Fare i kinder pinguì in casa: un sogno?

Filed Under (ricette, ricette con foto) by admin on 02-07-2007

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Vi ricordate la battuta alla fine di questo post?

Giuro e spergiuro che all’inizio era davvero una battuta..

Il problema è che il mio cervellino cammina, si domanda, si risponde (raramente)..così sono andata dal mio caro amico Google e gli ho chiesto: “Amico Google, ma secondo te, rifare i Kinder Pinguì è possibile o è un sogno che noi comuni mortali non regolarmente assunti dalla Ferrero non potremo mai sfiorare?“.

E la risposta arrivò.

Il fedele Google mi ha fatto giungere su un forum, tutto giallo e arancione, in cui un tale robies aveva scomposto la preziosa merendina ed era giunto a riprodurne una fedelissima imitazione.

Ora. Io ringrazio infinitamente robies. E, anzi. Se mai si dovesse trovare a passare di qui, voglio che sappia che ha tutta la mia stima.

Comunque, tornando a questa avventura..

Il procedimento non sembrava dei più facili. Ma ormai ero arrivata alla fonte, e chettivuoitirareindietro?

Assolutamente no. Ma ci ho messo tre giorni per decidermi a farli e per trovare tutti gli ingredienti che mi servivano, che sono:

Per la crema:
- 110 gr. di burro
- 150 gr. di latte concentrato (si vende in tubetti, e dovreste trovarlo nel reparto dove vendono il latte normale)
- 1 cucchiaino di cacao amaro

Per lo strato interno di cioccolato:
- 1 cucchiaino di sciroppo di glucosio (che da queste parti è introvabile..io l’ho sostituito con del caramellato pronto trovato al supermercato)
- 50 gr. di cioccolato fondente
- 1 cucchiano di burro

Per la pasta esterna (che quelli della Kinder passano per “morbido pan di spagna”)
:
- 2 albumi
- 2 cucchiaini di cacao amaro
- 60 gr. di burro
- 60 gr. di zucchero a velo
- 60 gr. di farina

Per lo strato esterno di copertura:
- 60 gr. di cioccolato fondente
- mezzo cucchiaino di burro

Prima fase: lo strato interno di cioccolato.

Bisogna sciogliere a bagnomaria i 50 gr di cioccolato fondente con il cucchiaino di burro.

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Una volta sciolto, aggiungere il cucchiaino di sciroppo di glucosio (o sostituti), e stendere il composto su carta da forno, formando un rettangolo di circa 25×15 cm (aiutatevi con un cucchiaio o una spatola, è importante renderlo liscio). Mettete quindi in freezer finchè non vi servirà di nuovo, appoggiato su un vassoio rettangolare.

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Fase 2: la pasta.

Con un cucchiaio e tanta forza, mescolare il burro ammorbidito con lo zucchero a velo

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e quando sarà ben amalgamato, aggiungete gli albumi e mescolate di nuovo.

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In una terrina, intanto, unire la farina al cacao, e aggiungerli, setacciando, al burro con gli albumi

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Con questo impasto vanno formati due rettangoli sulla carta forno, poco più grandi di quello precedentemente realizzato con il cioccolato fuso, e vanno cotti in forno per 3 minuti a 200°

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Una volta cotti, lasciateli raffreddare e procedete alla Fase 3: la crema di farcitura.

In questa fase, il burro ammorbidito va sbattuto per molto tempo, per ottenere una consistenza molto liscia e cremosa, tipo pomata (come al solito, io ho usato la frusta a mano, ma voi potete usare tranquillamente quella elettrica se ce l’avete, il vostro tunnel carpale ringrazierà)

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Aggiungete quindi il tubetto di latte condensato, e mescolate per bene, ancora, e ancora, e ancora, e ancora..insomma per un pò.

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Se volete fare anche uno strato di crema al cacao (io non l’ho fatta, piccoli capricci personali), basta togliere una tazzina di crema a cui aggiungerete un cucchiaino di cacao amaro, da spalmare poi sulla sfoglia di cioccolato che avete messo in freezer.

