I dolci fanno parte delle nostre tradizioni

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 13-07-2008

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Oggi vorrei parlarvi di dolci. Mica sempre di dieta, eh! Va bene stare attenti a quello che si mangia, mangiare le giuste dosi di tutto ma ogni tanto un dolce non solo é permesso ma é anche consigliato, se non altro per il morale!! Ovviamente non tutti i dolci sono uguali. Non tutti i dolci hanno gli stessi ingredienti e nelle stesse quantitá. Direi che possiamo distinguere i dolci in tre categorie: quelli industriali, quelli di pasticceria e quelli fatti in casa. I dolci industriali di solito si conservano a lungo, sono igienicamente sicuri al 100% ma spesso contengono ingredienti di bassa qualitá (margarine al posto del burro) e una quantitá minore di ingredienti pregiati che sono poi quelli che costano di piú (esempio: cioccolato o marmellata). Quando comprarli? Solo in emergenza o come scorta. Poi esistono i dolci di pasticceria che solitamente sono molto piú cari di quelli industriali, sono fatti con ingredienti di maggiore qualitá anche se non sempre si ha la possibilitá di controllare anche se per legge in teoria dovrebbero esserci sempre gli ingredienti a disposizione del cliente. Sono generalmente igienicamente sicuri e durano un tempo relativamente lungo. A tale scopo spesso contengono parecchio zucchero. Quando comprarli? Quando non abbiamo tempo o la possibilitá di farci i dolci da soli o quando non ne siamo capaci. Infine ci sono i dolci casalinghi: costano poco, sono personalizzati dato che possiamo scegliere cosa cucinarci, contengono ingredienti di ottima qualitá, hanno poco zucchero e, se prodotti correttamente, sono anche sicuri. Per contro durano pochissimi giorni, tipicamente 1-5 giorni a seconda di un dolce con creme o panna o uno secco tipo ciambellone. Quando mangiarli? Eh, la risposta non puó che essere sempre se avete letto le due alternative! Inoltre ricordatevi che ci sono tantissimi dolci che fanno parte delle nostre tradizioni come la torta Sbrisolona di Mantova o il Pan de Mei di Milano. Se le mangiavano i nostri nonni, direi che possiamo benissimo mangiarle anche noi. Meglio se fatte in casa. Perché una volta non c’era la torta nella bustina di plastica e la scatola di cartone!! :-D

Bibite e integratori

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 06-07-2008

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Oggi vi vorrei parlare di bibite e integratori. Col caldo si tende a bere molto e la cosa importante é non BERE SBAGLIATO. Infatti non tutte le bevande sono indicate, figuriamoci per chi é a dieta. Per esempio una lattina di bevanda alla cola puó contenere anche 30 grammi di zucchero ossia esattamente quanti ne contiene mediamente una tavoletta di cioccolato fondente da 100 g!! Questo per far capire che le calorie possono essere nascoste in molti posti e alle volte le “beviamo” senza accorgercene. Il mio consiglio é quindi di non bere bibite pronte ma di farsele da sé. Controllate sempre anche il contenuto di succo di frutta nei succhi in commercio. Puó essere del 100% ma anche molto meno, per esempio del 40% con acqua e zucchero aggiunti. Per chi fa sport probabilmente é normale anche comprare gli integratori giá pronti. Anche in questo caso é evidente come una buona lettura dell’etichetta degli ingredienti e delle calorie possa darci preziose informazioni e con un pó di buona volontá possiamo pure farci l’integratore personalizzato a casa nostra spendendo molto meno. Insomma, anche per le bibite, gli integratori e i succhi é necessario leggere bene l’etichetta degli ingredienti e delle calorie. Ricordatevi infine che esistono anche i frullati e i ghiaccioli. Liquidi i primi, solidi i secondi, possono essere fatti in un attimo frullando della frutta ben matura con un pó di acqua e succo di limone che rinforza il sapore e limita la necessitá di usare lo zucchero. Avrete cosí a disposizione una dissetante risorsa di colore, gusto, profumo, sapore e non di calorie!

Caldo caldo!

