questione di qualitá. Nelle torte fatte in casa sappiamo cosa ci abbiamo messo dentro. Questo significa zucchero e non sciroppi, burro e non miscele di grassi magari idrogenati, niente coloranti o aromi artificiali, cioccolato di buona qualitá e non magari surrogato o cioccolato con basse percentuali di cacao. Anche la quantitá degli ingredienti é ben diversa. Se facciamo un confronto fra biscotti fatti in casa e biscotti comprati giá solo dal sapore possiamo sentire la differenza in quantitá e qualitá. Piú cioccolato, piú saporito e di migliore qualitá. Ma una delle differenze piú grandi é la quantitá di zucchero. Lo zucchero viene infatti usato per aumentare la durata del prodotto, mantenere la sofficitá e ovviamente sopperire a eventuali carenze negli ingredienti. Se la merendina é molto zuccherosa, probabilmente si fará poco caso che il profumo di vaniglia non si sente e che il cioccolato é in scaglie sottilissime. Ma oltre a questo si presenta un altro problema ossia la quantitá di calorie ingerite che aumenta notevolmente. Visti I tempi di obesitá dilagante in cui viviamo, non é un particolare da sottovalutare. Quello che mi piacerebbe fare nelle prossime settimane é dunque scrivere un pó a proposito della qualitá degli alimenti e di come possiamo mangiare con gusto, senza spendere tanto e senza perdere troppo tempo a cucinare. Nel frattempo provate a farvi un calcolo di quante calorie ingerite mangiando una fetta di QUESTA oppure QUESTA torta e paragonatele con dei biscotti industriali o una merendina. ;-)

Insalata Belga al vino bianco

Filed Under (ricette con foto) by viola on 09-04-2008

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Ingredienti: Quattro cespi di insalata belga – 2 scologni – 10 cl di vino bianco – 25 cl di brodo di pollo – il succo di un limone – un cucchiaio di zucchero – sale – pepe – prezzemolo – pinoli.

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Procedimento: Pulite lo scalogno, tagliatelo sottilmente e rosolatelo in 30 g di burro che avrete fatto fondere in una pentola. Quando lo scalogno sarà ben appassito, spolverate con lo zucchero lasciate che si sciolga quindi mescolate e coprite. Dopo avere lavato le foglie della belga sovprapponetele una sull’altra e tagliatele prima per il lungo e poi per il largo in modo da ottenere dei quadratini. Fate quindi rosolare l’insalata nel burro per qualche minuto al fine di farla insaporire. Regolate di sale e pepe, e poi aggiungete il succo di limone e il vino bianco. Continuate a mescolare mantenendo la fiamma medio alta, e quando il liquido sarà in parte evaporato versate il brodo di pollo. Cospargete con qualche fiocco di burro, coprite e lasciate cuocere a fiamma bassa per 20 minuti. Ogni tanto controllate e date una mescolata.

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Mentre il tutto cuoce, tostate i pinoli in un pentolino antiaderente e tritate finemente del prezzemolo. Quando la cottura sarà ultimata togliete il coperchio e cospargete con i pinoli e il prezzemolo. Mescolate bene e servite magari con una frittata di accompagnamento. E’ un ricco contorno che si sposa facilmente e felicemente sia alle uova che alla carne.

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Gli inglesi snobbano la Nutella.

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione) by Lebkuchen on 24-09-2007

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Non pensavo potesse esserci qualcuno al mondo che, invece di andare in estasi davanti ad un barattolo stracolmo di Nutella, la snobba e si diverta a cacciarne i difetti.

Sarà che siamo solo noi viziatelli italiani ad essere stati abituati alla merenda dei campioni, con il latte e il fettone (o lo sfilatino) con la nutella, sarà che il Nutella party all’estero non è abbastanza cool, sarà che siamo cresciuti con l’idea che la cioccolata ti faceva venir sù bello felice e paffutello (come il bambino della confezione dei Kinder ->> bimbokinder.gif<<-), ma stavolta m’hanno toccato un mito..

In pratica, gli inglesi hanno analizzato e attaccato la Nutella, accusando la Ferrero di pubblicità ingannevole.

