I dolci fanno parte delle nostre tradizioni

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 13-07-2008

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Oggi vorrei parlarvi di dolci. Mica sempre di dieta, eh! Va bene stare attenti a quello che si mangia, mangiare le giuste dosi di tutto ma ogni tanto un dolce non solo é permesso ma é anche consigliato, se non altro per il morale!! Ovviamente non tutti i dolci sono uguali. Non tutti i dolci hanno gli stessi ingredienti e nelle stesse quantitá. Direi che possiamo distinguere i dolci in tre categorie: quelli industriali, quelli di pasticceria e quelli fatti in casa. I dolci industriali di solito si conservano a lungo, sono igienicamente sicuri al 100% ma spesso contengono ingredienti di bassa qualitá (margarine al posto del burro) e una quantitá minore di ingredienti pregiati che sono poi quelli che costano di piú (esempio: cioccolato o marmellata). Quando comprarli? Solo in emergenza o come scorta. Poi esistono i dolci di pasticceria che solitamente sono molto piú cari di quelli industriali, sono fatti con ingredienti di maggiore qualitá anche se non sempre si ha la possibilitá di controllare anche se per legge in teoria dovrebbero esserci sempre gli ingredienti a disposizione del cliente. Sono generalmente igienicamente sicuri e durano un tempo relativamente lungo. A tale scopo spesso contengono parecchio zucchero. Quando comprarli? Quando non abbiamo tempo o la possibilitá di farci i dolci da soli o quando non ne siamo capaci. Infine ci sono i dolci casalinghi: costano poco, sono personalizzati dato che possiamo scegliere cosa cucinarci, contengono ingredienti di ottima qualitá, hanno poco zucchero e, se prodotti correttamente, sono anche sicuri. Per contro durano pochissimi giorni, tipicamente 1-5 giorni a seconda di un dolce con creme o panna o uno secco tipo ciambellone. Quando mangiarli? Eh, la risposta non puó che essere sempre se avete letto le due alternative! Inoltre ricordatevi che ci sono tantissimi dolci che fanno parte delle nostre tradizioni come la torta Sbrisolona di Mantova o il Pan de Mei di Milano. Se le mangiavano i nostri nonni, direi che possiamo benissimo mangiarle anche noi. Meglio se fatte in casa. Perché una volta non c’era la torta nella bustina di plastica e la scatola di cartone!! :-D

Bibite e integratori

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 06-07-2008

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Oggi vi vorrei parlare di bibite e integratori. Col caldo si tende a bere molto e la cosa importante é non BERE SBAGLIATO. Infatti non tutte le bevande sono indicate, figuriamoci per chi é a dieta. Per esempio una lattina di bevanda alla cola puó contenere anche 30 grammi di zucchero ossia esattamente quanti ne contiene mediamente una tavoletta di cioccolato fondente da 100 g!! Questo per far capire che le calorie possono essere nascoste in molti posti e alle volte le “beviamo” senza accorgercene. Il mio consiglio é quindi di non bere bibite pronte ma di farsele da sé. Controllate sempre anche il contenuto di succo di frutta nei succhi in commercio. Puó essere del 100% ma anche molto meno, per esempio del 40% con acqua e zucchero aggiunti. Per chi fa sport probabilmente é normale anche comprare gli integratori giá pronti. Anche in questo caso é evidente come una buona lettura dell’etichetta degli ingredienti e delle calorie possa darci preziose informazioni e con un pó di buona volontá possiamo pure farci l’integratore personalizzato a casa nostra spendendo molto meno. Insomma, anche per le bibite, gli integratori e i succhi é necessario leggere bene l’etichetta degli ingredienti e delle calorie. Ricordatevi infine che esistono anche i frullati e i ghiaccioli. Liquidi i primi, solidi i secondi, possono essere fatti in un attimo frullando della frutta ben matura con un pó di acqua e succo di limone che rinforza il sapore e limita la necessitá di usare lo zucchero. Avrete cosí a disposizione una dissetante risorsa di colore, gusto, profumo, sapore e non di calorie!

Cos’è una dieta?