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 29-06-2008

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Mamma mia che caldo in questi giorni. E’ proprio arrivata l’estate! In realtá credo che queste settimane siano le solite due settimane caldissime di giugno. Poi a luglio agosto fará il caldo giusto: ne troppo ne troppo poco. In ogni caso quando fa cosí caldo la nostra alimentazione cambia drasticamente. Oltre ad avere, forse, un pochino meno appetito, la gente tende a cucinare poco e mangiare piatti pronti (ahi ahi) o freddi. Ricordatevi di limitare fritti e piatti troppo calorici o elaborati visto che fa caldo e di solito ci si muove poco. Questo sempre nell’ottica di mantenersi in linea e in buona salute. Oltre a consigliarvi l’aria condizionata (pure in cucina ;-) ), se non avete voglia di mangiare nel modo classico, vi consiglio uno spuntino veloce ossia a base di gelato. Il gelato contiene latte (quindi liquidi), frutta, panna, cioccolato a seconda dei gusti. Ricordatevi anche che si possono fare anche accoppiate gelato crema/frutta fresca tipo gelato al pistacchio con frutti di bosco o fragole. La cucina tipica delle nostre regioni meridionali offre anche altre idee allettanti come per esempio un Gelo di melone ! Insomma, la solita insalata di pasta o riso non son piú obbligatorie. Viziatevi con un buon dolce senza alcun rimorso di coscienza! :-P

Sovrappeso e obesitá

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 09-06-2008

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Non so se qualcuno di voi é stato ultimamente negli Stati Uniti ma c’é da rimanere impressionati dalla quantitá di persone obese che ci sono. Qualcuno obietterá che é un problema di tradizioni, di educazioni alimentari e cosí via. Sí, certamente é vero. Negli Stati Uniti vige la regola del “piú grande é e meglio é” senza neanche molto riguardo per la qualitá. Significa che la gente mangia porzioni fatte solitamente per due e che quel che mangia per di piú é squilibrato dal punto di vista nutrizionale. Da qui si fa in fretta: assumere ogni giorno due o tre volte le calorie necessarie a una vita che si fa sempre piú sedentaria non puó che portare all’obesitá. E’ un problema che peró, malgrado sia ancora un pochino nascosto, riguarda anche noi italiani. Sí, perché quanti italiani fanno una vita molto attiva? E quanti mangiano antipasto, primo, secondo? E quanti mangiano questi piatti prendendoli magari giá pronti ossia piú ricchi di sale e grassi? C’é poco da dire, anche noi italiani stiamo imboccando una brutta, bruttissima strada. Se si guardano le statistiche nelle scuole, si nota che i bambini in sovrappeso e obesi aumentano sensibilmente col passare del tempo. Come si puó correre ai ripari? Ovviamente bisogna affrontare il problema da piú punti in modo da non dovere essere troppo radicali su nessuno. Prima di tutto bisogna cercare di muoversi di piú magari faccendo una passeggiata serale o un pó di corsa. Per chi non ha problemi a iscriversi in palestra, anche quest’ultima é un’ottima idea. Ma basta un qualsiasi sport, anche fatto a livello molto leggere per consumare quel “di piú” che generalmente si accumula. Secondariamente é necessario esaminare cosa e quanto si mangia provilegiando i piatti unici, le verdure (ricordatevi di mangiare l’insalata PRIMA del resto), e eliminando appena possibile i piatti pronti e gli snack industriali (davvero deleteri). Portatevi un pezzo di pane e cioccolato fondente che é meglio! Se volete avere un’idea delle calorie che ingerite nei vostri pasti potete guardare QUI. Se invece avete dei dubbi che riguardano la vostra dieta vi consiglio di lasciare la domanda alla dietologa. Tranquilli é gratis… approfittatene perché non essere sovrappeso non solo é bello ma fa anche bene alla salute!

Un dolce fatto in casa non é uguale a un dolce comprato

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 31-05-2008

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Eccoci dopo un pó di tempo… ah quante cose da fare e la vita intanto scorre!! Oggi niente ricette ma mi piacerebbe spiegare perché quando diamo da mangiare ai nostri figli un dolce fatto in casa non é lo stesso che dar loro una merendina. Prima di tutto é una questione di qualitá. Nelle torte fatte in casa sappiamo cosa ci abbiamo messo dentro. Questo significa zucchero e non sciroppi, burro e non miscele di grassi magari idrogenati, niente coloranti o aromi artificiali, cioccolato di buona qualitá e non magari surrogato o cioccolato con basse percentuali di cacao. Anche la quantitá degli ingredienti é ben diversa. Se facciamo un confronto fra biscotti fatti in casa e biscotti comprati giá solo dal sapore possiamo sentire la differenza in quantitá e qualitá. Piú cioccolato, piú saporito e di migliore qualitá. Ma una delle differenze piú grandi é la quantitá di zucchero. Lo zucchero viene infatti usato per aumentare la durata del prodotto, mantenere la sofficitá e ovviamente sopperire a eventuali carenze negli ingredienti. Se la merendina é molto zuccherosa, probabilmente si fará poco caso che il profumo di vaniglia non si sente e che il cioccolato é in scaglie sottilissime. Ma oltre a questo si presenta un altro problema ossia la quantitá di calorie ingerite che aumenta notevolmente. Visti I tempi di obesitá dilagante in cui viviamo, non é un particolare da sottovalutare. Quello che mi piacerebbe fare nelle prossime settimane é dunque scrivere un pó a proposito della qualitá degli alimenti e di come possiamo mangiare con gusto, senza spendere tanto e senza perdere troppo tempo a cucinare. Nel frattempo provate a farvi un calcolo di quante calorie ingerite mangiando una fetta di QUESTA oppure QUESTA torta e paragonatele con dei biscotti industriali o una merendina. ;-)

