Conoscere e combattere la muffa sul cibo

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 09-09-2007

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Fastidiosa, schifosina, antipatica e sempre dietro l’angolo…

Spesso ce la ritroviamo sugli alimenti ma ci piange il cuore a buttarli via, quindi ci tormentiamo chiedendoci se potremmo mangiarli lo stesso eliminando la parte andata a male.

Altre volte buttiamo via barattoli interi perchè ci fa troppo schifo quella cosa verdastra e l’idea di mangiare un alimento che è stato anche solo vicino alla muffa ci fa rabbrividire..

Ok..ma che diavolo è la muffa?

La muffa appartiene alla famiglia dei funghi e si riproduce tramite spore. In realtà la muffa, come la vediamo noi, nella sua forma di macchia filamentosa verde/blu, è una colonia di questi microrganismi pluricellulari.

In realtà alcune muffe sono anche utili all’uomo (vedi la Penicillina o le muffe commestibili usate per arrichire formaggi come il Gorgonzola), ma spesso possono essere causa di allergie e intossicazioni, a causa delle tossine che rilasciano nell’organismo e lo danneggiano.

Come comportarsi quindi con le muffe sugli alimenti? E’ sempre bene gettare tutto o a volte si può salvare qualcosa?

  • Il primo caso, forse tra i più comuni, è quello delle confetture e delle marmellate. In questo caso, lo zucchero impedisce alla muffa di rilasciare le tossine, ed è quindi possibile eliminare la parte con la muffa e consumare tutto il resto. Bisogna però fare attenzione alle confetture con pochi zuccheri: quelle vanno gettate sempre in presenza di muffa.
  • Altro caso altrettanto comune è quello che colpisce il pane. Solitamente, se la muffa è presente allo stato iniziale e solo in piccole macchioline, è possibile eliminare la parte rovinata (magari abbondando) e consumare il resto. Ma se non volete correre nessun rischio, se proprio vi fa schifo o se l’infestazione è più ampia, tagliate la testa al toro e buttate tutto. Prevenire è meglio che curare.
  • Diverso il discorso per quanto riguarda i formaggi. Abbiamo già detto (e visto) che molti formaggi vengono arricchiti da alcuni tipi di muffe commestibili e non pericolose. Impossibile quindi non citare il famoso Gorgonzola, dalle tipiche striature verde/blu e dal sapore forte e piccante, il Roquefort , caratterizzato da macchioline verdastre incavate nella pasta, o il Camembert, la cui crosta è ricoperta da un sottile strato di muffa bianca che ne impreziosisce il sapore. Ma se il formaggio che abbiamo comprato e conservato in frigo non è un tipico formaggio erborinato, la presenza di muffa sulla superficie non è una buona cosa. Se si tratta di un formaggio a pasta dura e la muffa non è a uno stadio molto avanzato, basta eliminare le parti contaminate e consumare il resto senza timori, poichè le tossine non sono riuscite ad arrivare al resto del formaggio, ma se si tratta di paste morbide, come ricotte, mozzarelle, creme di formaggio, fiocchi di latte o yogurt, è bene liberarsi di tutto il prodotto.
  • Più o meno lo stesso vale per frutta e verdura. Se ad essere colpito dalla muffa è stato un frutto o un ortaggio morbido e succoso, purtroppo è bene liberarsene. Ma una macchiolina di muffa o un buchino marcio sulla superficie di una pera può essere tagliato via senza rinunciare al resto del frutto.

In ogni caso, per evitare contaminazioni sgradite, cercate di tenere sempre bel pulito il frigo, i luoghi di conservazione del cibo (anche credenze e portapane) e i contenitori in cui avete trovato alimenti con della muffa. Attenti anche all’umidità eccessiva, alle temperature troppo elevate e coprite gli alimenti, perchè la muffa si riproduce per via aerea.

Etta

Link utili:

- Da Wikipedia: La muffa

- Valori nutrizionali del Gorgonzola

- Valori nutrizionali del Roquefort

- Valori nutrizionali dello Yogurt

- Valori nutrizionali della ricotta

- Valori nutrizionali della mozzarella

Piccolo manuale dei formaggi (seconda parte)

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 02-09-2007

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Come promesso, ecco la seconda parte del piccolo censimento dei formaggi che ho conosciuto o scoperto.

