La cucina Macrobiotica

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione, ricette) by Lebkuchen on 19-07-2007

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Sicuramente tutti ne abbiamo sentito parlare almeno una volta, soprattutto negli ultimi tempi.

Dal canto mio, ho sempre pensato e sostenuto che fosse una moda, uno stile di vita, “mangio macrobiotico”, perchè è figo, e se lo dico con la R moscia fa ancora più effetto. Vuoi mettere?

Io Mangio MacVobiotico.”

Che classe.

Poi la mia città adottiva (Urbino), mi ha dato modo di conoscere un po’ meglio questo mondo macrobiotico, anche se in realtà non ho mai avuto il coraggio di andare a mangiare a quel famoso “Punto Macrobiotico” che ormai sta conquistando l’Italia quasi peggio dei negozi di abbigliamento cinesi.

In ogni caso, mi sono dovuta ricredere..c’è chi ci crede davvero in questo macrobiotico. Certo, a vederli fanno un pò senso per quanto sono pallidi e smagriti (non tutti, ovviamente, credo siano quelli più infervorati e con un metabolismo più vorace), ma ho pensato che se è diventato uno stile di vita più che una semplice dieta, qualcosa di semifilosofico ci dev’essere dietro..

Quindi, che cos’è la cucina macrobiotica?

Il termine macrobiotico deriva dalle parole greche makros (lungo, grande) e bios (vita): lunga vita, vivere una grande vita, vita piena.

La cultura alimentare macrobiotica si basa su una antica filosofia orientale (di quasi 5000 anni) , che considera l’intero universo, e le sue creature, governato dall’equilibrio di opposti contrari e complementari, i famosi Yin e Yang. Ogni alimento, secondo la filosofia macrobiotica, appartiene a una di queste due forze, e di conseguenza, il cibo diventa per l’uomo il mezzo fondamentale per l’equilibrio tra la mente e il corpo.

einf5a.gifYin e Yang

Gli alimenti Yin sono quelli caratterizzati da un sapore forte, molto dolci, piccanti, saporiti, amari o acidi, mentre gli alimenti Yang quelli più delicati, salati, dal sapore poco forte.

I cibi più bilanciati sono però i cereali, i legumi, la verdura (non tutta), le alghe, i grassi che derivano dai semi.

L’accostamento dei cibi, la cottura, le modalità di preparazione sono quasi dei “rituali” da seguire, con regole precise e importantissime.

Ad esempio:

  • il pane deve lievitare naturalmente senza lieviti chimici;
  • le verdure devono essere tagliate e cotte in poco olio e acqua;
  • d’inverno bisogna consumare cibi Yang, e viceversa;
  • frutta e verdure vanno consumate con la buccia, e pulite utilizzando una particolare spazzola;
  • i condimenti devono essere tutti naturali;
  • sono banditi i prodotti industriali, chimici e raffinati industrialmente;
  • le alghe devono essere lavate bene in acqua fredda e fatte ammorbidire in ammollo;
  • bisogna evitare l’utilizzo di pentolame e accessori in alluminio perchè contaminerebbero gli alimenti, preferendo invece terracotta, acciaio inossidabile e legno;
  • preferire alimenti biologici, sani e di stagione, eliminando verdure congelate e frutta esotica;
  • evitare l’utilizzo di spezie , scegliendo solo sale marino naturale;
  • eliminare latte e derivati (è ammesso quello di soia), verdura che altera l’acidità dello stomaco;
  • ridurre il consumo di carne, preferendo il pesce.

Ovviamente questi sono solo alcuni, visto che non ho seguito un corso veloce nè comprato alcun libro..

A livello nutrizionale, non credo sia una dieta molto sana, visto che si eliminano molti nutrienti ed è molto simile ad altre diete vegane. Ma in quanto alla perdita di peso, non c’è alcun dubbio, visto che i pasti macrobiotici apportano molte meno calorie di quelli normali.