Gli inglesi snobbano la Nutella.

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione) by Lebkuchen on 24-09-2007

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Non pensavo potesse esserci qualcuno al mondo che, invece di andare in estasi davanti ad un barattolo stracolmo di Nutella, la snobba e si diverta a cacciarne i difetti.

Sarà che siamo solo noi viziatelli italiani ad essere stati abituati alla merenda dei campioni, con il latte e il fettone (o lo sfilatino) con la nutella, sarà che il Nutella party all’estero non è abbastanza cool, sarà che siamo cresciuti con l’idea che la cioccolata ti faceva venir sù bello felice e paffutello (come il bambino della confezione dei Kinder ->> bimbokinder.gif<<-), ma stavolta m’hanno toccato un mito..

In pratica, gli inglesi hanno analizzato e attaccato la Nutella, accusando la Ferrero di pubblicità ingannevole.

Il problema è che secondo loro, la merenda dei campioni a base di Shfilatino con la nutella non è affatto salutare come la Ferrero afferma, perchè oltre alle proprietà del latte, del cioccolato e delle nocciole, la Ferrero si sarebbe dimenticata di far notare la quantità di grassi e zuccheri.

Che sono un po’ bacchettoni lo sappiamo, ma non so se si rendono conto di aver stuzzicato uno dei punti deboli alimentari del Bel Paese.

E la Ferrero ha ribattuto con i numeri, spiegando che la razione raccomandata di Nutella è di 15g, che nello specifico contengono 4.7 g di grassi (2.6g monoinsaturi, 0.5g polinsaturi e 1.6g saturi) e 8.3 g di zuccheri.

Che, effettivamente, sono anche di meno del burro di arachidi..

Del resto, sono da capire questi inglesi..stanno facendo una campagna contro il crescente fenomeno dell’obesità in bambini e ragazzi, iniziativa tra l’altro tutto fuorchè sbagliata.

E poi forse, in fondo, un pochino ’so gelosi..

Forse la volevano inventare loro..

Perchè, secondo voi, se la avessero inventata loro, come sarebbe stato il famoso intervallo delle 5 p.m?..

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Etta

Fonte: – http://www.guardian.co.uk

Link utili: – valori nutrizionali Nutella

Piccolo manuale dei formaggi (seconda parte)

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 02-09-2007

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Come promesso, ecco la seconda parte del piccolo censimento dei formaggi che ho conosciuto o scoperto.