  • Jarlsberg: formaggio norvegese, semiduro, di colore giallo pallido on buchi irregolari e pasta liscia. Ha sapore delicato e leggermente dolce. Si consuma preferibilmente in tavola, servito con pane molto saporito o fette biscottate.
  • Jocca: formaggio morbido e non stagionato di colore bianco. Si presenta a pasta grumosa, ha un alto contenuto di umidità e ha un sapore delicato. Viene venduto in coppette. Ottimo in tavola, talvolta si usa in cucina cotto in pietanze o torte al formaggio (e cheesecake)
  • Islay: formaggio inglese, simile al Dunlop. Migliora quando è ben stagionato. E’ un formaggio ottimo da fondere ed eccellente in salse e toast.
  • Leicester: formaggio inglese, duro, rosso/arancione e con pasta leggermente granulosa. Ha un sapore dolce e intenso. E’ un formaggio eccellente per i toast.
  • Limburger: formaggio belga, semiduro, a pasta liscia, di un bianco cremoso con crosta di color arancione scuro. Ha un sapore ricco e un odore forte. Buono da portare a tavola.
  • Mascarpone: formaggio lombardo prodotto con panna fresca di latte di vacca. Simile a una crema, è bianco e delicato. Serve da base per dolci o si consuma al naturale, spolverato magari di zucchero, cannella o cioccolato.
  • Mozzarella: formaggio non stagionato, di pasta morbida ma soda, di colore bianco e di tenue sapore di latte. Ottimo in tavola e in cucina, specialmente per la pizza. Forse il formaggio italiano più famoso, in Italia e nel mondo. E’ in commercio anche la mozzarella light.
  • Münster: formaggio tedesco, semimorbido, ricco e cremoso, ricoperto da una crosta rossa. Sapore piccante e odore forte. Si consuma peferibilmente a tavola.
  • Pecorino: formaggio cotto, tipico della Sardegna, prodotto con latte intero di pecora. Ottimo in tavola, in commercio si possono trovare innumerevoli qualità, differenti soprattutto per sapore (alcuni dal sapore più deciso e piccante, altri meno) ed aroma.
  • Parmigiano: formaggio duro, a pasra granulosa, giallo pallido, sparso di buchini e dal sapore forte. Viene anche venduto già grattugiato. In Italia non può mancare sulla pasta, ma viene usato anche in altre ricette, specialmente accompagnato da formaggi più teneri e meno forti.
  • Petit Suisse: formaggio francese, cremoso, non stagionato, morbido, dal sapore tenue. Si vende in pacchetti confezionati. Ottimo in tavola, specialmente con dessert di frutti morbidi.
  • Port Salut: formaggio francese, semiduro, a pasta liscia, di colore dorato, con crosta arancione e sapore tenue e cremoso. Va bene in cucina e in tavola.
  • Provolone: formaggio duro, giallo paglierino. Si presenta a forma di pera, di palla o cilindrica. Fresco ha un sapore tenue, maturando diventa piccante. Ottimo in tavola, quando è giovane, e in cucina quando è stagionato.
  • Quark: formaggio tedesco, fresco, senza alcun processo di maturazione. E’ caratterizzato da un elevato contenuto d’acqua. Per la tavola e la cucina.
  • Raclette: formaggio svizzero, semiduro, di colore chiaro a pasta bucherellata e crosta brunastra.
  • Ricotta: formaggio bianco, sieroso, morbido e non stagionato, con un sapore delicato e dolce. Fatto con latte di vacca, pecora o capra. Ottimo in tavola e in cucina, anche per condire paste e per fare dolci.
  • Roquefort: formaggio francese, semimorbido, bianco con venature verdi/azzurre. E’ molto stagionato, con sapore piccante e odore pungente. Consigliato in tavola.
  • Sbrinz: formaggio svizzero, duro, ottenuto con un lungo processo di maturazione che va dai 6 ai 12 mesi (o anche di più). Contiene solo un 40% di acqua e ha quindi un periodo di conservazione molto lungo.
  • Stilton: formaggio inglese, semiduro, con crosta increspata e grigiastra. Quando è ancora poco maturo è bianco e friabile, con sapore leggero e delicato. Matura con abbondanti venature azzurrine, divenendo un formaggio a pasta più umida , con un sapore intenso. Si presenta in grandi cilindri. Eccellente in tavola, è un ottimo formaggio da dessert, spesso servito con del Porto.
  • Taleggio: formaggio ottenuto da latte intero di vacca, con pasta giallo chiara, morbida, di sapore delicato ma con leggera intonazione piccante. Si presenta con una crosta bruno/ruggine. Delizioso a tavola.
  • Tilsiter: formaggio tedesco che veniva preparato già in epoca medioevale. Contiene una percentuale dal 49 al 56% di grassi. E’ molto simile al Gouda olandese. Consigliato da portare in tavola.

