Caldo caldo!

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 29-06-2008

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Mamma mia che caldo in questi giorni. E’ proprio arrivata l’estate! In realtá credo che queste settimane siano le solite due settimane caldissime di giugno. Poi a luglio agosto fará il caldo giusto: ne troppo ne troppo poco. In ogni caso quando fa cosí caldo la nostra alimentazione cambia drasticamente. Oltre ad avere, forse, un pochino meno appetito, la gente tende a cucinare poco e mangiare piatti pronti (ahi ahi) o freddi. Ricordatevi di limitare fritti e piatti troppo calorici o elaborati visto che fa caldo e di solito ci si muove poco. Questo sempre nell’ottica di mantenersi in linea e in buona salute. Oltre a consigliarvi l’aria condizionata (pure in cucina ;-) ), se non avete voglia di mangiare nel modo classico, vi consiglio uno spuntino veloce ossia a base di gelato. Il gelato contiene latte (quindi liquidi), frutta, panna, cioccolato a seconda dei gusti. Ricordatevi anche che si possono fare anche accoppiate gelato crema/frutta fresca tipo gelato al pistacchio con frutti di bosco o fragole. La cucina tipica delle nostre regioni meridionali offre anche altre idee allettanti come per esempio un Gelo di melone ! Insomma, la solita insalata di pasta o riso non son piú obbligatorie. Viziatevi con un buon dolce senza alcun rimorso di coscienza! :-P

Caldo estivo: grassi e vitamine

Filed Under (Senza categoria) by Lebkuchen on 22-06-2008

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Qui é arrivato un gran caldo!! Oggi riflettevo su cosa si mangia normalmente quando fa caldo e mi son reso conto che alle volte non si mangia mica molto leggero. Prendete ad esempio le verdure grigliate: alle volte navigano nell’olio!! E che dire di quelle saltate in padella? E gli spaghetti aglio e olio? Insomma, i grassi, pur se nascosti, sono comunque piú lunghi da digerire e sicuramente apportano un gran numero di calorie. Sarebbe quindi utile mangiare piú frutta e verdura e stare un attimo attenti ai condimenti. Anche le Vitamine sono importanti e per fortuna in questa stagione ci sono le fragole, i lamponi, le pesche, le albicocche… ma non scordatevi che nei rimanenti mesi dell’anno é possibile anche acquistare frutta surgelata che con pochissimi minuti di microonde (esempio, per uno scodellino di lamponi bastano 45 secondi) diventa gustosa e tanto salutare al nostro organismo. Altro errore classico che si fa quando fa caldo é quello di non muoversi. Certo, non é il caso di uscire alle 14 con 40°C all’ombra… ma una passeggiata alla mattina presto o alla sera quando il sole é calato, non puo che far bene al nostro organismo e aiutarlo a smaltire le calorie in eccesso. E quando torniamo a casa, via libera ai succhi di frutta. Ma a quelli veri, anche concentrati ma sempre 100% succo di frutta, non alle bibite alla cola o alla frutta che apportano grandi quantitá di zuccheri!! (idem il thé freddo in bottiglia). Infine, almeno in teoria, dovreste bandire alcolici e cibi fritti. Dico in teoria perché va bene fare una vita sana ma alle volte qualche vizio bisogna concederselo. Insomma, come dice il proverbio: l’eccezione che conferma la regola, no? ;-)

Conoscere e combattere la muffa sul cibo

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 09-09-2007

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Fastidiosa, schifosina, antipatica e sempre dietro l’angolo…

Spesso ce la ritroviamo sugli alimenti ma ci piange il cuore a buttarli via, quindi ci tormentiamo chiedendoci se potremmo mangiarli lo stesso eliminando la parte andata a male.

Altre volte buttiamo via barattoli interi perchè ci fa troppo schifo quella cosa verdastra e l’idea di mangiare un alimento che è stato anche solo vicino alla muffa ci fa rabbrividire..

Ok..ma che diavolo è la muffa?

La muffa appartiene alla famiglia dei funghi e si riproduce tramite spore. In realtà la muffa, come la vediamo noi, nella sua forma di macchia filamentosa verde/blu, è una colonia di questi microrganismi pluricellulari.

In realtà alcune muffe sono anche utili all’uomo (vedi la Penicillina o le muffe commestibili usate per arrichire formaggi come il Gorgonzola), ma spesso possono essere causa di allergie e intossicazioni, a causa delle tossine che rilasciano nell’organismo e lo danneggiano.

Come comportarsi quindi con le muffe sugli alimenti? E’ sempre bene gettare tutto o a volte si può salvare qualcosa?