  • Jarlsberg: formaggio norvegese, semiduro, di colore giallo pallido on buchi irregolari e pasta liscia. Ha sapore delicato e leggermente dolce. Si consuma preferibilmente in tavola, servito con pane molto saporito o fette biscottate.
  • Jocca: formaggio morbido e non stagionato di colore bianco. Si presenta a pasta grumosa, ha un alto contenuto di umidità e ha un sapore delicato. Viene venduto in coppette. Ottimo in tavola, talvolta si usa in cucina cotto in pietanze o torte al formaggio (e cheesecake)
  • Islay: formaggio inglese, simile al Dunlop. Migliora quando è ben stagionato. E’ un formaggio ottimo da fondere ed eccellente in salse e toast.
  • Leicester: formaggio inglese, duro, rosso/arancione e con pasta leggermente granulosa. Ha un sapore dolce e intenso. E’ un formaggio eccellente per i toast.
  • Limburger: formaggio belga, semiduro, a pasta liscia, di un bianco cremoso con crosta di color arancione scuro. Ha un sapore ricco e un odore forte. Buono da portare a tavola.
  • Mascarpone: formaggio lombardo prodotto con panna fresca di latte di vacca. Simile a una crema, è bianco e delicato. Serve da base per dolci o si consuma al naturale, spolverato magari di zucchero, cannella o cioccolato.
  • Mozzarella: formaggio non stagionato, di pasta morbida ma soda, di colore bianco e di tenue sapore di latte. Ottimo in tavola e in cucina, specialmente per la pizza. Forse il formaggio italiano più famoso, in Italia e nel mondo. E’ in commercio anche la mozzarella light.
  • Münster: formaggio tedesco, semimorbido, ricco e cremoso, ricoperto da una crosta rossa. Sapore piccante e odore forte. Si consuma peferibilmente a tavola.
  • Pecorino: formaggio cotto, tipico della Sardegna, prodotto con latte intero di pecora. Ottimo in tavola, in commercio si possono trovare innumerevoli qualità, differenti soprattutto per sapore (alcuni dal sapore più deciso e piccante, altri meno) ed aroma.
  • Parmigiano: formaggio duro, a pasra granulosa, giallo pallido, sparso di buchini e dal sapore forte. Viene anche venduto già grattugiato. In Italia non può mancare sulla pasta, ma viene usato anche in altre ricette, specialmente accompagnato da formaggi più teneri e meno forti.
  • Petit Suisse: formaggio francese, cremoso, non stagionato, morbido, dal sapore tenue. Si vende in pacchetti confezionati. Ottimo in tavola, specialmente con dessert di frutti morbidi.
  • Port Salut: formaggio francese, semiduro, a pasta liscia, di colore dorato, con crosta arancione e sapore tenue e cremoso. Va bene in cucina e in tavola.
  • Provolone: formaggio duro, giallo paglierino. Si presenta a forma di pera, di palla o cilindrica. Fresco ha un sapore tenue, maturando diventa piccante. Ottimo in tavola, quando è giovane, e in cucina quando è stagionato.
  • Quark: formaggio tedesco, fresco, senza alcun processo di maturazione. E’ caratterizzato da un elevato contenuto d’acqua. Per la tavola e la cucina.
  • Raclette: formaggio svizzero, semiduro, di colore chiaro a pasta bucherellata e crosta brunastra.
  • Ricotta: formaggio bianco, sieroso, morbido e non stagionato, con un sapore delicato e dolce. Fatto con latte di vacca, pecora o capra. Ottimo in tavola e in cucina, anche per condire paste e per fare dolci.
  • Roquefort: formaggio francese, semimorbido, bianco con venature verdi/azzurre. E’ molto stagionato, con sapore piccante e odore pungente. Consigliato in tavola.
  • Sbrinz: formaggio svizzero, duro, ottenuto con un lungo processo di maturazione che va dai 6 ai 12 mesi (o anche di più). Contiene solo un 40% di acqua e ha quindi un periodo di conservazione molto lungo.
  • Stilton: formaggio inglese, semiduro, con crosta increspata e grigiastra. Quando è ancora poco maturo è bianco e friabile, con sapore leggero e delicato. Matura con abbondanti venature azzurrine, divenendo un formaggio a pasta più umida , con un sapore intenso. Si presenta in grandi cilindri. Eccellente in tavola, è un ottimo formaggio da dessert, spesso servito con del Porto.
  • Taleggio: formaggio ottenuto da latte intero di vacca, con pasta giallo chiara, morbida, di sapore delicato ma con leggera intonazione piccante. Si presenta con una crosta bruno/ruggine. Delizioso a tavola.
  • Tilsiter: formaggio tedesco che veniva preparato già in epoca medioevale. Contiene una percentuale dal 49 al 56% di grassi. E’ molto simile al Gouda olandese. Consigliato da portare in tavola.

Inutile dirvi che non è un elenco completo di tutti i formaggi presenti al mondo..solo in Italia abbiamo una grande varietà di formaggi regionali.

Naturalmente, confido in voi per poterlo ampliare e aggiungere formaggi nuovi o poco conosciuti della vostra regione.

Etta

Come conservare i cibi

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 25-07-2007

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Il ritrovamento odierno di un barattolo di marmellata leggermente verdino mi ha dato lo spunto per vedere meglio quali sono i migliori tempi di conservazione dei cibi all’interno della dispensa.

Sto quasi pensando che questo blog va avanti grazie alle mie innumerevoli sfighe.