Fase 4: il montaggio.

Bene, ora che ci sono tutti i pezzi bisogna comporli.

Prendere i due rettangoli di pasta al cacao, e cospargerli uniformemente con la crema di farcitura.

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Ora bisogna riprendere la sfoglia dal freezer (e se volete lo strato di crema al cacao è questo il momento). Il movimento è questo: su uno dei due rettangoli di pasta, va poggiato lo strato di cioccolato freddo e pressato leggermente con un tagliere. Se la cioccolata non si è riscaldata troppo, riuscirete a togliere subito la carta da forno, altrimenti rimettete tutto 2 minuti in freezer.

Tolta la carta, sullo strato di cioccolato fuso va appoggiato l’altro rettangolo di pasta farcito con la crema, pressate con il tagliere (questa volta con più forza) e togliete anche l’ultimo pezzo di carta forno.

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Rifilate i lati con un coltello e ritagliate le merendine nella forma e nella dimensione che preferite e rimetteteli in freezer.

Nel frattempo bisogna sciogliere il cioccolato per la copertura, sempre a bagnomaria.

TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC (questi erano i 3 minuti..che pena, vero?)

Riappropriatevi delle merendine e cominciate a spennellarle di cioccolato fuso (se state pensando che è una bella attività da far fare ai bambini, preparatevi a ritrovarvi la cucina imbrattata di chiazze di cioccolata)

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E, piano piano, alla fine dovreste riuscire a ricoprirli tutti (se serve, alternate spennellature e riposo in freezer).

Ammetto che c’era tutta una tecnica per far uscire la copertura liscia e omogenea, ma mentre mi appropinquavo a realizzarla, la mia cucina è stata invasa dalle formiche e ho dovuto chiamare i rinforzi. Così mentre gli uomini sterminavano le formiche, io mi sono rifugiata in sala a finire il mio lavoro.

Bhe, comunque, dopo la copertura le ho messe di nuovo a riposare in freezer, e solo alla fine le ho confezionate con della carta argentata.

Il risultato, in tutto il suo splendore (e non immaginate il sapore)..

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E questa volta chiudendo non dico niente, perchè poi mi cammina troppo il cervello e rischio di sbattere di nuovo in qualche avventura del genere.

Che amo infinitamente, sia chiaro..

Ma un po’ di meno la mia bilancia.

Etta

P.S: Il vecchio Elio ha gradito.

 

Sofficini Fintus (ovvero..come rifare in casa i cari vecchi Sofficini)

Filed Under (ricette, ricette con foto) by admin on 17-06-2007

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No, non sono impazzita e non ho sbagliato a scrivere il nome nel titolo del post.

Ieri sera, per seguire la mania di emulazione delle grandi marche che da qualche giorno mi perseguita, ho cercato di riprodurre da sola i sofficini.

Il risultato è stato più che soddisfacente, ma credo si possa lavorare ancora sulle modalità del ripieno..

Per questa volta, ho realizzato dei sofficini con pomodoro, mozzarella e prosciutto cotto (oltre a un paio sportivi con mozzarella e cubetti di salamino, giusto per provare..).

La ricetta mi è arrivata da lontano, attraverso il sempreverde metodo del passaparola, quindi in realtà non so dirvi con esatezza chi ha avuto la brillante idea di riprodurli in questa maniera. Mi limiterò dunque a descrivervi come mettere in pratica questi preziosi consigli :) .

Per prima cosa, bisogna creare la pasta che ricoprirà i sofficini..

Gli ingredienti per la pasta:

  • una tazza d’acqua;
  • un cucchiaio di burro;
  • una tazza di farina;
  • un pizzico di sale.

Mettete a bollire in un pentolino la tazza d’acqua e il cucchiaio di burro..

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Quando l’acqua bolle, buttateci dentro la tazza di farina e girate subito ed energicamente con un cucchiaio di legno, finchè si formerà una palla di impasto che si staccherà da sola dal pentolino.

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Bene, ora bisogna lasciarla raffreddare.