  • Il primo caso, forse tra i più comuni, è quello delle confetture e delle marmellate. In questo caso, lo zucchero impedisce alla muffa di rilasciare le tossine, ed è quindi possibile eliminare la parte con la muffa e consumare tutto il resto. Bisogna però fare attenzione alle confetture con pochi zuccheri: quelle vanno gettate sempre in presenza di muffa.
  • Altro caso altrettanto comune è quello che colpisce il pane. Solitamente, se la muffa è presente allo stato iniziale e solo in piccole macchioline, è possibile eliminare la parte rovinata (magari abbondando) e consumare il resto. Ma se non volete correre nessun rischio, se proprio vi fa schifo o se l’infestazione è più ampia, tagliate la testa al toro e buttate tutto. Prevenire è meglio che curare.
  • Diverso il discorso per quanto riguarda i formaggi. Abbiamo già detto (e visto) che molti formaggi vengono arricchiti da alcuni tipi di muffe commestibili e non pericolose. Impossibile quindi non citare il famoso Gorgonzola, dalle tipiche striature verde/blu e dal sapore forte e piccante, il Roquefort , caratterizzato da macchioline verdastre incavate nella pasta, o il Camembert, la cui crosta è ricoperta da un sottile strato di muffa bianca che ne impreziosisce il sapore. Ma se il formaggio che abbiamo comprato e conservato in frigo non è un tipico formaggio erborinato, la presenza di muffa sulla superficie non è una buona cosa. Se si tratta di un formaggio a pasta dura e la muffa non è a uno stadio molto avanzato, basta eliminare le parti contaminate e consumare il resto senza timori, poichè le tossine non sono riuscite ad arrivare al resto del formaggio, ma se si tratta di paste morbide, come ricotte, mozzarelle, creme di formaggio, fiocchi di latte o yogurt, è bene liberarsi di tutto il prodotto.
  • Più o meno lo stesso vale per frutta e verdura. Se ad essere colpito dalla muffa è stato un frutto o un ortaggio morbido e succoso, purtroppo è bene liberarsene. Ma una macchiolina di muffa o un buchino marcio sulla superficie di una pera può essere tagliato via senza rinunciare al resto del frutto.

In ogni caso, per evitare contaminazioni sgradite, cercate di tenere sempre bel pulito il frigo, i luoghi di conservazione del cibo (anche credenze e portapane) e i contenitori in cui avete trovato alimenti con della muffa. Attenti anche all’umidità eccessiva, alle temperature troppo elevate e coprite gli alimenti, perchè la muffa si riproduce per via aerea.

Etta

Link utili:

- Da Wikipedia: La muffa

- Valori nutrizionali del Gorgonzola

- Valori nutrizionali del Roquefort

- Valori nutrizionali dello Yogurt

- Valori nutrizionali della ricotta

- Valori nutrizionali della mozzarella

Piccola guida alle spezie e alle erbe aromatiche

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 05-09-2007

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Dopo il piccolo manuale dei formaggi in due puntate, ecco che continua il filone della saggistica sui prodotti culinari.

Questa è la volta delle spezie, che in cucina sono sempre utili e preziosissime.

DI alcune magari avrete sentito parlarne, ma non le avete mai viste o assaggiate.

Ecco quindi un’occasione per conoscerne qualcuna in più e scoprire caratteristiche ed utilizzi nuovi anche delle spezie più comuni.

 

Immagine Nome Caratteristiche Uso

giamaicapepper.gif

Pepe di giamaica Bacche scure intere, grosse come grani di pepe o macinate. Il sapore è un misto tra chiodi di garofano, cannella e noce moscata. A spicchi interi nei piatti di carne o pesce. Macinato nelle conserve e in alcuni dolci e budini.
anice.gif Anice Semi interi o macinati. Ha aroma e sapore forti. Sempre moderatamente nelle insalate e in qualche piatto di verdura, e in certi dolci e biscotti.

