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Tortino di Carciofi
Postato da viola | nella categoria ricette con foto
Tortino di carciofi
Ingredienti: 8 carciofi -1 kg di patate - 15 Olive verdi - un pugno di capperi -aglio 1 spicchio - Prezzemolo tritato - 5 scalogni - parmigiano 40 g. -pecorino 60 g. - Pangrattato 50 g. - 1 bicchiere di vino bianco - Olio


Iniziate con la preparazione del composto. Tritate, finemente e separatamente, scalogno, prezzemolo, capperi, olive e aglio; successivamente incorporateli e aggiungete parmigiano, pecorino, pangrattato, tre cucchiai di olio e un bicchiere di vino bianco secco. Girate bene affinché il tutto diventi omogeneo e lasciate riposare. Passate poi alla pulizia delle verdure.

Mondare i carciofi fino a ottenere solo il cuore e fino a dove risulta tenero. Evitare accuratamente di usare le parti eccessivamente fibrose del carciofo. Tagliare i cuori di carciofo sottilmente e metterli in una bacinella coperti di acqua con il succo di un limone. Quindi pulire le patate e tagliarle a rondelle dello stesso spessore. Il diametro invece può essere differente.
A questo punto prendete una teglia e ricoprite il fondo con uno strato di patate, uno strato di carciofi e uno strato del composto. Procedete fino a esaurimento degli ingredienti.