Ma il macrobiotico non è una dieta dimagrante, e non si può diventare macrobiotici per arrivare in forma alla prova costume. E’ uno stile di vita. Che poi uno ci creda o no, o lo faccia davvero solo per seguire la moda, non è affar nostro.

Sicuramente però, credo che sia stato merito del macrobiotico il diffondersi di alimenti prima totalmente sconosciuti, e forse anche un pochino schifati, come il tofu, le gallette di riso, le alghe, con tutte le ricette che ne conseguono.

A proposito, ecco una bella ricetta macrobiotica. Nei prossimi giorni ve ne posterò altre:

Crema di lenticchie

- 200 gr di lenticchie
- 2 carote
- 2 cipolle
- 1 gambo di sedano
- 2 cucchiai di olio di semi di sesamo
- 1 cucchiaio di tamari
- sale marino

Tenere le lenticchie a bagno per circa 9 ore.
Lavare e tagliare la carota e il sedano a pezzetti piccoli e unirli alle lenticchie. Intanto, in una casseruolla, far rosolare la cipolla tagliata con dell’olio di semi di sesamo.
Aggiungere quindi le lenticchie e le verdure insieme all’acqua di bagno, salare e cuocere a fuoco medio e con il coperchio per almeno un’ora.
Quando la zuppa è pronta, passarla con un passaverdure, condire con del tamari e servire con delle fette di pane integrale tostato.

Bene. Per il momento il viaggio all’interno del macrobiotico finisce qui.

Ma vi lascio con il sorridente faccione del pionere del Macrobiotico, tale Georges Ohsawa, la cui foto sembra padroneggi sulle pareti dei punti macrobiotici in giro per il mondo.

Bho, a me sembra simpatico, tutto felice..

ohsawa.GIF

Siete sicuri che sto tizio mangiava Macrobiotico?

Etta

P.S: Mi farebbe molto piacere se qualcuno dedito al macrobiotico che si trovasse a passare di qui lasciasse un proprio parere..anche un “vaffa”, tanto ormai la cassazione ha detto che non è un’offesa :P

Io, tu e il cocomero.

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione) by admin on 12-07-2007

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La notizia bomba di oggi è che sono ufficialmente a dieta.

La notizia secondaria è che ho fame.

La terza notizia è che ho veramente fame.

L’ ultima notizia è che ho scoperto l’unica cosa che riesce a farmi felice con questo caldo e con ’sta storia della dieta: il cocomero.

So di non aver scoperto niente di nuovo, ma per una piccola donna alle prese con una dieta in pieno luglio, queste sono le piccole cose che rendono felice.

Come al solito, dopo essermi strafogata, ho fatto la mia solita ricerchina per conoscere un pò meglio ’sto cocomero..

Nome Scientifico: Cucurbita Citrullus, conosciuto anche come Anguria, melone d’acqua (watermelon in inglese) o “lu citron” per i compatrioti Abruzzesi.

Proprietà: elevato contenuto d’acqua (circa il 90%), ergo ottimo potere dissetante. Talmente dissetante che da quando ho iniziato m’è scappata due volte. Ma il cocomero apporta anche vitamina C, potassio e vitamina A. Gli zuccheri sono presenti per circa l’8%.

La storia: originario dell’afosa Africa tropicale, dove cresce ancora oggi in maniera spontanea, è stato coltivato ed apprezzato da molte popolazioni antiche, a partire dagli Egiziani. Merito poi dei crociati la diffusione in Europa, dove viene oggi ampiamente coltivato (oltre ad altri paesi come gli Stati Uniti, il Brasile e la Russia).

Poi è arrivata mamma a rovinarmi la festa..

“Non ne mangiare tanto che ti blocca la digestione!”

Mi blocca la digestione? Ma come fa il cocomero a bloccarmi la digestione?

Bhe, in realtà non è il cocomero che blocca la digestione, bensì tutta quell’acqua che c’è dentro che, diluendo i succhi gastrici, rallenta i processi digestivi.