basilico.gif

Basilico Fresco e secco, in foglie o macinato. Ha sapore pungente e aroma dolce. Crudo o cotto in piatti al pomodoro e nei sughi; in insalate, in piatti di carne o agnello, con gli asparagi, fagioli e broccoli.
alloro.gif Alloro Foglie fresche o secche, intere o macinate. Ha sapore forte (soprattutto se le foglie intere vengono spezzettate). In piatti di carne e pollame,soprattutto in arrosti o stufati. In piatti di verdure e pesci, in conserve e ripieni di pollame e carni.
cardamomo.gif Cardamomo Frutto capsulare intero o macinato; oppure soltanto semi del frutto, interi o macinati. Ha sapore e aroma simili allo zenzero. Nella preparazione di sottaceti, nei curry, in piatti di manco e maiale, in torte, dolci o biscotti.
sedano.gif Semi di sedano Semi interi o macinati, con un sapore amarognolo di sedano fresco. In piatti di carne, uova e pesce. In salse per barbecue, nei sottaceti, in minestre e insalate.
cerfoglio.gif Cerfoglio Foglie, fresche o secche, simili al prezzemolo, ma con sapore più sottile e dolciastro, simile al dragoncello. In piatti a base di uova, formaggio, pollo, verdure, in minestre, insalate, salse di carne e stufati.
chili-copia.gif Chili in polvere Mistura di spezie con il chili come ingrediente principale. In piatti di carne, soprattutto nella cucina spagnola e messicana; nel curry, nei sottaceti, in salse per il barbecue e per cocktails, in insalate e piatti a base di frutti di mare.
cipollina-copia.gif Erba cipollina Appartiene alla famiglia delle cipolle, con foglie verdi, lunghe e appuntite, usate fresche o secche e tritate. Per dare un sapore delicato di cipolla: in piatti a base di uova, formaggi, pesce e pollame. Con verdure e come guarnizione per insalate, minestre e verdure cotte.
garofano.gif Chiodi di garofano Germogli essiccati al sole, interi o macinati, con aroma pungente. Interi, per aromatizzare arrosti o insaccati, punch, vin brulè, conserve e crostate di mele. Macinati, in conserve, dolci e biscotti.
cannella-copia.gif Cannella Sottili bastoncini di scorza essiccata di colore rosso-bruno, interi o in polvere, con aroma dolce e pungente. In bastoncini nelle conserve e nel vin brulè. In polvere, in torte, budini al latte e crostate di frutta, soprattutto con mele e in creme.
coriandolo-copia.gif Coriandolo Semi interi o in polvere. Ricorda il tipico sapore e il profumo della buccia d’arancia. Intero, nei sottaceti. In polvere, in minestre, nel curry, nelle crostate e in qualche piatto di carne.
cumino.gif Cumino Semi interi o in polvere, con sapore forte e leggermente amaro. In piatti di carne e di riso delle cucina messicana e spagnola. In piatti di formaggio e di pesce, ingrediente essenziale del curry in polvere.
curry-copia.gif Curry in polvere Mistura di molte spezie con sapore caratteristico, più o meno piccante. In piatte di carne, pollame, frutti di mare, uova e formaggio; in minestre, salse e instalate.
aneto-copia.gif Aneto Foglie fresche o secche con sapore delicato. I semi hanno sapore pungente e leggermente amaro. Le foglie, in insalate, piatti di pesce e frutti di mare. I semi nei sottaceti, in piatti al formaggio, insalate e coktail.
semidifinocchio-copia.gif Semi di finocchio Semi interi o in polvere, con sapore dolce, simile all’anice. Nei pesci bolliti, in piatti di carne, in salse e dolci.
zenzero-copia.gif Zenzero Rizoma fresco o secco oppure secco e macinato, con sapore pungente. Intero, nei curry, nei sottaceti e nelle salse. Macinato, nei curry, nelle conserve, in alcuni biscotti e torte.
macis.gif Macis Arillo essiccato del seme della noce moscata, intero o in polvere, con sapore e aroma affini alla noce moscata ma più delicati. Intero, in sottaceti e conserve. In polvere, nelle salse, nei piatti al formaggio, in quelli di carne o pesce.
maggiorana-copia.gif Maggiorana Foglie fresche, secche o macinate. Affine all’origano e fortemente aromatizzato. In piatti di carne, pollame, pesce, uova e formaggio, in verdure e insalate.
menta.gif Menta Foglie fresce o secche, con aroma intenso, dolce e rinfrescante. In insalate e verdure, in salse da servire con agnello o maiale arrosto, per guardine bevande e coktail.
semidisenape-copia.gif Semi di senape Piccoli semi giallo bruni, interi o in polvere.
I semi bruni hanno un odore intenso, irritante, quelli gialli ne sono privi. Entrambi, inumiditi, sono piccanti.
Per la salsa di senape, in piatti di carne, in sottaceti, nei condimenti di insalate, canapè, curry e salse.
nocemoscata-copia.gif Noce moscata Grande seme ovoide, intero o in polvere, con intenso gradevole aroma. Nelle minestre, nei piatti di carne, verdure, formaggio. Arricchisce paste all’uovo, dolci, creme e budini.
origano.gif Origano Foglie secche o macinate, con sapore e aroma affini alla maggiorana ma più forti. Nel condimento di insalate, pomodori, pizze, in piatti di pesce, carne, uova, verdure cotte.
paprika.gif Paprika Polvere ottenuta dalla triturazione di peperoncini di diverse qualità con sapore più o meno piccante. In piatti di carne, pollame, formaggio, in salse, condimenti, antipasti. Come guarnizione per minestre, uova, insalate.
prezzemolo.gif Prezzemolo Rametti con foglie fresche, oppure foglie secche sbriciolate. Ha aroma delicato. In una infinità di piatti per guarnire ed insaporire, specialmente il pesce.
pepe.gif Pepe Semi interi o macinati di tre diverse qualità: bianco, nero e verde. Il pepe bianco è più delicato. Nei piatti principali, in salse, condimenti, insalate, antipasti, carne.
peperoncini.gif Peperoncini rossi Interi, freschi o secchi, oppure macinati, con sapore più o meno piccante. Il più forte è quello di Cayenna. Interi, nei sottaceti e nei piatti messicani. Secco o macinato in sughi, carni e pesce. Si adopera in quantità moderata.
papavero-copia.gif Papavero Piccoli semi di colore blu grigio. L’aroma delicato, dolce, ricorda quello della noce. Per insalate, uova, dolci, biscotti e come guarnizioni di alcuni tipi di pane.
rosmarino-copia.gif Rosmarino Fresco o secco, ha l’aroma pungente e il sapore dolce amaro. In moltissimi piatti di carne arrosto, in sughi, salse e verdure cotte.
zafferano-copia.gif Zafferano Polvere ricavata dagli stinni secchi del fiore. Ha colore rosso-arancione, aroma forte e sapore leggermente amaro. Nei piatti a base di riso, con crostacei, pesci e pollame. Utilizzato anche nei dolci.
salvia-copia.gif Salvia Foglie fresche o secche, con aroma pungente e leggermente amaro. Nei ripieni e nei piatti di carne, soprattutto di maiale, di salsiccia, di formaggio.
santoreggia.gif Santoreggia Foglie intere o macinate, con aroma forte o gradevole, che ricorda quello del pino e del pepe. In piatti di uovo o di fagioli, in salse di pomodoro, timballi di carne.
sesamo-copia.gif Semi di sesamo Piccoli semi bianchi con aroma che ricorda vagamente la noce. Il sapore viene esaltato tostando i semi. In insalate, puree, pollo, pesci. Come guarnizione di pane e biscotti.
dragoncello-copia.gif Dragoncello Foglie fresche o secche. Ha sapore dolce e piccante con una punta di anice. In piatti di pollame, formaggio, pesce, uova, verdure. Aromatizza il condimento per insalate.
timo.gif Timo Foglie fresche o secche. Ha aroma pungente ed intenso. In piatti di carne e pesce, in minestre, ripieni, condimenti per insalate, con cipolle, carote e funghi.
curcuma-copia.gif Curcuma Polvere di colore giallo brillante, ricavata da una radice di piante tropicale della famiglia dello zenzero. Ha aroma piccante e amarognolo. Nei curry, come ingrediente essenziale, nei sottaceti, nei condimenti per insalate e per dar colore a dolci e riso.

