Linguine bottarga e carciofi

Filed Under (ricette con foto) by viola on 03-04-2008

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Ingredienti: Una confezione di linguine – 3/4 carciofi – bottarga di muggine – granella di pistacchio – scoza di limone – olio – aglio – sale – prezzemolo

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Procedimento: Pulire i carciofi eliminando con cura le foglie esterne e dure. Per evitare che i carciofi anneriscano dopo averli puliti metteteli in una bacinella dove avrete spremuto del limone. Successivamente tagliate il cuore dei carciofi a fettine sottili. Scaldate un pò di olio e cuocete i carciofi in modo che risultino croccanti. Durante la cottura, se necessario, aggiungete un filo d’acqua bollente. Quindi grattugiate la bottarga, la scorza di limone, tritate una manciata di prezzemolo e mettete il tutto da parte. Preparate un pentolino con olio e aglio, accendete la fiamma e fate insaporire. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.

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A questo punto cuocete la pasta. Scolatela al dente e conservate una tazza di acqua di cottura. Per condirla procedete così: dopo averla scolata versate l’olio (che nel frattempo si sarà raffreddato), mescolate e aggiungete la bottarga, la scorza, l’acqua di cottura, i carciofi e il prezzemolo. Mescolate ancora e per ultimo aggiungete la granella di pistacchio a mò di parmigiano.

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Pesto di pomodorini

Filed Under (ricette con foto) by viola on 14-03-2008

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Ingredienti: 250 g di pomodorini secchi di Pachino – 50 g di parmigiano o pecorino – aglio 2/3 spicchi- prezzemolo o basilico – olio extravergine d’oliva

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Procedimento: prima di procedere è d’uopo una precisazione: la scelta del pomodorino è fondamentale. Cercate di procurarvi il pomodoro secco di Pachino (vanta una lunga tradizione e ve ne accorgerete). Detto questo, procediamo. Mettete i pomodorini in acqua per farli rinvenire. Sono sufficienti pochi minuti. Quindi asciugateli e tritateli con la mezzaluna o con un robot da cucina. Analogamente procedete con il parmigiano, l’aglio e il prezzemolo. Vi consiglio di tritarli separatamente e solo quando avrete completato lo sminuzzamento incorporate tutti gli ingredienti

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Irrorate con abbondante olio extravergine d’oliva, mettete in un barattolo di vetro, coprite d’olio e conservate in frigorifero. E’ molto interessante la variante estiva, dove sostituirete il parmigiano con il pecorino e il prezzemolo con il basilico. Per il resto tutto rimane invariato. Quando utilizzerete il pesto per condire la pasta procedete così: calcolate un cucchiaio di pesto a persona, mettete la quantità di pesto occorrente in una spaghettiera e aggiungete mezza tazza di acqua di cottura della pasta. Il pesto si gonfierà un pò e guadagnerà la giusta consistenza per meglio aderire alla pasta.

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Tortino di Carciofi

Filed Under (ricette con foto) by viola on 06-03-2008

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Tortino di carciofi
Ingredienti: 8 carciofi -1 kg di patate – 15 Olive verdi – un pugno di capperi -aglio 1 spicchio – Prezzemolo tritato – 5 scalogni – parmigiano 40 g. -pecorino 60 g. – Pangrattato 50 g. – 1 bicchiere di vino bianco – Olio
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Iniziate con la preparazione del composto. Tritate, finemente e separatamente, scalogno, prezzemolo, capperi, olive e aglio; successivamente incorporateli e aggiungete parmigiano, pecorino, pangrattato, tre cucchiai di olio e un bicchiere di vino bianco secco. Girate bene affinché il tutto diventi omogeneo e lasciate riposare. Passate poi alla pulizia delle verdure.

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Mondare i carciofi fino a ottenere solo il cuore e fino a dove risulta tenero. Evitare accuratamente di usare le parti eccessivamente fibrose del carciofo. Tagliare i cuori di carciofo sottilmente e metterli in una bacinella coperti di acqua con il succo di un limone. Quindi pulire le patate e tagliarle a rondelle dello stesso spessore. Il diametro invece può essere differente.

A questo punto prendete una teglia e ricoprite il fondo con uno strato di patate, uno strato di carciofi e uno strato del composto. Procedete fino a esaurimento degli ingredienti.

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Coprite la teglia con la stagnola e mettete a cuocere in forno per circa 50/60 minuti a temperatura media. Si può anche cuocere sul fuoco se disponete di una buona pentola e di un buon coperchio.

Olive all’ascolana (da Urbino)

Filed Under (carne, ricette, ricette con foto) by Lebkuchen on 25-10-2007

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Sempre Marche sono.

Visto che in questa grande famiglia tanti vanno matti per le olive all’ascolana, e visto che non ho la minima intenzione di comprarli, li ho fatti con le mie manine sante.

E vi assicuro che sono usciti deliziosi, e facendoli in casa ognuno può variare nella ricetta nel modo che più gli piace (che gli Ascolani non me ne vogliano!).

Piccolo consiglio preliminare: se potete, utilizzate olive verdi grandi, così potete riempirle di più e si sente di più il ripieno.