Il problema è che secondo loro, la merenda dei campioni a base di Shfilatino con la nutella non è affatto salutare come la Ferrero afferma, perchè oltre alle proprietà del latte, del cioccolato e delle nocciole, la Ferrero si sarebbe dimenticata di far notare la quantità di grassi e zuccheri.

Che sono un po’ bacchettoni lo sappiamo, ma non so se si rendono conto di aver stuzzicato uno dei punti deboli alimentari del Bel Paese.

E la Ferrero ha ribattuto con i numeri, spiegando che la razione raccomandata di Nutella è di 15g, che nello specifico contengono 4.7 g di grassi (2.6g monoinsaturi, 0.5g polinsaturi e 1.6g saturi) e 8.3 g di zuccheri.

Che, effettivamente, sono anche di meno del burro di arachidi..

Del resto, sono da capire questi inglesi..stanno facendo una campagna contro il crescente fenomeno dell’obesità in bambini e ragazzi, iniziativa tra l’altro tutto fuorchè sbagliata.

E poi forse, in fondo, un pochino ’so gelosi..

Forse la volevano inventare loro..

Perchè, secondo voi, se la avessero inventata loro, come sarebbe stato il famoso intervallo delle 5 p.m?..

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Etta

Fonte: – http://www.guardian.co.uk

Link utili: – valori nutrizionali Nutella

Burro aromatizzato

Filed Under (curiosità, ricette) by Lebkuchen on 13-09-2007

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Una volta erano ricercati e raffinati, ora pare quasi che non interessino più a nessuno.

Eppure a mio avviso i burri aromatizzati sono ancora delle prelibatezze (così come l’olio)

Avevo deciso di farne un po’, così mi sono fatta un giro su internet e ho dato uno sguardo alle ricette che ci sono in giro..sono così tante..

Ve ne propongo qualcuna, così magari se non avete mai avuto il piacere di assaporare il gusto di un burro aromatizzato, questa può essere una buona occasione.

Ah, dimenticavo..

Per realizzarli, basta ammorbidire il burro e poi unirlo al condimento scelto, meglio se nel mixer o nel frullatore. Amalgamate bene gli ingredienti e riducete il burro a crema, quindi disponete la crema di burro in un foglio di carta d’alluminio o trasparente e dategli la forma di un salsicciotto o di un mattoncino. Mettete poi in frigo e lasciate raffreddare e rassodare. Possono essere anche un’alternativa alle solite noiose paste con il burro.

  • Burro all’aglio (250 g di burro e 2/3/4 spicchi d’aglio, secondo i gusti. Se non lo fate con il mixer, assicuratevi che l’aglio sia tritato finissimo)
  • Burro alle erbe e aglio (250 g di burro, uno spicchietto d’aglio, basilico, prezzemolo ed erba cipollina, ma tutte rigorosamente fresche)
  • Burro alle olive (150 g di burro e 100 gr di olive nere denocciolate)
  • Burro ai peperoni (200 g di burro e circa 60/70 g di peperoni arrosto sfilettati, uno spicchio piccolo d’aglio, sale e prezzemolo)
  • Burro al peperoncino (250 g di burro con peperoncino secco nella quantità che desiderate, sale, una spruzzatina di paprika dolce o piccante e uno spicchio piccolo d’aglio)
  • Burro al basilico (200 g di burro, sale, 3 cucchiaini di scorza di limone e 6/7 foglie di basilico)
  • Burro al gorgonzola (150 gr di burro e 100 g di gorgonzola, oppure potete provare con il formaggio che preferite, magari dando uno sguardo alla guida ai formaggi)

E aspetto le vostre varianti per sperimentare qualcosa di nuovo..

Qualche link utile:

- valori nutrizionali gorgonzola

Pasta frolla e pasta sfoglia

Filed Under (curiosità, ricette, ricette base) by Lebkuchen on 30-07-2007

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La pasta frolla e la pasta sfoglia possono essere usate sia per preparazioni dolci che salate. Personalmente, preferisco sempre la frolla per il dolce e la sfoglia per il salato.