Intanto potete preparare quello che sarà il ripieno, come preferite. Io ho usato del sugo, della mozzarella e pezzetti di prosciutto cotto, ma si possono farcire in mille modi, a seconda delle preferenze. L’importante è non esagerare, altrimenti si rischia di farli aprire durante la cottura.

Prendete un pezzetto di pasta alla volta (vi sembrerà silicone!) e stendetelo con un mattarello, con un pizzico di farina sempre sottomano, poichè questa pasta è piuttosto appiccicosa..

Ritagliate dei dischi, della dimensione che volete, e al centro disponete il ripieno. Ripiegate in due il disco, facendo combaciare il bordo superiore con quello inferiore, quindi con i polpastrelli pressate bene sui bordi, così i lembi si incolleranno e il ripieno non uscirà.

Una volta chiusi, passateli nella farina, nell’uovo sbattuto e nel pan grattato.

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Per la cottura procedete come preferite, io ne ho fatti alcuni fritti e alcuni al forno..

Ma si possono anche congelare, e cucinare quando vi serviranno!

Questo il risultato:

 

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Vi consiglio di mettere un pizzico di sale anche nell’uovo sbattuto per la panatura, altrimenti potrebbero risultare poco saporiti.

Se vi state chiedendo cosa proverò a copiare la prossima volta, forse ho già la risposta..

 

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Scherzo, ovviamente..

Ma questa era dedicata al Vecchio Elio.. :D

Etta

La pasta brisee

Filed Under (ricette, ricette base, ricette con foto) by admin on 15-06-2007

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Questa è la ricetta base della pasta che uso spesso per rustici e torte salate..

Per tutti gli ingredienti fato un salto sulla pagina del sito dedicata.

Allora..

In una ciotola, disponete la farina, il burro e il sale.

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La farina va amalgamata al burro freddo tagliato a pezzetti. Se non avete un frullatore o un mixer, potete farlo a mano, sbriciolando con i polpastrelli il burro insieme alla farina..

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Dovreste ottenere una consistenza simile a quella del pangrattato, più o meno come in questa foto:

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Alla farina va poi aggiunta l’acqua, 4 cucchiai sono più che sufficienti, visto che è il burro che gioca il ruolo principale nel far amalgamare il composto.

Al termine, formate una palla con l’impasto, ricopritela di pellicola trasparente e lasciatela in frigo per circa 30/40 minuti prima di procedere alla lavorazione.

Per iniziare vi consiglio i calzoni rustici con salsiccia e cipolla, che non sono troppo impegnativi..

Etta

Calzoni rustici con salsiccia e cipolla

Filed Under (ricette, ricette con foto) by admin on 15-06-2007

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Caldi caldi, appena usciti dal forno.

Oggi pomeriggio mi è venuta l’improvvisa voglia di mangiare qualcosa di friabile e saporito, così mi sono rimboccata le maniche e ho preparato questi calzoni di pasta brisee ripieni con salsicce e cipolle.

Vi spiego come ho fatto, rimandandovi al prossimo post per la spiegazione dettagliata della pasta brisee (le dosi sono per due calzoni abbastanza grandi).

Come di consueto, troverete sul sito tutti gli ingredienti necessari, sia per la pasta brisee che per i calzoni con la salsiccia.

Bisogna stendere con il mattarello la pasta , ritagliandone dei dischi (aiutandosi con un piatto piano).

 

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Nel frattempo, mettete a rosolare in una padella la salsiccia, aggiungendo un goccio d’acqua..

 

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Potete quindi aggiungere le cipolle, e lasciare tutto a cuocere per qualche minuto..

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Una volta pronte, lasciatele raffreddare, e intanto tagliate la mozzarella a fettine abbastanza sottili.

Quando la salsiccia si sarà raffreddata, potete procedere a riempire i calzoni.

Prendete i dischi di pasta brisee, stendeteli e nel centro disponete uno strato di mozzarella, la salsiccia e un’altro strato di mozzarella (metà della quantità totale, visto che dovremo realizzarne due).