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 16-06-2008

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La settimana scorsa abbiamo parlato di sovrappeso e obesitá. Questa settimana parliamo di dieta. La sola parola ci richiama il concetto di dimagrimento ma in realtá una dieta non é altro che una alimentazione particolare che si fa al fine di ottenere un certo risultato che non é sempre il dimagrimento. Anzi, esistono pure le diete ingrassanti! Poi ci sono quelle per ingerire pochi grassi, pochi zuccheri, avere il colesterolo basso e, pensate un pó, c’é persino una dieta per la gravidanza.
In ogni caso io sono dell’opinione che le persone che han bisogno di una dieta siano davvero poche. Esistono tante piccole regole che possono essere utili per perdere peso senza rinunciare a (quasi) niente, in pratica si dimagrisce senza accorgersene! Quello che peró va sempre e comunque tenuto presente é che la dieta non deve essere troppo drastica perché questo puó provocare scompensi al nostro corpo e anziché stare meglio, rischieremmo di fare ulteriori danni. In caso di dubbi credo che la persona giusta a cui rivolgersi sia una dietista o se per caso avete giá delle idee ben chiare ma volete essere sicuri, potete chiedere on-line il parere di una dietista in un forum o in un newsgroup. Di solito si dice “chi fa da sé, fa per tre”. Per le diete bisogna stare attentissimi perché si rischia di cambiare il proverbio in “chi fa da sé, fa guai per tre”!!

Sovrappeso e obesitá

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 09-06-2008

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Non so se qualcuno di voi é stato ultimamente negli Stati Uniti ma c’é da rimanere impressionati dalla quantitá di persone obese che ci sono. Qualcuno obietterá che é un problema di tradizioni, di educazioni alimentari e cosí via. Sí, certamente é vero. Negli Stati Uniti vige la regola del “piú grande é e meglio é” senza neanche molto riguardo per la qualitá. Significa che la gente mangia porzioni fatte solitamente per due e che quel che mangia per di piú é squilibrato dal punto di vista nutrizionale. Da qui si fa in fretta: assumere ogni giorno due o tre volte le calorie necessarie a una vita che si fa sempre piú sedentaria non puó che portare all’obesitá. E’ un problema che peró, malgrado sia ancora un pochino nascosto, riguarda anche noi italiani. Sí, perché quanti italiani fanno una vita molto attiva? E quanti mangiano antipasto, primo, secondo? E quanti mangiano questi piatti prendendoli magari giá pronti ossia piú ricchi di sale e grassi? C’é poco da dire, anche noi italiani stiamo imboccando una brutta, bruttissima strada. Se si guardano le statistiche nelle scuole, si nota che i bambini in sovrappeso e obesi aumentano sensibilmente col passare del tempo. Come si puó correre ai ripari? Ovviamente bisogna affrontare il problema da piú punti in modo da non dovere essere troppo radicali su nessuno. Prima di tutto bisogna cercare di muoversi di piú magari faccendo una passeggiata serale o un pó di corsa. Per chi non ha problemi a iscriversi in palestra, anche quest’ultima é un’ottima idea. Ma basta un qualsiasi sport, anche fatto a livello molto leggere per consumare quel “di piú” che generalmente si accumula. Secondariamente é necessario esaminare cosa e quanto si mangia provilegiando i piatti unici, le verdure (ricordatevi di mangiare l’insalata PRIMA del resto), e eliminando appena possibile i piatti pronti e gli snack industriali (davvero deleteri). Portatevi un pezzo di pane e cioccolato fondente che é meglio! Se volete avere un’idea delle calorie che ingerite nei vostri pasti potete guardare QUI. Se invece avete dei dubbi che riguardano la vostra dieta vi consiglio di lasciare la domanda alla dietologa. Tranquilli é gratis… approfittatene perché non essere sovrappeso non solo é bello ma fa anche bene alla salute!

Addio alle calorie?

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione) by Lebkuchen on 21-09-2007

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Pare che l’Unione Europea ce l’abbia con le calorie.

In seguito a nuove direttive sulle etichette dei prodotti, sembra infatti che entro il 2009 l’annotazione delle calorie sui prodotti debba essere sostituita dal Joule.

Per chi non lo sapesse, 1 kcal = 4185,5 J, almeno per abituarsi all’idea..

La cosa buona è che dovranno conformarsi anche i prodotti che attirano il pubblico con i loghi ingannevoli o con i famosi “senza grassi”, “senza zuccheri” e “ricchi di fibre” vari.

Si rischiano multe salate se si decide di dare informazioni false sui propri prodotti. Il che mi sembra davvero un buon passo avanti. Almeno per noi.

Immagino già quali atroci sconvolgimenti ci saranno per tutti coloro che sono perennemente a dieta e dovranno allinearsi alle direttive europee.

Menomale, ho una scusa in più per non rimettermi a dieta.