Quasi tutte le paste dovrebbero essere lavorate con le mani, gli utensili, il piano di lavoro e gli ingredienti freddi. In particolare, per preparare la pasta frolla è consigliabile usare un amalgamatore per lavorare il burro e la margarina al posto delle mani, che possono essere troppo calde. L’acqua deve essere generalmente molto fredda, tranne che in alcuni impasti come quello dei bignè. Prima di impastare, misurate l’acqua in una brocca graduata e mettetela in frigorifero. Se avete tempo poi, fate riposare la pasta in frigo dopo averla impastata e prima di spianarla. Anche dopo averla spianata con il mattarello, ponetela in frigo e preparate il ripieno.

Gli ingredienti.

  • Farina: per preparare la maggiorparte delle paste, si usa la farina bianca. Se però volete dare alla pasta frolla una consistenza un po’ più soffice, potete usare la farina con il lievito incorporato.
  • Grassi: i grassi più comunemente usati sono il burro, la margarina e lo strutto. Se usate lo strutto, seguite attentamente le indicazioni riportate sulla confezione riguardanti le quantità da usare. Come regola generale, usate 25 g di grasso ogni 50 g di farina per la pasta frolla, e per la pasta sfoglia usate la stessa quantità di farina e di grasso.
  • Liquidi: aggiungete sempre la minor quantità possibile di acqua. Un impasto appiccicoso darà una pasta molto dura. In genere, si usa un cucchiaino d’acqua ogni 25 g di farina per la pasta frolla, mentre un cucchiaio ogni 25 g per la pasta sfoglia.

Spianate la pasta sempre delicatamente e uniformemente, infarinando appena la superficie di lavoro e il mattarello. La pasta frolla, di solito, si spiana a circa 3 mm di spessore e la pasta sfoglia a 5 mm. Tirate la pasta facendo ruotare il mattarello in una sola direzione , e cioè verso l’esterno. Ruotate spesso la pasta quando lavorate i bordi, altrimenti risulteranno più sottili rispetto alla parte centrale della pasta.

Come conservare e congelare la pasta frolla e la pasta sfoglia?

La pasta frolla e la pasta sfoglia possono essere conservate un giorno, prima di essere cotte. Si tengono avvolte in carta oleata, in pellicola trasparente o in un foglio di alluminio, anche se già spianate. Per congelare la pasta, invece, avvolgetela in una pellicola trasparente. Al momento dell’uso, lasciatela scongelare a temperatura ambiente per 3-4 ore o in frigo per tutta la notte. Se volete congelare la pasta, già disposta nella teglia, cruda o cotta, mettetela nel freezer con tutto il contenitore. Le metterete in forno ancora congelate, aumentando di 5 minuti il tempo di cottura.

La pasta cruda congelata si può conservare per 3-4 mesi, quella cotta anche per 6.

E se vi volete cimentare, eccovi la ricetta della pasta sfoglia e la ricetta della pasta frolla.

Etta

Come fare un buon soufflè

Filed Under (curiosità, ricette) by Lebkuchen on 26-07-2007

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Avete mai provato a fare un soufflè? O avete mai visto nei film quelle signore americane che si cimentano ai fornelli,cercando di preparare un bel soufflè, magari per la cenetta romantica con il maritino, quando poi si disperano aprendo il forno e notando che si è completamente sgonfiato?

Ma soprattutto, sapete cos’è un soufflè?

Il soufflè è costituito da un denso impasto di farina, burro, latte e tuorli d’uova, unito poi agli albumi montati a neve.

La ricetta del soufflè:

  • 75 g di formaggio grattugiato
  • sale e pepe

E’ sempre bene scegliere una pentola abbastanza grande da contenere non solo l’impasto, ma anche gli albumi montati.

Separate le uova e lasciate intiepidire gli albumi a temperatura ambiente e in un recipiente coperto. Fate fondere il burro in un tegame abbastanza largo da contenere tutti gli ingredienti. Unite la farina e cuocete piano e mescolando per 2-3 minuti. Incorporate quindi poco a poco il latte all’impasto e fate bollire per circa un minuto, mescolando di continuo ottenendo così una crema liscia e morbida.

Riducete il fuoco e aggiungete il formaggio grattugiato, sempre mescolando. Non riscaldate troppo la miscela, altrimenti il formaggio si scioglie e diventa troppo filamentoso.