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Per chiudere i calzoni, sollevate il bordo superiore e portatelo verso quello inferiore, ricoprendo il condimento. Fate pressione sui bordi sovrapposti prima con i polpastrelli, poi con il dorso di una forchetta.

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Ora ripiegate i bordi su loro stessi e, di nuovo, chiudeteli bene con la forchetta.

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Finito con il primo, ripetete il procedimento anche per il secondo, quindi spennellateli con dell’uovo, bucateli in superficie con uno stuzzicadenti e metteteli in una teglia LEGGERMENTE imburrata (dipende da quanto amate il burro :D )

Mettete in forno e cuocete per 20/30 minuti a 180°.

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Dopo la cottura, dovrebbero avere più o meno questo aspetto:

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Il sapore, invece, non posso descrivervelo..

Ma spero vi piacciano :)

Etta

Torta fresca di yogurt al limone

Filed Under (ricette, ricette con foto) by admin on 14-06-2007

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Ok. Non mi piacciono le sfide. Ma visto che nelle ultime due occasioni, in un modo o nell’altro, non sono riuscita a fotografare (o a farlo come si deve) il prodotto finito delle mie ricette, questa volta più che una semplice ricetta illustrata si tratta di una vera e propria sfida.

Se con me stessa o con la Kodak non saprei dirlo, ma la cosa fondamentale è che ho vinto.

La ricetta in questione è la torta fresca allo yogurt, simile a quelle della Cameo che si trovano al supermercato. Ma non mi è mai piaciuta molto l’idea di realizzare una torta contenuta in una scatoletta di 30cm (o, peggio ancora, in busta :\)

Quindi eccovi il risultato della mia emulazione. Come al solito gli ingredienti della ricetta li trovate sul sito, in questa pagina.

Per prima cosa ho sbriciolato i 250 gr di biscotti (con il mattarello, tempo complessivo 50 minuti -_-’), ho aggiunto a filo gli 80 gr di burro fuso, ho mescolato e ho messo tutto nella teglia, pressando con il cucchiaio e il fondo del bicchiere.

 

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Ho messo tutta la teglia in frigo, e l’ho lasciata lì per circa 30 minuti, il tempo di preparare il ripieno.

 

Dentro una ciotola ho messo i 450 gr di yogurt al limone, la ricotta e metà dei 50 gr di zucchero, e ho unito tutto con una frusta.

 

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Poi in un pentolino ho preparato una bustina di Gelatina per Torte in polvere, di quelle che si trovano comunemente al supermercato, aromatizzata con due gocce di aroma per dolci al limone. (I procedimenti per preparare la gelatina sono scritti perfettamente sul retro della confezione). Bisogna lasciarla raffreddare bene prima di unirla al resto, quindi va messa da parte.

 

In un’altra ciotola, ho montato, SEMPRE A MANO, la panna con i restanti 25 gr di zucchero e un cucchiaio di latte, fino a slogarmi il polso farla diventare soffice e ben montata.

 

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Una volta montata la panna, l’ho aggiunta al composto di yogurt e ricotta.

 

 

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..e infine ho versato a filo la gelatina, continuando a mescolare dal basso verso l’alto per non far smontare la panna.

 

Ripresa la base dal frigo, ho riempito e distribuito con cura tutto il composto, livellandolo con il cucchiaio.

 

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(Attenzione: la pellicola nella tortiera è stata levata subito dopo..vi sconsiglio di usarla, perchè la torta non si asciugherebbe bene, risultando alla fine troppo bagnata.)

 

A questo punto la torta va rimessa in frigo, e lasciata per almeno 12 ore..potete decorarla passato questo tempo, prima di servirla..oppure potete fare come me.

Io l’ho decorata dopo circa 15 minuti, con uno strato di gelatina aromatizzata e delle fettine di limone..

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Ed ecco, in tutto il suo splendore, una fetta di torta fresca allo yogurt, che è miracolosamente sopravvissuta alla notte..

 

 

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Niente male, vero?

 

Vostra (e, questa volta, soddisfattissima),

 

Etta

Merende e merendine

Filed Under (diete e alimentazione) by admin on 07-06-2007

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Stranamente, oggi dev’essere il giorno delle riflessioni.