Ricette facili e veloci per utilizzare il prosciutto cotto avanzato

Filed Under (ricette) by Lebkuchen on 22-08-2007

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Il problema del giorno è: due etti di prosciutto cotto avanzato dai panini di ieri.

Se lo riproponessi oggi, penso che i miei commensali metterebbero un muso lungo da qui a Catania (più o meno 800 km) .

E allora, che ci faccio co ’sto bastimento di prosciutto cotto, tra l’altro molto buono, talmente buono che piuttosto che lasciarlo in frigo per un altro giorno me lo mangio tutto io da sola?

Ho escogitato qualche sistema per utilizzarlo in qualche ricettina veloce..

Salsa al prosciutto.

Mescolate il prosciutto cotto tritato con la panna, la maionese e il sale. Da servire con verdurine fresche e qualche fetta di pane tostato, o bruschette.

Crema di prosciutto e groviera.

Mescolate il prosciutto tritato con groviera, formaggio fresco cremoso, latte e un po’ di Tabasco. Servite con dei crostini o usatelo per farcire toast o tartine.

Insalata al prosciutto

Mescolate pezzetti di prosciutto, fettine di pomodoro, olive, cetrioli e cipolle. Se volete arricchirla, aggiungete della lattuga.

Spiedini di prosciutto e mela glassati

Infilate su uno spiedino dei pezzetti di prosciutto cotto alternandoli a spicchi di mela. Spennellate con marmellata di arance mista a succo di limone e grigliateli.

Zuppa di prosciutto e crescione (leggermente invernale)

Fate bollire del brodo di pollo, aggiungete alcuni funghi affettati, prosciutto cotto a pezzetti e crescione tagliato finemente. Riportate a ebollizione e servite (aspettate che finisca di bollire se non volete ustionare qualcuno).

Stufatino di prosciutto al forno.

Mescolate fagioli, senape, un peperone tagliato finemente e del prosciutto cotto a pezzetti. Scaldate al forno e servite con dei crostini di pane.

Polpettine al prosciutto

Mescolate il prosciutto cotto tritato con 1 uovo sbattuto, pane grattugiato, salvia macinata, sale e pepe. Fatene delle polpettine e friggetele. Oppure cuocetele nel sugo.

Besciamella al prosciutto e verdure.

Mescolate il prosciutto a pezzetti con la besciamella, e versatela su della verdura tagliata a listarelle (sedani, cavolfiori, carote, zucchine. Oppure utilizzatela per condire paste o risotti.

Insalata di prosciutto e frutta secca

Tagliate il prosciutto cotto (se a dadini è meglio) e mescolatelo con lattuga, noci, mandorle tritate e sedano a pezzetti molto piccoli. Aggiungete della maionese, mescolate e servite.