Lasciate raffreddare il tutto, poi aggiungete i tuorli, sbattuti uno alla volta. Salate, coprite l’impasto e lasciatelo da parte.

In una terrina larga montate intanto gli albumi a neve, usando una frusta o un mixer elettrico (se non volete slogarvi il polso come tocca fare a me di solito). Versate poi gli albumi ben sbattuti nella salsa preparata in precedenza, amalgamate delicatamente, con dei movimenti avvolgenti e dal basso verso l’alto, con un cucchiaio di metallo. Versate l’impasto nella teglia imburrata e cuocete al centro del forno, a 180° per circa 30 minuti. Quando il soufflè è cotto e di colore bruno dorato, toglietelo dal forno e servitelo subito.

I piccoli segreti per un buon soufflè.

  • Nel caso in cui non dovete servirlo subito, lasciatelo nel forno spento per circa 10 minuti.
  • Per accettarvi che il soufflè sia cotto, inserite un coltello nella parte più gonfia: se ne esce pulito, il soufflè è pronto.
  • Non aprite mai il forno durante la cottura.
  • Se non avete uno stampo da soufflè, potete usare una pentola della capacità di un litro e con bordi diritti. Se volete che il soufflè riesca molto gonfio, la miscela cruda deve essere sufficiente a riempire lo stampo per 3/4, in modo da potersi gonfiare e salire oltre i bordi.
  • Per servire il soufflè, utilizzate un cucchiaio da portata e affondatelo nel soufflè fino a raggiungere il bordo del recipiente. Ogni porzione dovrebbe comprendere un pezzo di crosta e un pò del centro spumoso. Prendete ogni volta una bella cucchiaiata abbondante per non danneggiare la consistenza delicata e l’aspetto del soufflè che resta nel recipiente.

Sono certa che con quest’alone di sfiga che mi fluttua intorno ultimamente, se facessi oggi un soufflè non si sgonfierebbe mica..

..esploderebbe nel forno.

Etta

La cottura del pesce

Filed Under (pesce) by Lebkuchen on 24-07-2007

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In qualche post fa avevamo dato un’occhiata a come pulire il pesce..

Dopo l’esaltante prova di ieri sera, nella quale mi sono vista alle prese con un filetto di baccalà che doveva essere fritto ma mi ha dato non pochi problemi, ho deciso che era il caso di guardare un po’ a come si cucina il pesce in generale.

Confesso che il pesce infatti è sempre stato il mio punto debole. Nonostante adori mangiarlo, non mi cimento spesso a cucinarlo..

Perciò, mi sembra il momento giusto per cominciare davvero.

Il tempo di cottura del pesce è molto breve: è pronto appena la sua carne perde l’aspetto traslucido per diventare piuttosto opaca e lattea. Bisogna evitare una cottura troppo lunga perchè rovinerebbe la consistenza delle carni e il loro sapore. Tanto per un pesce intero quanto per un trancio, provando la cottura con una forchetta, generalmente il pesce è cotto quando la carne si stacca senza difficoltà dalla lisca.