Stamattina mi sono alzata con la solita atroce fame mattutina, ho aperto il frigo (con un occhio chiuso e uno aperto) e ho trovato due merendine, di quelle fresche, che si trovano nel banco frigo, con il pan di spagna, lo zucchero a velo e la crema al latte..

..insomma, non vorrei far pubblicità, ma quelle che iniziano per Kinder e finiscono con Paradiso.

Ed è proprio da quel fresco angolo di frigo che è partita la mia riflessione mattutina sulle merendine e la ricreazione a scuola. (La merendina non era mia, quindi non l’ho mangiata..)

Pensavo a come è cambiata la concezione di “merenda”, e mi riferisco soprattutto a quella che i bambini fanno a scuola durante la ricreazione, da come la vedevo io a come è diventata oggi.

  • Le merendine sono sempre più piccole.

A partire da quella che ho tanto sacrificatamente lasciato nel frigo stamane. Insomma, io davvero me le ricordavo più grandi. Ma le possibilità sono due: o davvero i produttori di merendine confezionate hanno negli anni deciso di ridurre le quantità, un pò per sgobbarci e un pò per dare l’illusione che facciano meno male, o mi sembrano più piccole semplicemente perchè io sono più grande.

  • Le merendine non saziano mai.

Voi quante merendine pensate si debbano mangiare prima di sentire vagamente il senso di sazietà? E quanto può essere vantaggioso per un bambino fare ricreazione con una merendina a 6 strati di cacao e una fetta di pan di spagna? Con tutto quello che consumano durante la giornata scolastica avrebbero bisogno forse di qualcosa di più.

E forse andrebbero preferite le care vecchie brioches (quelle vere di pasticceria, con il burro ma non troppo) con un bel bicchiere di latte caldo a una cioccolatosa merendininina croccante o un bel panino con il prosciutto cotto invece delle patatinetutteunte o quant’altro .

  • Le merendine (alcune) sono buonissime.

E questo purtroppo è un dato di fatto. Alcune (vedi sopra) sono veramente appetitose, quando le mordi sprofondi in un’estasi di morbidezza. A questo punto mi sorge un estremo dubbio: che ci mettono dentro per renderle così buone?

..ma soprattutto..

  • Quali sono le merendine da preferire?

Innanzitutto, sono da evitare le merende con margarina o grassi idrogenati. Per la precisione, i grassi vegetali idrogenati sono grassi ottenuti tramite un processo che aumenta la saturazione dei grassi. Durante il processo di idrogenazione, però, si formano gli acidi grassi trans, che sono causa di alcune malattie metaboliche e circolatorie (vi consiglio la lettura del post sui grassi saturi e insaturi e questo articolo del dottor Albanesi).

Poi è necessario controllare sempre l’apporto nutrizionale, che varia da merenda a merenda. Soprattutto andrebbero evitate quelle con troppi grassi o zuccheri più volte al giorno, come spesso purtroppo accade, ad esempio come spuntini fuori pasto.

Attenti poi agli additivi, conservanti e/o coloranti utilizzati per la produzione di alcuni dolci confezionati: oltre a controllare margarina e grassi idrogenati, bisognerebbe dare un’occhiata anche all’eventuale presenza di sostanze non proprio benevole come gli addensanti polifosfati.

  • E’ colpa della pubblicità?

Leggevo giusto ieri un articolo che parlava del ruolo dei media, e in particolare della pubblicità in tv, nella diseducazione alimentare in Italia, che colpisce maggiormente i bambini. Secondo una recente indagine, infatti, pare che un bambino che guarda la tv per circa 3 ore al giorno (e nella fascia “protetta”) veda una pubblicità di merendine o simili ogni 5 minuti. Se si estende il calcolo ad un anno, e se la matematica continua a non essere un’opinione, sono circa 33.000. E non pensate anche voi che un bambino di 8 anni impazzisca per comprare e mangiare una merendina che, in fondo, non è proprio niente di eccezionale, ma nel pacco può trovare le imperdibili figurine dei Super Fanta Mega Eroi dello Spazio Interstellare & fratelli?