Etta

Link utili (ancora per poco):

- calorie alimenti

Un tocco d’oriente: hummus e falafel (o felafel)

Filed Under (curiosità, piatti etnici, ricette) by Lebkuchen on 17-09-2007

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Italiani, radicati alla cucina di casa che difendono a denti stretti pasta e pizza.

Ma molti non disdegnano i sapori lontani e le cucine straniere. Ed ecco che prendono sempre più piede i ristoranti etnici, crescono come funghi locali cinesi, arabi, spagnoli, giapponesi. E l’italiano del sabato sera sostituisce la piadina o il panino con la salsiccia delle 4.30 con una pita ripiena di kebab o un ghiros.

Conoscere nuove culture e assaporare pietanze nuove non può certo far male.
E non potevo non dedicare qualche post alle ricette e ai piatti lontani dalla nostra tradizione, che stanno però diventando in casa nostra sempre meno sconosciuti.

Cominciamo quindi con due piatti d’origine mediorentale: i falafel (o felafel) e l’hummus (humus, o anche hommus) .

falafel.gifI Falafel non sono molto lontani dalle nostre care amate polpette di carne, almeno nell’aspetto

Solo che al posto della carne tritata, i felafel sono fatti di ceci (ma si usano anche le fave), insieme ad aglio, cipolla e coriandolo.

Possono quindi anche essere degli ottimi sostituti delle polpette di carne in una dieta vegetariana.

Ecco la ricetta dei falafel:

  • 350 g di ceci secchi
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 2 cucchiaini di cumino
  • 1 cucchiaino di coriandolo tritato
  • pepe
  • sale
  • olio

Prima cosa da fare: tenere i ceci in acqua per almeno una notte, per farli ammorbidire.

Quindi togliete la pelle e tritate in un mixer i ceci, l’aglio, la cipolla, il prezzemolo, il coriandolo, il cumino, il sale e il pepe, fino ad ottenere un composto fine ed omogeneo. Lasciate quindi riposare per circa 30 minuti.

Trascorso questo tempo, formate delle polpette con l’impasto precedentemente preparato, schiacciandole leggermente, quindi lasciate riposare i falafel per almeno un’ora in frigo.

Questo tempo serve a rendere i falafel compatti e fermi, per evitare che si rompano durante la cottura.

I falafel vanno fritti in una padella o in un wok con dell’olio di semi fino a che non saranno ben dorati.

hummus.gifPassiamo quindi all’hummus, che in arabo vuol dire letteralmente “ceci”.

L’hummus è un piatto largamente diffuso nell’area del medioriente, fino a paesi come Turchia e Grecia.

Viene preparato riducendo a crema i ceci e aggiungendo aglio, limone, olio, paprika, cumino e prezzemolo.Solitamente all’hummus viene aggiunto anche del tahineh, o tahina, o tahini, ovvero una pasta fatta con i semi di sesamo.

Per intero, ecco la ricetta dell’hummus:

  • 500 g di ceci
  • 1 spicchio d’aglio
  • il succo di due limoni
  • paprika e/o peperoncino
  • 2 cucchiai rasi di olio
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 mazzetto di prezzemolo

Bisogna frullare finemente i ceci, quindi aggiungere il resto degli ingredienti e frullare finchè il tutto si sarà ridotto ad una pasta omogenea e cremosa, aggiungendo se necessario dell’acqua. L’hummus può essere servito in ciotoline, decorato con prezzemolo tritato e paprika e accompagnato da crostini di pane.

Stasera provo a fare del pane pita (o pitta), ovvero il pane arabo che solitamente viene farcito con i felafel. Poi vi racconto com’è andata.

As-salam alaikum a tutti voi.

Etta

Link utili:
- valori nutrizionali cipolle
- valori nutrizionali sesamo

La cucina Macrobiotica

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione, ricette) by Lebkuchen on 19-07-2007

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Sicuramente tutti ne abbiamo sentito parlare almeno una volta, soprattutto negli ultimi tempi.

Dal canto mio, ho sempre pensato e sostenuto che fosse una moda, uno stile di vita, “mangio macrobiotico”, perchè è figo, e se lo dico con la R moscia fa ancora più effetto. Vuoi mettere?

Io Mangio MacVobiotico.”

Che classe.

Poi la mia città adottiva (Urbino), mi ha dato modo di conoscere un po’ meglio questo mondo macrobiotico, anche se in realtà non ho mai avuto il coraggio di andare a mangiare a quel famoso “Punto Macrobiotico” che ormai sta conquistando l’Italia quasi peggio dei negozi di abbigliamento cinesi.