  • Pesce alla griglia: per i filetti e i tranci sottili, è sufficiente cuocerli alla griglia da un solo lato. I tranci più grandi e i pesci interi devono invece essere voltati una volta durante la cottura, per essere certi che siano completamente cotti anche all’interno. Con i pesci rotondi, come lo sgombro, è consigliabile praticare tre o quattro tagli diagonali su entrambi i lati del corpo. I pesci a carne grassa non sempre richiedono aggiunte di condimenti, ma quelli a carne magra vanno unti con olio o burro per evitare che si secchino troppo. Cuoceteli tenendo il fuoco moderato, e calcolate in genere 4-5 minuti per i filetti sottili, 10-15 minuti per i pezzi più grossi.
  • Pesce cotto al vapore : la cottura a vapore è adatta solo a filetti sottili di pesce a carne magra, come la sogliola o la passera di mare. Lavate e asciugate il pesce e disponetelo su una pirofila unta, quindi ponete sul pesce piccoli pezzetti di burro e aggiungete un cucchiaio di latte e un pò di sale. Coprite ermeticamente con un foglio di alluminio e mettetelo su una pentola con dell’acqua che bolle. Fate cuocere per circa 10-15 minuti. Il liquido di cottura del pesce può poi essere usato per aromatizzare una besciamella da servire insieme al pesce, oppure si può semplicemente versarlo sul pesce prima di servirlo.
  • Pesce lesso: la maggior parte dei pesci si presta bene ad essere lessata, dai più sottili filetti a un salmone intero, tuttavia di solito non si utilizza questo metodo per i pesci grassi, come l’aringa o lo sgombro. Fate cuocere il pesce in un brodo leggermente aromatizzato, al quale si può aggiungere latte o vino bianco. Di solito si prepara un brodino cuocendo lische di pesce in acqua salata e aromatizzata con prezzemolo, succo di limone, alloro, pepe, cipolla e carote. Calcolate circa 10-15 minuti per 500 gr di pesce, 5-10 minuti per i tranci. Il liquido deve coprire completamente il pesce e non deve essere fatto bollite, perchè il bollore rovinerebbe la consistenza della carne. Se il pesce deve essere servito freddo, lasciatelo raffreddare nel suo liquido di cottura, che conserverà la carne più umida e saporita. Stesso discorso fatto in precedenza vale per il sughetto di cottura.
  • Pesce al forno: piccoli pesci interi, o filetti, o tranci tagliati da un grosso pesce, si possono cuocere al forno a 180°. Mettete il pesce in una pirofila con sale, olio e acqua, latte o vino bianco. Coprite con un coperchio o un foglio di alluminio e fate cuocere al forno. Se non seguite una particolare ricetta, calcolate 10-12 minuti per ogni 500 gr di pesce. Un grosso trancio di pesce farcito può richiedere anche fino a 1 ora di cottura.
  • Pesce al burro: chiamato anche pesce alla mugnaia. Passate i pesci nel latte salato, poi infarinateli leggermente. Se sono piuttosto grossi, fate dei piccoli tagli sul dorso. Si cuociono nel burro caldissimo, si salano durante la cottura e si girano. Il pesce cotto nel burro risulterà più delicato di quello cotto nell’olio. Si possono cuocere al burro le sogliole, i nasellini, tranci sottili di pesce come il palombo e la coda di rospo.
  • Pesce fritto: versate abbondante olio nella padella per friggere e riscaldatelo molto bene (deve essere leggermente fumante). Passate il pesce nell’uovo sbattuto e nel pane grattugiato, oppure nel latte salato e nella farina; questo tipo di preparazione forma una specie di pastella. Immergete poi il pesce nell’olio bollente. Per evitare di far raffreddare l’olio, friggete poco pesce alla volta e alzate subito per qualche tempo la fiamma, per far riprendere all’olio il calore perso e permettere una cottura rapida.

Poi magari un giorno vi racconto la mia avventura con il baccalà.

Vi dico solo che non si capiva bene se il baccalà era quello fritto o la tizia che lo stava friggendo.

Etta

Fare i kinder pinguì in casa: un sogno?

Filed Under (ricette, ricette con foto) by admin on 02-07-2007

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Vi ricordate la battuta alla fine di questo post?

Giuro e spergiuro che all’inizio era davvero una battuta..

Il problema è che il mio cervellino cammina, si domanda, si risponde (raramente)..così sono andata dal mio caro amico Google e gli ho chiesto: “Amico Google, ma secondo te, rifare i Kinder Pinguì è possibile o è un sogno che noi comuni mortali non regolarmente assunti dalla Ferrero non potremo mai sfiorare?“.

E la risposta arrivò.

Il fedele Google mi ha fatto giungere su un forum, tutto giallo e arancione, in cui un tale robies aveva scomposto la preziosa merendina ed era giunto a riprodurne una fedelissima imitazione.

Ora. Io ringrazio infinitamente robies. E, anzi. Se mai si dovesse trovare a passare di qui, voglio che sappia che ha tutta la mia stima.

Comunque, tornando a questa avventura..

Il procedimento non sembrava dei più facili. Ma ormai ero arrivata alla fonte, e chettivuoitirareindietro?