Io ho scelto le polpettine, e le accompagno con delle patatine fritte. Voglio vedere se qualcuno ha il coraggio di reclamare :)

Etta

Come abbinare in maniera semplice il vino con il cibo

Filed Under (curiosità, vini) by Lebkuchen on 17-08-2007

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Non sono mai stata una grande appassionata di vino.

Lo apprezzo, lo preferisco agli altri alcolici, compresa la birra, ma non sono molto esperta di tipi, nomi, bottiglie, invecchiamenti e questioni enoiche.

Non sapevo neanche che esistesse il termine enoiche.

Vabè, tornando a cose serie..

Vi siete mai chiesti se esiste un modo semplice di abbinare i vini con le pietanze, senza dover essere pluricertificati esperti di vino con tanto di palato in grado di riconoscere anche le più sottili venature di frutti di bosco e legno d’acero?

La necessità aguzza l’ingegno, quindi ecco di seguito alcuni semplici consigli e suggerimenti per abbinare i vini con il cibo.

Antipasti.

Solitamente, il vino che accompagna l’antipasto non dev’essere mai troppo aggressivo. Questo per non rovinare il gusto delle portate successive e dei vini che le accompagneranno, ma anche perchè gli antipasti sono in genere portate delicate.

In genere vanno preferiti vini rosati o rossi molto giovani, oppure bianchi secchi.

La scelta poi varia, a seconda che si scelga di servire un antipasto caldo o freddo, di carne o di pesce.

Solitamente per i piatti di pesce si scelgono dei vini bianchi giovani, secchi e molto profumati, mentre per antipasti non di pesce a base di salse come maionese o salsa tonnata è preferibile servire un vino bianco ma leggermente frizzante.

Primi piatti.

Per i primi piatti la scelta si basa principalmente sul condimento prevalente del piatto.

In linea generale: per i primi piatti di pesce si può servire un vino bianco più o meno corposo, con sughi di carne (maiale o selvaggina) e pomodoro vini rossi giovani, mentre con sughi di funghi sono da preferire i vini bianchi giovani.

Se invece serviamo una pasta al forno o gratinata, possiamo scegliere un vino rosato, che può adattarsi anche a piatti a base di legumi.

Per quanto riguarda le minestre, si può servire un vino rosso, magari lo stesso che è stato usato per cucinare, anche se di solito si sconsiglia l’accompagnamento del vino alle minestre . Le zuppe di pesce invece richiedono un vino bianco e dal sapore fruttato se alla base c’è un soffritto di verdure, altrimenti ripiegheremo su un rosso giovane se è stato aggiunto del pomodoro.

Tra le tante cose, possiamo segnalare che con lo zafferano andrebbe servito un bianco giovane e profumato, mentre con gli gnocchi è meglio scegliere un vino rosso.

Secondi piatti.

Anche in questo caso, la scelta va fatta considerando il tipo di piatto, se di carne o pesce.

In genere, per i piatti di carne, si può servire un vino rosso per le carni rosse , mentre un vino bianco corposo o uno giovane e rosso con le carni bianche.

Per gli arrosti e gli stufati, potete scegliere lo stesso vino che avete utilizzato per la cottura, purchè sia un vino rosso d’annata, o comunque invecchiato.

Se invece avete organizzato una cena di pesce: per la frittura, un vino bianco, secco e giovane, con i brodetti di pesce e con alcuni pesci particolarmente grassi, un vino rosso giovane, con frutti di mare, aragoste e astice un vino bianco secco, oppure uno spumante.

Dessert.

Arrivati al dolce, sperando che non siano già tutti ubriachi. In genere vanno accompagnati con un bianco dolce o liquoroso.

Se servite un dolce classico, come bignè, millefoglie o altri dolci al cucchiaio molto ricchi, vanno bene degli spumanti profumati e aromatici o vini amabili. Per la frutta in genere invece vanno bene i classici vini da dessert, per i frutti di bosco scegliete dei vini rossi fruttati e per l‘ananas potete provare con un bicchierino di rhum.

In ogni caso, se non vi fidate, chiedete al tizio dell’enoteca.

Se il tizio dell’enoteca è ubriaco, seguite i miei consigli.

Se pensate che io sia ubriaca, accendete la TV e fatevi consigliare un vino dai tizi di “Gusto“.

E poi ditemi se non sembra più ubriaco uno che sente le violette dentro al vino.

Etta

Come conservare i cibi

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 25-07-2007

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Il ritrovamento odierno di un barattolo di marmellata leggermente verdino mi ha dato lo spunto per vedere meglio quali sono i migliori tempi di conservazione dei cibi all’interno della dispensa.

Sto quasi pensando che questo blog va avanti grazie alle mie innumerevoli sfighe.