In ogni caso, mi sono dovuta ricredere..c’è chi ci crede davvero in questo macrobiotico. Certo, a vederli fanno un pò senso per quanto sono pallidi e smagriti (non tutti, ovviamente, credo siano quelli più infervorati e con un metabolismo più vorace), ma ho pensato che se è diventato uno stile di vita più che una semplice dieta, qualcosa di semifilosofico ci dev’essere dietro..

Quindi, che cos’è la cucina macrobiotica?

Il termine macrobiotico deriva dalle parole greche makros (lungo, grande) e bios (vita): lunga vita, vivere una grande vita, vita piena.

La cultura alimentare macrobiotica si basa su una antica filosofia orientale (di quasi 5000 anni) , che considera l’intero universo, e le sue creature, governato dall’equilibrio di opposti contrari e complementari, i famosi Yin e Yang. Ogni alimento, secondo la filosofia macrobiotica, appartiene a una di queste due forze, e di conseguenza, il cibo diventa per l’uomo il mezzo fondamentale per l’equilibrio tra la mente e il corpo.

einf5a.gifYin e Yang

Gli alimenti Yin sono quelli caratterizzati da un sapore forte, molto dolci, piccanti, saporiti, amari o acidi, mentre gli alimenti Yang quelli più delicati, salati, dal sapore poco forte.

I cibi più bilanciati sono però i cereali, i legumi, la verdura (non tutta), le alghe, i grassi che derivano dai semi.

L’accostamento dei cibi, la cottura, le modalità di preparazione sono quasi dei “rituali” da seguire, con regole precise e importantissime.

Ad esempio:

  • il pane deve lievitare naturalmente senza lieviti chimici;
  • le verdure devono essere tagliate e cotte in poco olio e acqua;
  • d’inverno bisogna consumare cibi Yang, e viceversa;
  • frutta e verdure vanno consumate con la buccia, e pulite utilizzando una particolare spazzola;
  • i condimenti devono essere tutti naturali;
  • sono banditi i prodotti industriali, chimici e raffinati industrialmente;
  • le alghe devono essere lavate bene in acqua fredda e fatte ammorbidire in ammollo;
  • bisogna evitare l’utilizzo di pentolame e accessori in alluminio perchè contaminerebbero gli alimenti, preferendo invece terracotta, acciaio inossidabile e legno;
  • preferire alimenti biologici, sani e di stagione, eliminando verdure congelate e frutta esotica;
  • evitare l’utilizzo di spezie , scegliendo solo sale marino naturale;
  • eliminare latte e derivati (è ammesso quello di soia), verdura che altera l’acidità dello stomaco;
  • ridurre il consumo di carne, preferendo il pesce.

Ovviamente questi sono solo alcuni, visto che non ho seguito un corso veloce nè comprato alcun libro..

A livello nutrizionale, non credo sia una dieta molto sana, visto che si eliminano molti nutrienti ed è molto simile ad altre diete vegane. Ma in quanto alla perdita di peso, non c’è alcun dubbio, visto che i pasti macrobiotici apportano molte meno calorie di quelli normali.

Ma il macrobiotico non è una dieta dimagrante, e non si può diventare macrobiotici per arrivare in forma alla prova costume. E’ uno stile di vita. Che poi uno ci creda o no, o lo faccia davvero solo per seguire la moda, non è affar nostro.

Sicuramente però, credo che sia stato merito del macrobiotico il diffondersi di alimenti prima totalmente sconosciuti, e forse anche un pochino schifati, come il tofu, le gallette di riso, le alghe, con tutte le ricette che ne conseguono.

A proposito, ecco una bella ricetta macrobiotica. Nei prossimi giorni ve ne posterò altre:

Crema di lenticchie

- 200 gr di lenticchie
- 2 carote
- 2 cipolle
- 1 gambo di sedano
- 2 cucchiai di olio di semi di sesamo
- 1 cucchiaio di tamari
- sale marino

Tenere le lenticchie a bagno per circa 9 ore.
Lavare e tagliare la carota e il sedano a pezzetti piccoli e unirli alle lenticchie. Intanto, in una casseruolla, far rosolare la cipolla tagliata con dell’olio di semi di sesamo.
Aggiungere quindi le lenticchie e le verdure insieme all’acqua di bagno, salare e cuocere a fuoco medio e con il coperchio per almeno un’ora.
Quando la zuppa è pronta, passarla con un passaverdure, condire con del tamari e servire con delle fette di pane integrale tostato.