Certo..se ti mangi 4 fette di cocomero dopo 3 piatti di gnocchi, qualcosa di strano ti succede, è inevitabile..

Gli Altri Usi Del Cocomero (consigliati da Etta)

La guerra con i semini.
Chi non la conosce? Consiglio però di farla all’aria aperta e fuori dal cortile, onde evitare la furia delle mamme, o chi per loro. Basta farsi una scorta di semini di cocomero in bocca e sputacchiarli a mò di mitragliatrice agli avversari. Poco etico, ma dopo i gavettoni, sicuramente il gioco migliore dell’estate.

Lavaggi del viso.
C’è chi sostiene che il cocomero aiuti a rendere la pelle del viso più pulita e idratata. Pare che giovi strofinare il bianco del cocomero sul viso . Comunque, il lavaggio che intendevo io è quello derivato dal mancato uso del coltello e della forchetta, inevitabile se si vuole mangiare il cocomero a morsi. Anche questa pratica ha i suoi perchè in estate.
Provare per credere.

In cucina.
Personalmente lo preferisco al naturale, ma ve lo consiglio a mò di macedonia con del cioccolato fondente grattugiato e del liquore, oppure servito a cubetti piccoli con del gelato al fior di latte.

Poi ci sarebbe anche un altro uso..se siete capaci..

 

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Se ci riuscite, mandatemi le foto che facciamo una sezione sui piccoli mostri capolavori che riuscite ad intagliare nel cocomero..

Occhio alle mani però.

E alla vescica.

Etta

La dieta del gelato

Filed Under (diete e alimentazione) by admin on 08-07-2007

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Caldo. Torrido e soffocante.

Sonnolenza, giramenti di testa, voglia di non fare niente.

L’unica cosa che potrebbe tirarmi sù sarebbe un bel gelato.

Però:

- in freezer non ci sono gelati,

- fa troppo caldo per uscire a comprarli,

- fa troppo caldo per mettermi in cucina a fare il gelato in casa.

Soluzione? Mi rinfresco con un bicchiere d’acqua e vado a spasso per internet cercando immagini di freschi gelati e sorbetti facendomi tanto male psicologico.

Ma, un attimo..quella cos’è?

La dieta del gelato?!

All’improvviso, si apre un mondo.

…..Mi viene in mente l’immagine di mestessa che si strafoga di gelati tutto il giorno e non ingrassa, anzi, dimagrisce!

Una di quelle scene in stile pubblicità di centri estetici, in cui io con tutto il muso imbrattato di gelato al cioccolato sorrido entusiasta alla mestessa che guarda da fuori….

No no, fermi tutti..sto correndo troppo.

Meglio tornare in questo afoso mondo reale e approfondire piuttosto questo bell’argomento.

Che cos’è la dieta del gelato?

A detta di molti, sarebbe la migliore soluzione estiva al caldo e al controllo della linea, soprattutto per quei tipi piuttosto golosi a cui piace concedersi il piacere del gelato.

Dal canto suo, il gelato è un alimento molto completo, che riesce ad apportare nella dieta grassi, proteine ad alto valore biologico (quelle del latte e quelle delle uova) ,vitamine (soprattutto vitamina A e la vitamina B2), zuccheri ad assorbimento rapido e altri micronutrienti come fosforo e calcio.

E’ la dieta ideale anche per chi lavora duramente fin nei mesi estivi e mangia fuori casa: un buon gelato è un ottimo sostituto del pranzo e in più regala momenti di estasi.

Come funziona la dieta del gelato?

Le diete del gelato proposte dai vari nutrizionisti mi sembrano tutte più o meno simili, e prevedono il gelato come sostituto del pranzo, per un apporto calorico giornaliero totale di circa 1200/1300 kcal, reintegrando a cena i buoni sani carboidrati sempre cari a noi italiani. Per intenderci: una colazione leggera con succo di frutta, the, latte freddo o yogurt, spuntino con frutta fresca o succo di frutta, pranzo con un bel gelato, merenda con yogurt o frutta e a cena una pasta leggera (magari ricotta, vongole o pomodori freschi) o del riso, un pò di carne o pesce e l’insalata.