Bene, per quanto riguarda la dispensa, deve essere un luogo fresco e asciutto, con una temperatura intorno ai 10°. Perciò, se avete la possibilità di sceglierne la collocazione, sistematela su una parete rivolta verso nord o verso est, e usate gli armadietti collocati su termosifoni o spesso esposti al sole solo per riporre stoviglie e pentole, e non i cibi. Rivestite gli scaffali della dispensa con carta plastificata e lavabile, e pulite subito le macchie che si formano.

Tempi di conservazione in dispensa degli alimenti più comuni (eliminarli se fermentano, se si forma la muffa, rimuoverla e consumare il prodotto al più presto, se fatti in casa, conservare in frigo)

Sughi di carne: 1 anno

Salse: 6 mesi

Olio d’oliva: 18 mesi

Sottaceti:1 anno

Marmellate e conserve: 1 anno

Miele: 6 mesi

Aceto: 2 anni

Cioccolato a blocchi o tavolette: 1 mese

Coloranti: 1 anno

Palline argentate, confetti e altre decorazioni: 1 mese

Pesce, carne, frutta e succhi in scatola: 1 anno

Minestre: 1 anno

Latte condensato: 4/6 mesi

Cacao in polvere: 1 anno

Farina con lievito: 6 mesi

Farina bianca: 2/3 mesi

Farina integrale: 1 mese

Legumi secchi: 1 anno

Riso: 1 anno

Cereali per la colazione: 1 mese (chiudendo sempre la scatola)

Mandorle e noci: 1 mese

Sale: 6 mesi (se perfettamente asciutto si conserva più a lungo)

Zucchero: 1 anno (conservare prima nel pacchetto, finchè sigillato, poi in un contenitore ermetico)

E ho appena scoperto che la marmellata aveva subito quella strana trasformazione semplicemente perchè era scaduta nel 2006..

Devo essere stata vittima di qualche strano salto temporale..

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Etta

La cucina Macrobiotica

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione, ricette) by Lebkuchen on 19-07-2007

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Sicuramente tutti ne abbiamo sentito parlare almeno una volta, soprattutto negli ultimi tempi.

Dal canto mio, ho sempre pensato e sostenuto che fosse una moda, uno stile di vita, “mangio macrobiotico”, perchè è figo, e se lo dico con la R moscia fa ancora più effetto. Vuoi mettere?

Io Mangio MacVobiotico.”

Che classe.

Poi la mia città adottiva (Urbino), mi ha dato modo di conoscere un po’ meglio questo mondo macrobiotico, anche se in realtà non ho mai avuto il coraggio di andare a mangiare a quel famoso “Punto Macrobiotico” che ormai sta conquistando l’Italia quasi peggio dei negozi di abbigliamento cinesi.

In ogni caso, mi sono dovuta ricredere..c’è chi ci crede davvero in questo macrobiotico. Certo, a vederli fanno un pò senso per quanto sono pallidi e smagriti (non tutti, ovviamente, credo siano quelli più infervorati e con un metabolismo più vorace), ma ho pensato che se è diventato uno stile di vita più che una semplice dieta, qualcosa di semifilosofico ci dev’essere dietro..

Quindi, che cos’è la cucina macrobiotica?

Il termine macrobiotico deriva dalle parole greche makros (lungo, grande) e bios (vita): lunga vita, vivere una grande vita, vita piena.

La cultura alimentare macrobiotica si basa su una antica filosofia orientale (di quasi 5000 anni) , che considera l’intero universo, e le sue creature, governato dall’equilibrio di opposti contrari e complementari, i famosi Yin e Yang. Ogni alimento, secondo la filosofia macrobiotica, appartiene a una di queste due forze, e di conseguenza, il cibo diventa per l’uomo il mezzo fondamentale per l’equilibrio tra la mente e il corpo.

einf5a.gifYin e Yang

Gli alimenti Yin sono quelli caratterizzati da un sapore forte, molto dolci, piccanti, saporiti, amari o acidi, mentre gli alimenti Yang quelli più delicati, salati, dal sapore poco forte.

I cibi più bilanciati sono però i cereali, i legumi, la verdura (non tutta), le alghe, i grassi che derivano dai semi.

L’accostamento dei cibi, la cottura, le modalità di preparazione sono quasi dei “rituali” da seguire, con regole precise e importantissime.

Ad esempio:

  • il pane deve lievitare naturalmente senza lieviti chimici;
  • le verdure devono essere tagliate e cotte in poco olio e acqua;
  • d’inverno bisogna consumare cibi Yang, e viceversa;
  • frutta e verdure vanno consumate con la buccia, e pulite utilizzando una particolare spazzola;
  • i condimenti devono essere tutti naturali;
  • sono banditi i prodotti industriali, chimici e raffinati industrialmente;
  • le alghe devono essere lavate bene in acqua fredda e fatte ammorbidire in ammollo;
  • bisogna evitare l’utilizzo di pentolame e accessori in alluminio perchè contaminerebbero gli alimenti, preferendo invece terracotta, acciaio inossidabile e legno;
  • preferire alimenti biologici, sani e di stagione, eliminando verdure congelate e frutta esotica;
  • evitare l’utilizzo di spezie , scegliendo solo sale marino naturale;
  • eliminare latte e derivati (è ammesso quello di soia), verdura che altera l’acidità dello stomaco;
  • ridurre il consumo di carne, preferendo il pesce.