Coprite la teglia con la stagnola e mettete a cuocere in forno per circa 50/60 minuti a temperatura media. Si può anche cuocere sul fuoco se disponete di una buona pentola e di un buon coperchio.
Come fare un buon soufflè
Postato da admin | nella categoria ricette, curiosità
Avete mai provato a fare un soufflè? O avete mai visto nei film quelle signore americane che si cimentano ai fornelli,cercando di preparare un bel soufflè, magari per la cenetta romantica con il maritino, quando poi si disperano aprendo il forno e notando che si è completamente sgonfiato?
Ma soprattutto, sapete cos’è un soufflè?
Il soufflè è costituito da un denso impasto di farina, burro, latte e tuorli d’uova, unito poi agli albumi montati a neve.
La ricetta del soufflè:
- 3 uova
- 25 g di burro
- 3 cucchiai di farina
- 150 ml di latte
- 75 g di formaggio grattugiato
- sale e pepe
E’ sempre bene scegliere una pentola abbastanza grande da contenere non solo l’impasto, ma anche gli albumi montati.
Separate le uova e lasciate intiepidire gli albumi a temperatura ambiente e in un recipiente coperto. Fate fondere il burro in un tegame abbastanza largo da contenere tutti gli ingredienti. Unite la farina e cuocete piano e mescolando per 2-3 minuti. Incorporate quindi poco a poco il latte all’impasto e fate bollire per circa un minuto, mescolando di continuo ottenendo così una crema liscia e morbida.
Riducete il fuoco e aggiungete il formaggio grattugiato, sempre mescolando. Non riscaldate troppo la miscela, altrimenti il formaggio si scioglie e diventa troppo filamentoso.
Lasciate raffreddare il tutto, poi aggiungete i tuorli, sbattuti uno alla volta. Salate, coprite l’impasto e lasciatelo da parte.
In una terrina larga montate intanto gli albumi a neve, usando una frusta o un mixer elettrico (se non volete slogarvi il polso come tocca fare a me di solito). Versate poi gli albumi ben sbattuti nella salsa preparata in precedenza, amalgamate delicatamente, con dei movimenti avvolgenti e dal basso verso l’alto, con un cucchiaio di metallo. Versate l’impasto nella teglia imburrata e cuocete al centro del forno, a 180° per circa 30 minuti. Quando il soufflè è cotto e di colore bruno dorato, toglietelo dal forno e servitelo subito.
I piccoli segreti per un buon soufflè.
- Nel caso in cui non dovete servirlo subito, lasciatelo nel forno spento per circa 10 minuti.
- Per accettarvi che il soufflè sia cotto, inserite un coltello nella parte più gonfia: se ne esce pulito, il soufflè è pronto.
- Non aprite mai il forno durante la cottura.
- Se non avete uno stampo da soufflè, potete usare una pentola della capacità di un litro e con bordi diritti. Se volete che il soufflè riesca molto gonfio, la miscela cruda deve essere sufficiente a riempire lo stampo per 3/4, in modo da potersi gonfiare e salire oltre i bordi.
- Per servire il soufflè, utilizzate un cucchiaio da portata e affondatelo nel soufflè fino a raggiungere il bordo del recipiente. Ogni porzione dovrebbe comprendere un pezzo di crosta e un pò del centro spumoso. Prendete ogni volta una bella cucchiaiata abbondante per non danneggiare la consistenza delicata e l’aspetto del soufflè che resta nel recipiente.
Sono certa che con quest’alone di sfiga che mi fluttua intorno ultimamente, se facessi oggi un soufflè non si sgonfierebbe mica..
..esploderebbe nel forno.
Etta
Calzoni rustici con salsiccia e cipolla
Postato da admin | nella categoria ricette, ricette con foto
Caldi caldi, appena usciti dal forno.
Oggi pomeriggio mi è venuta l’improvvisa voglia di mangiare qualcosa di friabile e saporito, così mi sono rimboccata le maniche e ho preparato questi calzoni di pasta brisee ripieni con salsicce e cipolle.
Vi spiego come ho fatto, rimandandovi al prossimo post per la spiegazione dettagliata della pasta brisee (le dosi sono per due calzoni abbastanza grandi).
Come di consueto, troverete sul sito tutti gli ingredienti necessari, sia per la pasta brisee che per i calzoni con la salsiccia.
Bisogna stendere con il mattarello la pasta , ritagliandone dei dischi (aiutandosi con un piatto piano).
Nel frattempo, mettete a rosolare in una padella la salsiccia, aggiungendo un goccio d’acqua..
Potete quindi aggiungere le cipolle, e lasciare tutto a cuocere per qualche minuto..
Una volta pronte, lasciatele raffreddare, e intanto tagliate la mozzarella a fettine abbastanza sottili.
Quando la salsiccia si sarà raffreddata, potete procedere a riempire i calzoni.
Prendete i dischi di pasta brisee, stendeteli e nel centro disponete uno strato di mozzarella, la salsiccia e un’altro strato di mozzarella (metà della quantità totale, visto che dovremo realizzarne due).
Per chiudere i calzoni, sollevate il bordo superiore e portatelo verso quello inferiore, ricoprendo il condimento. Fate pressione sui bordi sovrapposti prima con i polpastrelli, poi con il dorso di una forchetta.
Ora ripiegate i bordi su loro stessi e, di nuovo, chiudeteli bene con la forchetta.
Finito con il primo, ripetete il procedimento anche per il secondo, quindi spennellateli con dell’uovo, bucateli in superficie con uno stuzzicadenti e metteteli in una teglia LEGGERMENTE imburrata (dipende da quanto amate il burro :D)
Mettete in forno e cuocete per 20/30 minuti a 180°.
Dopo la cottura, dovrebbero avere più o meno questo aspetto:
Il sapore, invece, non posso descrivervelo..
Ma spero vi piacciano
Etta
Come cucinare la pizza e ridurre l’invecchiamento (??)
Postato da admin | nella categoria pizza & affini
Che è buona lo sapevamo, ma che fa anche bene alla salute magari ci sfuggiva.
Secondo recentissimi studi americani, infatti, la pizza napoletana, stendardo della cucina italiana nel mondo, potrebbe essere addirittura un aiuto nella lotta contro i radicali liberi, i temutissimi accelleratori dell’invecchiamento.
A dire di alcuni chimici dell’alimentazione dell’Università del Maryland, l’aumento delle temperature e dei tempi di cottura della pizza alzerebbero anche i livelli degli antiossidanti presenti nell’impasto, molecole che combattono l’effetto dannoso dei radicali liberi: si parla di circa il 60% in più nelle pizze cotte in un tempo più lungo, e dell’80% in quelle cotte ad una temperatura più elevata.
A molti forse, e soprattutto agli esperti del settore, era noto che cucinare la pizza nel forno a legna ad elevata temperatura e per più tempo (riuscire a non farla bruciare poi però è un’arte), migliora l’armonia di sapori tra gli ingredienti, nonchè il gusto della pasta stessa. Bene, ora sappiamo che questo accorgimento è utile anche per trasformare la pizza in un valido aiuto contro l’invecchiamento.
Inoltre, anche la fermentazione (la “crescita” dell’impasto) rappresenterebbe un passaggio importantissimo, poichè la maggiorparte dell’aumento del livello di antiossidanti avverrebbe proprio in questo frangente, grazie alle reazioni chimiche prodotte dalla fermentazione del lievito. Insomma, lasciare l’impasto a riposo per un tempo maggiore farebbe bene sia alla pizza che agli amici antiossidanti.
Una pecca: sembra che gli studi abbiano dato maggiore rilevanza nei prodotti con farina integrale, poichè è nei componenti come la crusca che risiedono la maggior parte degli antiossidanti, che in parte si disperdono durante la fase della raffinazione delle farine. Quelle, per intenderci, che producono le farine che utilizziamo solitamente, come la “0” o la “00“.
Ma non disperiamo, magari domani ci diranno che la Nutella aumenta la libido
Etta