Inutile dirvi che non è un elenco completo di tutti i formaggi presenti al mondo..solo in Italia abbiamo una grande varietà di formaggi regionali.

Naturalmente, confido in voi per poterlo ampliare e aggiungere formaggi nuovi o poco conosciuti della vostra regione.

Etta

Pizza con la salsiccia

Filed Under (pizza & affini, ricette, ricette base, ricette con foto) by admin on 24-06-2007

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In effetti accendere il forno con questo caldo non è esattamente la cosa migliore da fare..

Ma il richiamo della pizza è più forte.

Così, con un po’ di coraggio, ieri sera ho fatto la pizza con la salsiccia. E siccome non mi faccio mancare mai niente, ho pensato: “Ma si, dai..complica un pò le cose e fai le foto, così poi le metti sul blog!“.

Tanto è stato.

Vi spiego come faccio la mia pizza.

Per l’impasto potete, naturalmente, vedere sul sito (chevvelodicoaffà)..io ho fatto le dosi per due persone, con 500 g di farina.

Bisogna unire il sale e l’olio alla farina..

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Ho sciolto il lievito in 250 gr di acqua calda..

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..e ho versato tutto, un po’ alla volta e mescolando con le dita, nella farina..

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Ho lavorato l’impasto fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea..

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Quindi ho inciso una croce sull’impasto,

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..ho coperto con una pezza umida e l’ho lasciata riposare al caldo per circa 2 ore e mezza (l’impasto deve raddoppiare di volume).

Nel frattempo ho preparato il sugo e sbriciolato la salsiccia.

Passate le due ore, ho acceso il forno al massimo, ho steso le pizze nelle teglie leggermente unte, ho condito con il pomodoro, la salsiccia e un filo d’olio e subito infornato. Dopo circa 10 minuti di cottura ho messo la mozzarella, e questo il risultato finale dopo circa 15 minuti di cottura..

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Vabè, il flash forse è stato troppo invasivo, ma spero di aver reso l’idea :D

Se avete dubbi o suggerimenti, sapete dove trovarmi…

Inoltre vi consiglio di dare una sbirciata a questa pagina, con diverse idee per la pizza.

Per le offese, ripassate :)

Etta

Sofficini Fintus (ovvero..come rifare in casa i cari vecchi Sofficini)

Filed Under (ricette, ricette con foto) by admin on 17-06-2007

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No, non sono impazzita e non ho sbagliato a scrivere il nome nel titolo del post.

Ieri sera, per seguire la mania di emulazione delle grandi marche che da qualche giorno mi perseguita, ho cercato di riprodurre da sola i sofficini.

Il risultato è stato più che soddisfacente, ma credo si possa lavorare ancora sulle modalità del ripieno..

Per questa volta, ho realizzato dei sofficini con pomodoro, mozzarella e prosciutto cotto (oltre a un paio sportivi con mozzarella e cubetti di salamino, giusto per provare..).

La ricetta mi è arrivata da lontano, attraverso il sempreverde metodo del passaparola, quindi in realtà non so dirvi con esatezza chi ha avuto la brillante idea di riprodurli in questa maniera. Mi limiterò dunque a descrivervi come mettere in pratica questi preziosi consigli :) .

Per prima cosa, bisogna creare la pasta che ricoprirà i sofficini..

Gli ingredienti per la pasta:

  • una tazza d’acqua;
  • un cucchiaio di burro;
  • una tazza di farina;
  • un pizzico di sale.