Ovviamente questi sono solo alcuni, visto che non ho seguito un corso veloce nè comprato alcun libro..

A livello nutrizionale, non credo sia una dieta molto sana, visto che si eliminano molti nutrienti ed è molto simile ad altre diete vegane. Ma in quanto alla perdita di peso, non c’è alcun dubbio, visto che i pasti macrobiotici apportano molte meno calorie di quelli normali.

Ma il macrobiotico non è una dieta dimagrante, e non si può diventare macrobiotici per arrivare in forma alla prova costume. E’ uno stile di vita. Che poi uno ci creda o no, o lo faccia davvero solo per seguire la moda, non è affar nostro.

Sicuramente però, credo che sia stato merito del macrobiotico il diffondersi di alimenti prima totalmente sconosciuti, e forse anche un pochino schifati, come il tofu, le gallette di riso, le alghe, con tutte le ricette che ne conseguono.

A proposito, ecco una bella ricetta macrobiotica. Nei prossimi giorni ve ne posterò altre:

Crema di lenticchie

- 200 gr di lenticchie
- 2 carote
- 2 cipolle
- 1 gambo di sedano
- 2 cucchiai di olio di semi di sesamo
- 1 cucchiaio di tamari
- sale marino

Tenere le lenticchie a bagno per circa 9 ore.
Lavare e tagliare la carota e il sedano a pezzetti piccoli e unirli alle lenticchie. Intanto, in una casseruolla, far rosolare la cipolla tagliata con dell’olio di semi di sesamo.
Aggiungere quindi le lenticchie e le verdure insieme all’acqua di bagno, salare e cuocere a fuoco medio e con il coperchio per almeno un’ora.
Quando la zuppa è pronta, passarla con un passaverdure, condire con del tamari e servire con delle fette di pane integrale tostato.

Bene. Per il momento il viaggio all’interno del macrobiotico finisce qui.

Ma vi lascio con il sorridente faccione del pionere del Macrobiotico, tale Georges Ohsawa, la cui foto sembra padroneggi sulle pareti dei punti macrobiotici in giro per il mondo.

Bho, a me sembra simpatico, tutto felice..

ohsawa.GIF

Siete sicuri che sto tizio mangiava Macrobiotico?

Etta

P.S: Mi farebbe molto piacere se qualcuno dedito al macrobiotico che si trovasse a passare di qui lasciasse un proprio parere..anche un “vaffa”, tanto ormai la cassazione ha detto che non è un’offesa :P

La dieta del gelato

Filed Under (diete e alimentazione) by admin on 08-07-2007

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Caldo. Torrido e soffocante.

Sonnolenza, giramenti di testa, voglia di non fare niente.

L’unica cosa che potrebbe tirarmi sù sarebbe un bel gelato.

Però:

- in freezer non ci sono gelati,

- fa troppo caldo per uscire a comprarli,

- fa troppo caldo per mettermi in cucina a fare il gelato in casa.

Soluzione? Mi rinfresco con un bicchiere d’acqua e vado a spasso per internet cercando immagini di freschi gelati e sorbetti facendomi tanto male psicologico.

Ma, un attimo..quella cos’è?

La dieta del gelato?!

All’improvviso, si apre un mondo.

…..Mi viene in mente l’immagine di mestessa che si strafoga di gelati tutto il giorno e non ingrassa, anzi, dimagrisce!

Una di quelle scene in stile pubblicità di centri estetici, in cui io con tutto il muso imbrattato di gelato al cioccolato sorrido entusiasta alla mestessa che guarda da fuori….

No no, fermi tutti..sto correndo troppo.

Meglio tornare in questo afoso mondo reale e approfondire piuttosto questo bell’argomento.

Che cos’è la dieta del gelato?

A detta di molti, sarebbe la migliore soluzione estiva al caldo e al controllo della linea, soprattutto per quei tipi piuttosto golosi a cui piace concedersi il piacere del gelato.

Dal canto suo, il gelato è un alimento molto completo, che riesce ad apportare nella dieta grassi, proteine ad alto valore biologico (quelle del latte e quelle delle uova) ,vitamine (soprattutto vitamina A e la vitamina B2), zuccheri ad assorbimento rapido e altri micronutrienti come fosforo e calcio.

E’ la dieta ideale anche per chi lavora duramente fin nei mesi estivi e mangia fuori casa: un buon gelato è un ottimo sostituto del pranzo e in più regala momenti di estasi.

Come funziona la dieta del gelato?