Io grandi non le ho trovate, purtroppo. Qui a Urbino tendono a raccogliere i frutti della terra piuttosto acerbi e piccoli..la fruttivendola ha addirittura detto che a loro piacciono le cose acerbe..ma, vabbè, sto divagando..

Tornando alle olive, io le ho comprate in un vasetto da 130 gr, già snocciolate e in salamoia. Vi consiglio in tal caso di lasciarle per una o due orette in acqua, per farle dissalare leggermente.

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E tranquillizzatevi.. non è un’impresa ardua come sembra :)

Per preparare il ripieno, io ho utilizzato due bracioline di maiale senza osso. Le ho cotte leggermente in padella con sale, un goccio d’olio di oliva e spezie per arrosti. Dopodichè le ho tagliate a pezzetti e le ho messe nel mixer insieme a cubetti di pancetta, prosciutto cotto, un uovo (piccolo, altrimenti viene troppo liquido), parmigiano grattugiato, noce moscata e un pizzico di sale. Ho tritato tutto finchè non ho ottenuto un impasto di questo tipo:

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Nonostante le olive fossero già denocciolate, e quindi con il buco, le ho intagliate su un lato, per poter inserire più facilmente il ripieno.

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(Perdonate la foto, ma come al solito pretendo di far troppo con sole due mani ^_^)

A questo punto, non resta che procedere alla panatura. Io ne ho fatta una doppia, per ricreare quella classica crosticina tipica delle olive all’ascolana.

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In ordine, ho passato le olive ripiene nella farina, nell’uovo, nel pangrattato. Poi le ho fatte riposare 10 minuti, quindi le ho ripassate nell’uovo e nel pangrattato.

Friggete quindi in olio ben caldo per qualche istante, fino a che saranno dorate.

E fortunatamente ho ottenuto l’effetto desiderato :D

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L’unica piccola pecca è stata che le olive erano piuttosto piccole, ma questo non ha certo influito sul gusto..

E vi assicuro che tutti gli allegri inquilini di Via G. Santi hanno apprezzato :)

Etta

Piccolo manuale dei formaggi (seconda parte)

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 02-09-2007

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Come promesso, ecco la seconda parte del piccolo censimento dei formaggi che ho conosciuto o scoperto.

  • Jarlsberg: formaggio norvegese, semiduro, di colore giallo pallido on buchi irregolari e pasta liscia. Ha sapore delicato e leggermente dolce. Si consuma preferibilmente in tavola, servito con pane molto saporito o fette biscottate.
  • Jocca: formaggio morbido e non stagionato di colore bianco. Si presenta a pasta grumosa, ha un alto contenuto di umidità e ha un sapore delicato. Viene venduto in coppette. Ottimo in tavola, talvolta si usa in cucina cotto in pietanze o torte al formaggio (e cheesecake)
  • Islay: formaggio inglese, simile al Dunlop. Migliora quando è ben stagionato. E’ un formaggio ottimo da fondere ed eccellente in salse e toast.
  • Leicester: formaggio inglese, duro, rosso/arancione e con pasta leggermente granulosa. Ha un sapore dolce e intenso. E’ un formaggio eccellente per i toast.
  • Limburger: formaggio belga, semiduro, a pasta liscia, di un bianco cremoso con crosta di color arancione scuro. Ha un sapore ricco e un odore forte. Buono da portare a tavola.
  • Mascarpone: formaggio lombardo prodotto con panna fresca di latte di vacca. Simile a una crema, è bianco e delicato. Serve da base per dolci o si consuma al naturale, spolverato magari di zucchero, cannella o cioccolato.
  • Mozzarella: formaggio non stagionato, di pasta morbida ma soda, di colore bianco e di tenue sapore di latte. Ottimo in tavola e in cucina, specialmente per la pizza. Forse il formaggio italiano più famoso, in Italia e nel mondo. E’ in commercio anche la mozzarella light.
  • Münster: formaggio tedesco, semimorbido, ricco e cremoso, ricoperto da una crosta rossa. Sapore piccante e odore forte. Si consuma peferibilmente a tavola.
  • Pecorino: formaggio cotto, tipico della Sardegna, prodotto con latte intero di pecora. Ottimo in tavola, in commercio si possono trovare innumerevoli qualità, differenti soprattutto per sapore (alcuni dal sapore più deciso e piccante, altri meno) ed aroma.
  • Parmigiano: formaggio duro, a pasra granulosa, giallo pallido, sparso di buchini e dal sapore forte. Viene anche venduto già grattugiato. In Italia non può mancare sulla pasta, ma viene usato anche in altre ricette, specialmente accompagnato da formaggi più teneri e meno forti.
  • Petit Suisse: formaggio francese, cremoso, non stagionato, morbido, dal sapore tenue. Si vende in pacchetti confezionati. Ottimo in tavola, specialmente con dessert di frutti morbidi.
  • Port Salut: formaggio francese, semiduro, a pasta liscia, di colore dorato, con crosta arancione e sapore tenue e cremoso. Va bene in cucina e in tavola.
  • Provolone: formaggio duro, giallo paglierino. Si presenta a forma di pera, di palla o cilindrica. Fresco ha un sapore tenue, maturando diventa piccante. Ottimo in tavola, quando è giovane, e in cucina quando è stagionato.
  • Quark: formaggio tedesco, fresco, senza alcun processo di maturazione. E’ caratterizzato da un elevato contenuto d’acqua. Per la tavola e la cucina.
  • Raclette: formaggio svizzero, semiduro, di colore chiaro a pasta bucherellata e crosta brunastra.
  • Ricotta: formaggio bianco, sieroso, morbido e non stagionato, con un sapore delicato e dolce. Fatto con latte di vacca, pecora o capra. Ottimo in tavola e in cucina, anche per condire paste e per fare dolci.
  • Roquefort: formaggio francese, semimorbido, bianco con venature verdi/azzurre. E’ molto stagionato, con sapore piccante e odore pungente. Consigliato in tavola.
  • Sbrinz: formaggio svizzero, duro, ottenuto con un lungo processo di maturazione che va dai 6 ai 12 mesi (o anche di più). Contiene solo un 40% di acqua e ha quindi un periodo di conservazione molto lungo.
  • Stilton: formaggio inglese, semiduro, con crosta increspata e grigiastra. Quando è ancora poco maturo è bianco e friabile, con sapore leggero e delicato. Matura con abbondanti venature azzurrine, divenendo un formaggio a pasta più umida , con un sapore intenso. Si presenta in grandi cilindri. Eccellente in tavola, è un ottimo formaggio da dessert, spesso servito con del Porto.
  • Taleggio: formaggio ottenuto da latte intero di vacca, con pasta giallo chiara, morbida, di sapore delicato ma con leggera intonazione piccante. Si presenta con una crosta bruno/ruggine. Delizioso a tavola.
  • Tilsiter: formaggio tedesco che veniva preparato già in epoca medioevale. Contiene una percentuale dal 49 al 56% di grassi. E’ molto simile al Gouda olandese. Consigliato da portare in tavola.