Assolutamente no. Ma ci ho messo tre giorni per decidermi a farli e per trovare tutti gli ingredienti che mi servivano, che sono:

Per la crema:
- 110 gr. di burro
- 150 gr. di latte concentrato (si vende in tubetti, e dovreste trovarlo nel reparto dove vendono il latte normale)
- 1 cucchiaino di cacao amaro

Per lo strato interno di cioccolato:
- 1 cucchiaino di sciroppo di glucosio (che da queste parti è introvabile..io l’ho sostituito con del caramellato pronto trovato al supermercato)
- 50 gr. di cioccolato fondente
- 1 cucchiano di burro

Per la pasta esterna (che quelli della Kinder passano per “morbido pan di spagna”)
:
- 2 albumi
- 2 cucchiaini di cacao amaro
- 60 gr. di burro
- 60 gr. di zucchero a velo
- 60 gr. di farina

Per lo strato esterno di copertura:
- 60 gr. di cioccolato fondente
- mezzo cucchiaino di burro

Prima fase: lo strato interno di cioccolato.

Bisogna sciogliere a bagnomaria i 50 gr di cioccolato fondente con il cucchiaino di burro.

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Una volta sciolto, aggiungere il cucchiaino di sciroppo di glucosio (o sostituti), e stendere il composto su carta da forno, formando un rettangolo di circa 25×15 cm (aiutatevi con un cucchiaio o una spatola, è importante renderlo liscio). Mettete quindi in freezer finchè non vi servirà di nuovo, appoggiato su un vassoio rettangolare.

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Fase 2: la pasta.

Con un cucchiaio e tanta forza, mescolare il burro ammorbidito con lo zucchero a velo

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e quando sarà ben amalgamato, aggiungete gli albumi e mescolate di nuovo.

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In una terrina, intanto, unire la farina al cacao, e aggiungerli, setacciando, al burro con gli albumi

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Con questo impasto vanno formati due rettangoli sulla carta forno, poco più grandi di quello precedentemente realizzato con il cioccolato fuso, e vanno cotti in forno per 3 minuti a 200°

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Una volta cotti, lasciateli raffreddare e procedete alla Fase 3: la crema di farcitura.

In questa fase, il burro ammorbidito va sbattuto per molto tempo, per ottenere una consistenza molto liscia e cremosa, tipo pomata (come al solito, io ho usato la frusta a mano, ma voi potete usare tranquillamente quella elettrica se ce l’avete, il vostro tunnel carpale ringrazierà)

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Aggiungete quindi il tubetto di latte condensato, e mescolate per bene, ancora, e ancora, e ancora, e ancora..insomma per un pò.

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Se volete fare anche uno strato di crema al cacao (io non l’ho fatta, piccoli capricci personali), basta togliere una tazzina di crema a cui aggiungerete un cucchiaino di cacao amaro, da spalmare poi sulla sfoglia di cioccolato che avete messo in freezer.

Fase 4: il montaggio.

Bene, ora che ci sono tutti i pezzi bisogna comporli.

Prendere i due rettangoli di pasta al cacao, e cospargerli uniformemente con la crema di farcitura.

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Ora bisogna riprendere la sfoglia dal freezer (e se volete lo strato di crema al cacao è questo il momento). Il movimento è questo: su uno dei due rettangoli di pasta, va poggiato lo strato di cioccolato freddo e pressato leggermente con un tagliere. Se la cioccolata non si è riscaldata troppo, riuscirete a togliere subito la carta da forno, altrimenti rimettete tutto 2 minuti in freezer.

Tolta la carta, sullo strato di cioccolato fuso va appoggiato l’altro rettangolo di pasta farcito con la crema, pressate con il tagliere (questa volta con più forza) e togliete anche l’ultimo pezzo di carta forno.

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Rifilate i lati con un coltello e ritagliate le merendine nella forma e nella dimensione che preferite e rimetteteli in freezer.

Nel frattempo bisogna sciogliere il cioccolato per la copertura, sempre a bagnomaria.

TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC (questi erano i 3 minuti..che pena, vero?)