Le diete del gelato proposte dai vari nutrizionisti mi sembrano tutte più o meno simili, e prevedono il gelato come sostituto del pranzo, per un apporto calorico giornaliero totale di circa 1200/1300 kcal, reintegrando a cena i buoni sani carboidrati sempre cari a noi italiani. Per intenderci: una colazione leggera con succo di frutta, the, latte freddo o yogurt, spuntino con frutta fresca o succo di frutta, pranzo con un bel gelato, merenda con yogurt o frutta e a cena una pasta leggera (magari ricotta, vongole o pomodori freschi) o del riso, un pò di carne o pesce e l’insalata.

Si segue solitamente per una settimana, massimo due..il problema è che dopo 2 settimane anche una bella dieta alternativa come questa diventa un po’ pesante.

Chi segue un’altra dieta ipocalorica può permettersi il piacere di un gelato?

Bella domanda. Non si direbbe neanche che l’ho fatta io.

I Signori Dottori Esperti Nutrizionisti dicono che è possibile, naturalmente non esagerando nelle dosi e prediligendo i gelati alla frutta, cioè a base d’acqua, poichè quelli alla crema, contenendo latte, panna e uova, hanno un apporto calorico maggiore: 100 gr di gelato alle creme equivalgono a circa 230 kcal (ma anche fino a 280 kcal) , mentre quello alla frutta conta circa 130 kcal per quello a base d’acqua e poco di più per quelli a base di latte.

Comunque, che sfiga..

Sono mesi che dico che voglio mettermi a dieta. Ora che avevo trovato la dieta che fa per me, non la posso cominciare perchè non ho il gelato.

Vorrà dire che domani comincerò la dieta della Nutella (o quella della Mortadella, devo ancora decidere), ma mi concederò un gelato ogni tanto.

Giusto per non essere troppo ferrei.
Etta

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Torta fresca di yogurt al limone

Filed Under (ricette, ricette con foto) by admin on 14-06-2007

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Ok. Non mi piacciono le sfide. Ma visto che nelle ultime due occasioni, in un modo o nell’altro, non sono riuscita a fotografare (o a farlo come si deve) il prodotto finito delle mie ricette, questa volta più che una semplice ricetta illustrata si tratta di una vera e propria sfida.

Se con me stessa o con la Kodak non saprei dirlo, ma la cosa fondamentale è che ho vinto.

La ricetta in questione è la torta fresca allo yogurt, simile a quelle della Cameo che si trovano al supermercato. Ma non mi è mai piaciuta molto l’idea di realizzare una torta contenuta in una scatoletta di 30cm (o, peggio ancora, in busta :\)

Quindi eccovi il risultato della mia emulazione. Come al solito gli ingredienti della ricetta li trovate sul sito, in questa pagina.

Per prima cosa ho sbriciolato i 250 gr di biscotti (con il mattarello, tempo complessivo 50 minuti -_-’), ho aggiunto a filo gli 80 gr di burro fuso, ho mescolato e ho messo tutto nella teglia, pressando con il cucchiaio e il fondo del bicchiere.

 

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Ho messo tutta la teglia in frigo, e l’ho lasciata lì per circa 30 minuti, il tempo di preparare il ripieno.

 

Dentro una ciotola ho messo i 450 gr di yogurt al limone, la ricotta e metà dei 50 gr di zucchero, e ho unito tutto con una frusta.

 

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Poi in un pentolino ho preparato una bustina di Gelatina per Torte in polvere, di quelle che si trovano comunemente al supermercato, aromatizzata con due gocce di aroma per dolci al limone. (I procedimenti per preparare la gelatina sono scritti perfettamente sul retro della confezione). Bisogna lasciarla raffreddare bene prima di unirla al resto, quindi va messa da parte.

 

In un’altra ciotola, ho montato, SEMPRE A MANO, la panna con i restanti 25 gr di zucchero e un cucchiaio di latte, fino a slogarmi il polso farla diventare soffice e ben montata.

 

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Una volta montata la panna, l’ho aggiunta al composto di yogurt e ricotta.

 

 

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..e infine ho versato a filo la gelatina, continuando a mescolare dal basso verso l’alto per non far smontare la panna.

 

Ripresa la base dal frigo, ho riempito e distribuito con cura tutto il composto, livellandolo con il cucchiaio.

 

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(Attenzione: la pellicola nella tortiera è stata levata subito dopo..vi sconsiglio di usarla, perchè la torta non si asciugherebbe bene, risultando alla fine troppo bagnata.)

 

A questo punto la torta va rimessa in frigo, e lasciata per almeno 12 ore..potete decorarla passato questo tempo, prima di servirla..oppure potete fare come me.

Io l’ho decorata dopo circa 15 minuti, con uno strato di gelatina aromatizzata e delle fettine di limone..

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Ed ecco, in tutto il suo splendore, una fetta di torta fresca allo yogurt, che è miracolosamente sopravvissuta alla notte..

 

 

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Niente male, vero?

 

Vostra (e, questa volta, soddisfattissima),

 

Etta

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