Si segue solitamente per una settimana, massimo due..il problema è che dopo 2 settimane anche una bella dieta alternativa come questa diventa un po’ pesante.

Chi segue un’altra dieta ipocalorica può permettersi il piacere di un gelato?

Bella domanda. Non si direbbe neanche che l’ho fatta io.

I Signori Dottori Esperti Nutrizionisti dicono che è possibile, naturalmente non esagerando nelle dosi e prediligendo i gelati alla frutta, cioè a base d’acqua, poichè quelli alla crema, contenendo latte, panna e uova, hanno un apporto calorico maggiore: 100 gr di gelato alle creme equivalgono a circa 230 kcal (ma anche fino a 280 kcal) , mentre quello alla frutta conta circa 130 kcal per quello a base d’acqua e poco di più per quelli a base di latte.

Comunque, che sfiga..

Sono mesi che dico che voglio mettermi a dieta. Ora che avevo trovato la dieta che fa per me, non la posso cominciare perchè non ho il gelato.

Vorrà dire che domani comincerò la dieta della Nutella (o quella della Mortadella, devo ancora decidere), ma mi concederò un gelato ogni tanto.

Giusto per non essere troppo ferrei.
Etta

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Arriva il nuovo conta calorie di Etta!

Filed Under (Senza categoria) by admin on 02-05-2007

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Signori..da questa notte (ore 3.09, e si sentono!) è online la nuova versione del mio sito, frutto di grande fatica e sudore inaudito..(più varie imprecazioni e martellate varie al photoshop).

La novità principale è la possibilità di registrarsi e creare schede con tabelle nutrizionali personalizzate utili alla dieta, con dei conta calorie personalizzabili a seconda delle esigenze.

Se solo lo avessi inventato quando serviva a me il contacalorie, invece di dover andare in giro per giorni solo per contare quante calorie avevo ingerito al matrimonio di mio cugino -_-’

Bhe, comunque, spero vi possa essere utile..fatemi sapere.

p.s: sfortunatamente ora che ho “finito” con il lavoro peggiore del sito, posso dedicarmi un pò di più al blog.

Festeggiate più tardi, grazie.

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P.S.: Se vi interessa, date anche uno sguardo a questo articolo sulla Dieta conta calorie

Non rinunciamo ai peccati di gola. Fulminiamoli.

Filed Under (Senza categoria, gadgets) by admin on 03-04-2007

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Ecco un’invenzione degna delle cavolate dei giapponesi.

Ma io, sinceramente, più che geniale lo considero un modo per torturarsi, ed un pretesto per poter fuggire al più vicino supermercato per comprarsi una scatola formato famiglia di cioccolatini, buttando via 5 mesi di sacrificatissima dieta, solo per esasperazione.

Il fantastico prodotto si chiama Shockulate Vault.

shocklate-vault.bmp

In pratica è una sorta di barattolino, forse stregato, posseduto forse dal dio delle diete, munito di un simpaticissimo timer.

Se cercate di forzare il coperchio per mangiarvi le schifezzuole racchiuse al suo interno, in un orario diverso da quello in cui potreste mangiare, il barattolino vi regalerà una simpaticissima scarica elettrica, naturalmente a basso voltaggio, che dovrebbe farvi cambiare idea.

Qualcuno ha detto al riguardo di questo gioiello di tecnologia ed utilità:

” ..che vi distoglierà dall’intento di divorare un intero barattolo di dolciumi..”

Signore, non so voi, ma se io avessi un gadget del genere, e se prendessi (perchè vi assicuro che la prenderei..) la scossa per più di 2 volte, giurerei feroce vendetta, mangiandomi tutto il contenuto, e forse anche il timer, non appena quel coso si apre.

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