In ogni caso, è inutile demonizzare completamente questo tipo di alimentazione e cercare solo di essere più attenti e furbi, tanto mio cugino continuerà comunque a strafogarsi di wurstel ogni volta che ha fame e apre il frigo, e a portarsi la pizzetta surgelata e riscaldata la mattina presto perchè la madre non ha tempo.

E forse semplicemente vale ancora e comunque quella piccola regoletta del vivere sani, secondo la quale basta non eccedere e affiancare all’alimentazione una buona attività fisica.

Dal canto mio però, credo che non riuscirò a smaltire il gelato che ho appena mangiato correndo in bicicletta o tirando due calci ad un pallone in cortile..

..non ho il pallone, non ho la bicicletta, non ho il cortile, piove e non ho più l’eta.

Credo che ne mangerò un’altro.

Etta

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Cheesecake al cioccolato

Filed Under (ricette, ricette con foto) by admin on 05-06-2007

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Reportage numero 2: la cheese cake al cioccolato.

Non contenta della precedente avventura (che, ricordiamo, mi ha vista alle prese con una macchinetta fotografica e un gelato al cioccolato fatto in casa), ho deciso di riprovarci.

Ma questa volta mi sono fatta aiutare, sperando di riuscire a gestire meglio gli attrezzi da lavoro e il supporto fotografico (grazie Rò!)

Ecco il procedimento (gli ingredienti li trovate qui, ma ho sostituito la ricotta con del formaggio fresco splamabile, tipo phyladelphia)

Per prima cosa, abbiamo frantumato con un mattarello i 250 g di biscotti secchi, fino a ridurli in polvere (vi consiglio l’uso di un mixer o di un frullatore):

Biscotti tritati

Sciolti quindi i 100 gr di burro, senza farlo friggere, lo abbiamo aggiunto a filo ai biscotti mescolando con cura, e abbiamo riposto tutto in frigo per circa 20 minuti.

A parte abbiamo preparato il ripieno. Per prima cosa bisogna amalgamare i 500 gr di formaggio con lo zucchero e la vanillina, fino ad ottenere un composto molto liscio ed omogeneo. Poi si aggiungono i tuorli, si continua a mescolare, e si possono incorporare gli albumi montati a neve, mescolando sempre dal basso verso l’alto, per non farli smontare:

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Quindi i 300 g di cioccolato fondente sciolti a bagnomaria vanno aggiunti a questo composto, sempre mescolando per bene dal basso verso l’alto, ottenendo una cosa simile:

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Riprendete quindi la base con i biscotti in frigo, e utilizzarli per cospargere la base della teglia con la cerniera, pressandoli per bene con un cucchiaio:

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A questo punto bisogna versare sulla base il composto di formaggio e cioccolato, e cuocere in forno per 30-40 minuti a 180°.

Dopo il forno, la cheese cake va tenuta per circa 12 ore in frigorifero.

Si, lo so che è difficile resistere per 12 ore sapendo che la torta è li bella bella in frigo che aspetta.

E’ un tempo talmente lungo che quando sono arrivata io al frigo dopo 12 ore, la torta era già stata inesorabilmente violentata e quasi finita..

..quindi vi risparmio quella visione abominevole.

 

Fatemi sapere se la provate o avete altre varianti.

Etta

I grassi saturi e i grassi insaturi: cosa sono?

Filed Under (diete e alimentazione) by admin on 04-05-2007

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Grassi..

Lipidi..

Parole il cui solo suono riesce a mandare nel panico più totale un numero abominevole di esseri umani che si preoccupano della panzetta. (Ma non solo..)

Ma avete mai sentito parlare di grassi saturi e grassi insaturi?

Uhm, neanche io..per questo mi sono informata :)

Innanzitutto..

E’ tutta questione di chimica. Si. La ciccia è colpa della chimica.