Bene, per quanto riguarda la dispensa, deve essere un luogo fresco e asciutto, con una temperatura intorno ai 10°. Perciò, se avete la possibilità di sceglierne la collocazione, sistematela su una parete rivolta verso nord o verso est, e usate gli armadietti collocati su termosifoni o spesso esposti al sole solo per riporre stoviglie e pentole, e non i cibi. Rivestite gli scaffali della dispensa con carta plastificata e lavabile, e pulite subito le macchie che si formano.

Tempi di conservazione in dispensa degli alimenti più comuni (eliminarli se fermentano, se si forma la muffa, rimuoverla e consumare il prodotto al più presto, se fatti in casa, conservare in frigo)

Sughi di carne: 1 anno

Salse: 6 mesi

Olio d’oliva: 18 mesi

Sottaceti:1 anno

Marmellate e conserve: 1 anno

Miele: 6 mesi

Aceto: 2 anni

Cioccolato a blocchi o tavolette: 1 mese

Coloranti: 1 anno

Palline argentate, confetti e altre decorazioni: 1 mese

Pesce, carne, frutta e succhi in scatola: 1 anno

Minestre: 1 anno

Latte condensato: 4/6 mesi

Cacao in polvere: 1 anno

Farina con lievito: 6 mesi

Farina bianca: 2/3 mesi

Farina integrale: 1 mese

Legumi secchi: 1 anno

Riso: 1 anno

Cereali per la colazione: 1 mese (chiudendo sempre la scatola)

Mandorle e noci: 1 mese

Sale: 6 mesi (se perfettamente asciutto si conserva più a lungo)

Zucchero: 1 anno (conservare prima nel pacchetto, finchè sigillato, poi in un contenitore ermetico)

E ho appena scoperto che la marmellata aveva subito quella strana trasformazione semplicemente perchè era scaduta nel 2006..

Devo essere stata vittima di qualche strano salto temporale..

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Etta

Io, tu e il cocomero.

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione) by admin on 12-07-2007

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La notizia bomba di oggi è che sono ufficialmente a dieta.

La notizia secondaria è che ho fame.

La terza notizia è che ho veramente fame.

L’ ultima notizia è che ho scoperto l’unica cosa che riesce a farmi felice con questo caldo e con ’sta storia della dieta: il cocomero.

So di non aver scoperto niente di nuovo, ma per una piccola donna alle prese con una dieta in pieno luglio, queste sono le piccole cose che rendono felice.

Come al solito, dopo essermi strafogata, ho fatto la mia solita ricerchina per conoscere un pò meglio ’sto cocomero..

Nome Scientifico: Cucurbita Citrullus, conosciuto anche come Anguria, melone d’acqua (watermelon in inglese) o “lu citron” per i compatrioti Abruzzesi.

Proprietà: elevato contenuto d’acqua (circa il 90%), ergo ottimo potere dissetante. Talmente dissetante che da quando ho iniziato m’è scappata due volte. Ma il cocomero apporta anche vitamina C, potassio e vitamina A. Gli zuccheri sono presenti per circa l’8%.

La storia: originario dell’afosa Africa tropicale, dove cresce ancora oggi in maniera spontanea, è stato coltivato ed apprezzato da molte popolazioni antiche, a partire dagli Egiziani. Merito poi dei crociati la diffusione in Europa, dove viene oggi ampiamente coltivato (oltre ad altri paesi come gli Stati Uniti, il Brasile e la Russia).

Poi è arrivata mamma a rovinarmi la festa..

“Non ne mangiare tanto che ti blocca la digestione!”

Mi blocca la digestione? Ma come fa il cocomero a bloccarmi la digestione?

Bhe, in realtà non è il cocomero che blocca la digestione, bensì tutta quell’acqua che c’è dentro che, diluendo i succhi gastrici, rallenta i processi digestivi.

Certo..se ti mangi 4 fette di cocomero dopo 3 piatti di gnocchi, qualcosa di strano ti succede, è inevitabile..

Gli Altri Usi Del Cocomero (consigliati da Etta)

La guerra con i semini.
Chi non la conosce? Consiglio però di farla all’aria aperta e fuori dal cortile, onde evitare la furia delle mamme, o chi per loro. Basta farsi una scorta di semini di cocomero in bocca e sputacchiarli a mò di mitragliatrice agli avversari. Poco etico, ma dopo i gavettoni, sicuramente il gioco migliore dell’estate.

Lavaggi del viso.
C’è chi sostiene che il cocomero aiuti a rendere la pelle del viso più pulita e idratata. Pare che giovi strofinare il bianco del cocomero sul viso . Comunque, il lavaggio che intendevo io è quello derivato dal mancato uso del coltello e della forchetta, inevitabile se si vuole mangiare il cocomero a morsi. Anche questa pratica ha i suoi perchè in estate.
Provare per credere.