Mettete a bollire in un pentolino la tazza d’acqua e il cucchiaio di burro..

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Quando l’acqua bolle, buttateci dentro la tazza di farina e girate subito ed energicamente con un cucchiaio di legno, finchè si formerà una palla di impasto che si staccherà da sola dal pentolino.

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Bene, ora bisogna lasciarla raffreddare.

Intanto potete preparare quello che sarà il ripieno, come preferite. Io ho usato del sugo, della mozzarella e pezzetti di prosciutto cotto, ma si possono farcire in mille modi, a seconda delle preferenze. L’importante è non esagerare, altrimenti si rischia di farli aprire durante la cottura.

Prendete un pezzetto di pasta alla volta (vi sembrerà silicone!) e stendetelo con un mattarello, con un pizzico di farina sempre sottomano, poichè questa pasta è piuttosto appiccicosa..

Ritagliate dei dischi, della dimensione che volete, e al centro disponete il ripieno. Ripiegate in due il disco, facendo combaciare il bordo superiore con quello inferiore, quindi con i polpastrelli pressate bene sui bordi, così i lembi si incolleranno e il ripieno non uscirà.

Una volta chiusi, passateli nella farina, nell’uovo sbattuto e nel pan grattato.

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Per la cottura procedete come preferite, io ne ho fatti alcuni fritti e alcuni al forno..

Ma si possono anche congelare, e cucinare quando vi serviranno!

Questo il risultato:

 

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Vi consiglio di mettere un pizzico di sale anche nell’uovo sbattuto per la panatura, altrimenti potrebbero risultare poco saporiti.

Se vi state chiedendo cosa proverò a copiare la prossima volta, forse ho già la risposta..

 

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Scherzo, ovviamente..

Ma questa era dedicata al Vecchio Elio.. :D

Etta

Calzoni rustici con salsiccia e cipolla

Filed Under (ricette, ricette con foto) by admin on 15-06-2007

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Caldi caldi, appena usciti dal forno.

Oggi pomeriggio mi è venuta l’improvvisa voglia di mangiare qualcosa di friabile e saporito, così mi sono rimboccata le maniche e ho preparato questi calzoni di pasta brisee ripieni con salsicce e cipolle.

Vi spiego come ho fatto, rimandandovi al prossimo post per la spiegazione dettagliata della pasta brisee (le dosi sono per due calzoni abbastanza grandi).

Come di consueto, troverete sul sito tutti gli ingredienti necessari, sia per la pasta brisee che per i calzoni con la salsiccia.

Bisogna stendere con il mattarello la pasta , ritagliandone dei dischi (aiutandosi con un piatto piano).

 

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Nel frattempo, mettete a rosolare in una padella la salsiccia, aggiungendo un goccio d’acqua..

 

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Potete quindi aggiungere le cipolle, e lasciare tutto a cuocere per qualche minuto..

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Una volta pronte, lasciatele raffreddare, e intanto tagliate la mozzarella a fettine abbastanza sottili.

Quando la salsiccia si sarà raffreddata, potete procedere a riempire i calzoni.

Prendete i dischi di pasta brisee, stendeteli e nel centro disponete uno strato di mozzarella, la salsiccia e un’altro strato di mozzarella (metà della quantità totale, visto che dovremo realizzarne due).

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Per chiudere i calzoni, sollevate il bordo superiore e portatelo verso quello inferiore, ricoprendo il condimento. Fate pressione sui bordi sovrapposti prima con i polpastrelli, poi con il dorso di una forchetta.

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Ora ripiegate i bordi su loro stessi e, di nuovo, chiudeteli bene con la forchetta.

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Finito con il primo, ripetete il procedimento anche per il secondo, quindi spennellateli con dell’uovo, bucateli in superficie con uno stuzzicadenti e metteteli in una teglia LEGGERMENTE imburrata (dipende da quanto amate il burro :D)

Mettete in forno e cuocete per 20/30 minuti a 180°.

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Dopo la cottura, dovrebbero avere più o meno questo aspetto:

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Il sapore, invece, non posso descrivervelo..

Ma spero vi piacciano :)

Etta