Bene. Per il momento il viaggio all’interno del macrobiotico finisce qui.

Ma vi lascio con il sorridente faccione del pionere del Macrobiotico, tale Georges Ohsawa, la cui foto sembra padroneggi sulle pareti dei punti macrobiotici in giro per il mondo.

Bho, a me sembra simpatico, tutto felice..

ohsawa.GIF

Siete sicuri che sto tizio mangiava Macrobiotico?

Etta

P.S: Mi farebbe molto piacere se qualcuno dedito al macrobiotico che si trovasse a passare di qui lasciasse un proprio parere..anche un “vaffa”, tanto ormai la cassazione ha detto che non è un’offesa :P

Io, tu e il cocomero.

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione) by admin on 12-07-2007

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La notizia bomba di oggi è che sono ufficialmente a dieta.

La notizia secondaria è che ho fame.

La terza notizia è che ho veramente fame.

L’ ultima notizia è che ho scoperto l’unica cosa che riesce a farmi felice con questo caldo e con ’sta storia della dieta: il cocomero.

So di non aver scoperto niente di nuovo, ma per una piccola donna alle prese con una dieta in pieno luglio, queste sono le piccole cose che rendono felice.

Come al solito, dopo essermi strafogata, ho fatto la mia solita ricerchina per conoscere un pò meglio ’sto cocomero..

Nome Scientifico: Cucurbita Citrullus, conosciuto anche come Anguria, melone d’acqua (watermelon in inglese) o “lu citron” per i compatrioti Abruzzesi.

Proprietà: elevato contenuto d’acqua (circa il 90%), ergo ottimo potere dissetante. Talmente dissetante che da quando ho iniziato m’è scappata due volte. Ma il cocomero apporta anche vitamina C, potassio e vitamina A. Gli zuccheri sono presenti per circa l’8%.

La storia: originario dell’afosa Africa tropicale, dove cresce ancora oggi in maniera spontanea, è stato coltivato ed apprezzato da molte popolazioni antiche, a partire dagli Egiziani. Merito poi dei crociati la diffusione in Europa, dove viene oggi ampiamente coltivato (oltre ad altri paesi come gli Stati Uniti, il Brasile e la Russia).

Poi è arrivata mamma a rovinarmi la festa..

“Non ne mangiare tanto che ti blocca la digestione!”

Mi blocca la digestione? Ma come fa il cocomero a bloccarmi la digestione?

Bhe, in realtà non è il cocomero che blocca la digestione, bensì tutta quell’acqua che c’è dentro che, diluendo i succhi gastrici, rallenta i processi digestivi.

Certo..se ti mangi 4 fette di cocomero dopo 3 piatti di gnocchi, qualcosa di strano ti succede, è inevitabile..

Gli Altri Usi Del Cocomero (consigliati da Etta)

La guerra con i semini.
Chi non la conosce? Consiglio però di farla all’aria aperta e fuori dal cortile, onde evitare la furia delle mamme, o chi per loro. Basta farsi una scorta di semini di cocomero in bocca e sputacchiarli a mò di mitragliatrice agli avversari. Poco etico, ma dopo i gavettoni, sicuramente il gioco migliore dell’estate.

Lavaggi del viso.
C’è chi sostiene che il cocomero aiuti a rendere la pelle del viso più pulita e idratata. Pare che giovi strofinare il bianco del cocomero sul viso . Comunque, il lavaggio che intendevo io è quello derivato dal mancato uso del coltello e della forchetta, inevitabile se si vuole mangiare il cocomero a morsi. Anche questa pratica ha i suoi perchè in estate.
Provare per credere.

In cucina.
Personalmente lo preferisco al naturale, ma ve lo consiglio a mò di macedonia con del cioccolato fondente grattugiato e del liquore, oppure servito a cubetti piccoli con del gelato al fior di latte.

Poi ci sarebbe anche un altro uso..se siete capaci..

 

scultura.jpg

Se ci riuscite, mandatemi le foto che facciamo una sezione sui piccoli mostri capolavori che riuscite ad intagliare nel cocomero..

Occhio alle mani però.

E alla vescica.

Etta

La dieta del gelato

Filed Under (diete e alimentazione) by admin on 08-07-2007

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Caldo. Torrido e soffocante.

Sonnolenza, giramenti di testa, voglia di non fare niente.

L’unica cosa che potrebbe tirarmi sù sarebbe un bel gelato.

Però:

- in freezer non ci sono gelati,

- fa troppo caldo per uscire a comprarli,

- fa troppo caldo per mettermi in cucina a fare il gelato in casa.