  • Gli acidi grassi insaturi sono caratterizzati da uno o più legami con il carbonio. Questi legami possono però rompersi e legarsi ad altri atomi di idrogeno. Solitamente si presentano in forma liquida, e tra questi ricordiamo l’olio di oliva (monoinsaturo, cioè con un solo doppio legame) e l’olio di semi (polinsaturo, con due o più doppi legami).
  • I grassi saturi invece non hanno alcun doppio legame, sono “completi”, e non possono quindi legarsi a nessun altro tipo di atomo. La caratteristica peculiare del loro “essere saturi” è la maggiore densità rispetto ai grassi insaturi. Sono presenti nei grassi di origine animale, in latte e derivati, nel tuorlo dell’uovo e in grassi di origine vegetale come la margarina. Conseguenza della loro maggiore densità è cheriescono più facilmente ad accumularsi lungo i vasi sanguigni, con tutte le eventualità immaginabili. La OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda dinon superare il consumo di questi grassi oltre il 10%, meglio ancora se si eliminassero del tutto (parola loro). Tra i grassi di origine animale va citato però il burro, che in quanto a valori nutrizionali è il più energetico (758 calorie per ogni 100g di prodotto) e il più digeribile..

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Una parolina da spendere sui grassi “buoni”..

Si tratta dei famosi Omega-6 e Omega-3, quante volte ne avete sentito parlare?

Sono acidi grassi essenziali, perchè importantissimi per la vita, polinsaturi, ma che non vengono sintetizzati dall’organismo umano, e devono essere perciò introdotti attraverso l’alimentazione. Sono presenti nel pesce, nei frutti di mare, in alcuni vegetali (gli Omega-3), nei cerali, nei legumi, nei semi, nei grassi della carne (gli Omega-6).

I benefici? Bhe..sembra che gli Omega-6 tendano a ridurre il colesterolo e aiutino contro l’eczema, l’artrite e altre patologie, mentre gli Omega-3 servano a prevenire trombosi e malattie cardio-circolatorie, oltre a collaborare nella prevenzione di cancro e infarti. In ogni caso, l’eccessivo consumo di entrambi può diventare nocivo..vale come per ogni cosa la regola di non esagerare :)

Vi consiglio un articolo sulla buona alimentazione e sui grassi, perchè in fondo credo che sia importante informarsi e stare attenti alla linea, ma per non cadere in terribili demonizzazioni del cibo, basta seguire una corretta alimentazione, mangiare un pò di tutto senza strafare, e magari qualche volta regalarsi il gusto inebriante della buona cucina..

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Etta

p.s: vi ricordo che non sono un medico, non c’ho neanche mai provato ad entrare all’università :D

Happy intossicazione del fegato to you!

Filed Under (curiosità) by Etta on 23-03-2007

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Sapevate che i bambini che festeggiano dal Mc Donald’s hanno 90 minuti di tempo per mangiare, aprire i regali, spegnere le candeline (o usano le patatine fritte dentro un bicchiere di gelato?) e digerire quello che hanno mangiato?

Bhe, per me è una novità. E in ogni caso non è molto allegra come cosa.

Io mi ricordo le care belle feste da piccoli, quelle con i panini fatti dalla mamma, i panini all’olio con il prosciutto e il formaggio, le patatine (si vabbè magari quelle non erano proprio l’apoteosi del salutare), i bicchieri con la coca-cola e l’aranciata e i nomi scritti sopra, la crostata della mamma, i biscottini da the, le pizzette rustiche o la pizza della nonna..E la torta con tanta panna fatta dalla zia.

Bei tempi.

Oggi i bambini festeggiano al fast-food, con hamburger striminziti e patatine fritte (e fritte, e rifritte, e rifritte, e rifritte, e rifritte, e potrei continuare a lungo..) con il tempo che gli scivola dalle mani, oppure festeggiano al cinema, con un bel bicchierone di pop-corn al burro tra le mani e nessuna possibilità comunicativa.

Ma anche le mamme..io penso che mia madre fosse felicissima di potersi rinchiudere 3 ore in cucina per preparare la pizza, i panini, la torta con la panna, solo per farmi felice.

Ma, in effetti, è tutto un altro mondo.

Un’altra generazione alimentare.

Etta

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