Riappropriatevi delle merendine e cominciate a spennellarle di cioccolato fuso (se state pensando che è una bella attività da far fare ai bambini, preparatevi a ritrovarvi la cucina imbrattata di chiazze di cioccolata)

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E, piano piano, alla fine dovreste riuscire a ricoprirli tutti (se serve, alternate spennellature e riposo in freezer).

Ammetto che c’era tutta una tecnica per far uscire la copertura liscia e omogenea, ma mentre mi appropinquavo a realizzarla, la mia cucina è stata invasa dalle formiche e ho dovuto chiamare i rinforzi. Così mentre gli uomini sterminavano le formiche, io mi sono rifugiata in sala a finire il mio lavoro.

Bhe, comunque, dopo la copertura le ho messe di nuovo a riposare in freezer, e solo alla fine le ho confezionate con della carta argentata.

Il risultato, in tutto il suo splendore (e non immaginate il sapore)..

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E questa volta chiudendo non dico niente, perchè poi mi cammina troppo il cervello e rischio di sbattere di nuovo in qualche avventura del genere.

Che amo infinitamente, sia chiaro..

Ma un po’ di meno la mia bilancia.

Etta

P.S: Il vecchio Elio ha gradito.

 

Sofficini Fintus (ovvero..come rifare in casa i cari vecchi Sofficini)

Filed Under (ricette, ricette con foto) by admin on 17-06-2007

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No, non sono impazzita e non ho sbagliato a scrivere il nome nel titolo del post.

Ieri sera, per seguire la mania di emulazione delle grandi marche che da qualche giorno mi perseguita, ho cercato di riprodurre da sola i sofficini.

Il risultato è stato più che soddisfacente, ma credo si possa lavorare ancora sulle modalità del ripieno..

Per questa volta, ho realizzato dei sofficini con pomodoro, mozzarella e prosciutto cotto (oltre a un paio sportivi con mozzarella e cubetti di salamino, giusto per provare..).

La ricetta mi è arrivata da lontano, attraverso il sempreverde metodo del passaparola, quindi in realtà non so dirvi con esatezza chi ha avuto la brillante idea di riprodurli in questa maniera. Mi limiterò dunque a descrivervi come mettere in pratica questi preziosi consigli :) .

Per prima cosa, bisogna creare la pasta che ricoprirà i sofficini..

Gli ingredienti per la pasta:

  • una tazza d’acqua;
  • un cucchiaio di burro;
  • una tazza di farina;
  • un pizzico di sale.

Mettete a bollire in un pentolino la tazza d’acqua e il cucchiaio di burro..

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Quando l’acqua bolle, buttateci dentro la tazza di farina e girate subito ed energicamente con un cucchiaio di legno, finchè si formerà una palla di impasto che si staccherà da sola dal pentolino.

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Bene, ora bisogna lasciarla raffreddare.

Intanto potete preparare quello che sarà il ripieno, come preferite. Io ho usato del sugo, della mozzarella e pezzetti di prosciutto cotto, ma si possono farcire in mille modi, a seconda delle preferenze. L’importante è non esagerare, altrimenti si rischia di farli aprire durante la cottura.

Prendete un pezzetto di pasta alla volta (vi sembrerà silicone!) e stendetelo con un mattarello, con un pizzico di farina sempre sottomano, poichè questa pasta è piuttosto appiccicosa..

Ritagliate dei dischi, della dimensione che volete, e al centro disponete il ripieno. Ripiegate in due il disco, facendo combaciare il bordo superiore con quello inferiore, quindi con i polpastrelli pressate bene sui bordi, così i lembi si incolleranno e il ripieno non uscirà.

Una volta chiusi, passateli nella farina, nell’uovo sbattuto e nel pan grattato.

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Per la cottura procedete come preferite, io ne ho fatti alcuni fritti e alcuni al forno..

Ma si possono anche congelare, e cucinare quando vi serviranno!

Questo il risultato:

 

sofficini-di-etta1.jpg

 

Vi consiglio di mettere un pizzico di sale anche nell’uovo sbattuto per la panatura, altrimenti potrebbero risultare poco saporiti.

Se vi state chiedendo cosa proverò a copiare la prossima volta, forse ho già la risposta..

 

pingui.gif

Scherzo, ovviamente..

Ma questa era dedicata al Vecchio Elio.. :D

Etta