Soluzione? Mi rinfresco con un bicchiere d’acqua e vado a spasso per internet cercando immagini di freschi gelati e sorbetti facendomi tanto male psicologico.

Ma, un attimo..quella cos’è?

La dieta del gelato?!

All’improvviso, si apre un mondo.

…..Mi viene in mente l’immagine di mestessa che si strafoga di gelati tutto il giorno e non ingrassa, anzi, dimagrisce!

Una di quelle scene in stile pubblicità di centri estetici, in cui io con tutto il muso imbrattato di gelato al cioccolato sorrido entusiasta alla mestessa che guarda da fuori….

No no, fermi tutti..sto correndo troppo.

Meglio tornare in questo afoso mondo reale e approfondire piuttosto questo bell’argomento.

Che cos’è la dieta del gelato?

A detta di molti, sarebbe la migliore soluzione estiva al caldo e al controllo della linea, soprattutto per quei tipi piuttosto golosi a cui piace concedersi il piacere del gelato.

Dal canto suo, il gelato è un alimento molto completo, che riesce ad apportare nella dieta grassi, proteine ad alto valore biologico (quelle del latte e quelle delle uova) ,vitamine (soprattutto vitamina A e la vitamina B2), zuccheri ad assorbimento rapido e altri micronutrienti come fosforo e calcio.

E’ la dieta ideale anche per chi lavora duramente fin nei mesi estivi e mangia fuori casa: un buon gelato è un ottimo sostituto del pranzo e in più regala momenti di estasi.

Come funziona la dieta del gelato?

Le diete del gelato proposte dai vari nutrizionisti mi sembrano tutte più o meno simili, e prevedono il gelato come sostituto del pranzo, per un apporto calorico giornaliero totale di circa 1200/1300 kcal, reintegrando a cena i buoni sani carboidrati sempre cari a noi italiani. Per intenderci: una colazione leggera con succo di frutta, the, latte freddo o yogurt, spuntino con frutta fresca o succo di frutta, pranzo con un bel gelato, merenda con yogurt o frutta e a cena una pasta leggera (magari ricotta, vongole o pomodori freschi) o del riso, un pò di carne o pesce e l’insalata.

Si segue solitamente per una settimana, massimo due..il problema è che dopo 2 settimane anche una bella dieta alternativa come questa diventa un po’ pesante.

Chi segue un’altra dieta ipocalorica può permettersi il piacere di un gelato?

Bella domanda. Non si direbbe neanche che l’ho fatta io.

I Signori Dottori Esperti Nutrizionisti dicono che è possibile, naturalmente non esagerando nelle dosi e prediligendo i gelati alla frutta, cioè a base d’acqua, poichè quelli alla crema, contenendo latte, panna e uova, hanno un apporto calorico maggiore: 100 gr di gelato alle creme equivalgono a circa 230 kcal (ma anche fino a 280 kcal) , mentre quello alla frutta conta circa 130 kcal per quello a base d’acqua e poco di più per quelli a base di latte.

Comunque, che sfiga..

Sono mesi che dico che voglio mettermi a dieta. Ora che avevo trovato la dieta che fa per me, non la posso cominciare perchè non ho il gelato.

Vorrà dire che domani comincerò la dieta della Nutella (o quella della Mortadella, devo ancora decidere), ma mi concederò un gelato ogni tanto.

Giusto per non essere troppo ferrei.
Etta

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Arriva il nuovo conta calorie di Etta!

Filed Under (Senza categoria) by admin on 02-05-2007

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Signori..da questa notte (ore 3.09, e si sentono!) è online la nuova versione del mio sito, frutto di grande fatica e sudore inaudito..(più varie imprecazioni e martellate varie al photoshop).

La novità principale è la possibilità di registrarsi e creare schede con tabelle nutrizionali personalizzate utili alla dieta, con dei conta calorie personalizzabili a seconda delle esigenze.

Se solo lo avessi inventato quando serviva a me il contacalorie, invece di dover andare in giro per giorni solo per contare quante calorie avevo ingerito al matrimonio di mio cugino -_-’

Bhe, comunque, spero vi possa essere utile..fatemi sapere.

p.s: sfortunatamente ora che ho “finito” con il lavoro peggiore del sito, posso dedicarmi un pò di più al blog.

Festeggiate più tardi, grazie.

tn98.jpg

P.S.: Se vi interessa, date anche uno sguardo a questo articolo sulla Dieta conta calorie