In cucina.
Personalmente lo preferisco al naturale, ma ve lo consiglio a mò di macedonia con del cioccolato fondente grattugiato e del liquore, oppure servito a cubetti piccoli con del gelato al fior di latte.

Poi ci sarebbe anche un altro uso..se siete capaci..

 

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Se ci riuscite, mandatemi le foto che facciamo una sezione sui piccoli mostri capolavori che riuscite ad intagliare nel cocomero..

Occhio alle mani però.

E alla vescica.

Etta

La dieta del gelato

Filed Under (diete e alimentazione) by admin on 08-07-2007

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Caldo. Torrido e soffocante.

Sonnolenza, giramenti di testa, voglia di non fare niente.

L’unica cosa che potrebbe tirarmi sù sarebbe un bel gelato.

Però:

- in freezer non ci sono gelati,

- fa troppo caldo per uscire a comprarli,

- fa troppo caldo per mettermi in cucina a fare il gelato in casa.

Soluzione? Mi rinfresco con un bicchiere d’acqua e vado a spasso per internet cercando immagini di freschi gelati e sorbetti facendomi tanto male psicologico.

Ma, un attimo..quella cos’è?

La dieta del gelato?!

All’improvviso, si apre un mondo.

…..Mi viene in mente l’immagine di mestessa che si strafoga di gelati tutto il giorno e non ingrassa, anzi, dimagrisce!

Una di quelle scene in stile pubblicità di centri estetici, in cui io con tutto il muso imbrattato di gelato al cioccolato sorrido entusiasta alla mestessa che guarda da fuori….

No no, fermi tutti..sto correndo troppo.

Meglio tornare in questo afoso mondo reale e approfondire piuttosto questo bell’argomento.

Che cos’è la dieta del gelato?

A detta di molti, sarebbe la migliore soluzione estiva al caldo e al controllo della linea, soprattutto per quei tipi piuttosto golosi a cui piace concedersi il piacere del gelato.

Dal canto suo, il gelato è un alimento molto completo, che riesce ad apportare nella dieta grassi, proteine ad alto valore biologico (quelle del latte e quelle delle uova) ,vitamine (soprattutto vitamina A e la vitamina B2), zuccheri ad assorbimento rapido e altri micronutrienti come fosforo e calcio.

E’ la dieta ideale anche per chi lavora duramente fin nei mesi estivi e mangia fuori casa: un buon gelato è un ottimo sostituto del pranzo e in più regala momenti di estasi.

Come funziona la dieta del gelato?

Le diete del gelato proposte dai vari nutrizionisti mi sembrano tutte più o meno simili, e prevedono il gelato come sostituto del pranzo, per un apporto calorico giornaliero totale di circa 1200/1300 kcal, reintegrando a cena i buoni sani carboidrati sempre cari a noi italiani. Per intenderci: una colazione leggera con succo di frutta, the, latte freddo o yogurt, spuntino con frutta fresca o succo di frutta, pranzo con un bel gelato, merenda con yogurt o frutta e a cena una pasta leggera (magari ricotta, vongole o pomodori freschi) o del riso, un pò di carne o pesce e l’insalata.

Si segue solitamente per una settimana, massimo due..il problema è che dopo 2 settimane anche una bella dieta alternativa come questa diventa un po’ pesante.

Chi segue un’altra dieta ipocalorica può permettersi il piacere di un gelato?

Bella domanda. Non si direbbe neanche che l’ho fatta io.

I Signori Dottori Esperti Nutrizionisti dicono che è possibile, naturalmente non esagerando nelle dosi e prediligendo i gelati alla frutta, cioè a base d’acqua, poichè quelli alla crema, contenendo latte, panna e uova, hanno un apporto calorico maggiore: 100 gr di gelato alle creme equivalgono a circa 230 kcal (ma anche fino a 280 kcal) , mentre quello alla frutta conta circa 130 kcal per quello a base d’acqua e poco di più per quelli a base di latte.

Comunque, che sfiga..

Sono mesi che dico che voglio mettermi a dieta. Ora che avevo trovato la dieta che fa per me, non la posso cominciare perchè non ho il gelato.

Vorrà dire che domani comincerò la dieta della Nutella (o quella della Mortadella, devo ancora decidere), ma mi concederò un gelato ogni tanto.

Giusto per non essere troppo ferrei.
Etta

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