Inutile dirvi che non è un elenco completo di tutti i formaggi presenti al mondo..solo in Italia abbiamo una grande varietà di formaggi regionali.

Naturalmente, confido in voi per poterlo ampliare e aggiungere formaggi nuovi o poco conosciuti della vostra regione.

Etta

Piccolo manuale dei formaggi (prima parte)

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 30-08-2007

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“Ci si accorge di non conoscere davvero qualcosa quando ogni volta si scopre qualcosa di nuovo.”

Questa fantastica massima partorita or ora dalla mia assonata mente non è uno dei primi segnali di un delirio senile, bensì il risultato di un quesito: QUANTI DIAVOLO DI FORMAGGI ESISTONO AL MONDO?

Ogni tanto mi imbatto in un formaggio diverso, che non ho mai sentito nominare. Nè tantomeno assaggiato.

Ecco quindi per voi (e anche per me), un piccolo manuale dei formaggi.

Giusto per rendersi conto, insomma.

  • Arran: formaggio scozzese, duro, giallo, umido, a pasta compatta. E’ prodotto sull’isola di Arran, da cui prende il nome, e si presenta in forme rotonde e senza crosta da 1 kg. E’ buono in tavola e in cucina.
  • Asiago: formaggio di tipo semicotto, a maturazione media, prodotto sull’altopiano dei Sette Comuni e in Carnia. Si presta bene nelle ricette, ma è ottimo anche da portare in tavola.
  • Brie: formaggio francese, morbido, bianco, con una sottile crosta commestibile bianco/grigia, confezionato in forme larghe e piatte. Con la stagionatura passa da un sapore delicato e un ricco sapore cremoso. Ideale in tavola.
  • Bel paese: formaggio semimorbido a pasta molle, omogenea, di colore bianco crema e dal sapore delicato. Se vende in tranci e a formelle rotonde. Ottimo in tavola e in cucina, combinato con un formaggio piccante, come ad esempio il parmigiano.
  • Cheddar: il Cheddar inglese di fattoria è un sostanzioso formaggio di colore giallo e pasta dura e compatta. I Cheddar di caseificio si presentano nelle sfumature del giallo chiaro al rosso arancione. Poichè questi formaggi vengono di solito venduti freschi, il loro sapore tende ad essere piuttosto tenue; alcuni vengono fatti maturare per acquistare un gusto più piccante. E’ fabbricato anche in Canada e in Nuova Zelanda. E’ ottimo in tavola, in cucina e da grattugiare. Può anche essere usato fuso sui toast o per insaporire le salse. Per ravvivare il sapore di un piatto con del Cheddar dolce, aggiungete un po’ di senape.
  • Cheshire: formaggio inglese di colore bianco o rosso, duro, a pasta friabile e dal sapore delicato o intenso. Il Cheshire blu è ricco e cremoso, a pasta porosa, con venature blu. Il Cheshire bianco e quello rosso sonno ottimi in tavola e in cucina, quello blu rende al meglio in tavola.
  • Crescenza: formaggio morbido, a pasta molle, non stagionato, fatto con latte di vacca non scremato, a maturazione rapidissima. Si trova in commercio al naturale in forme squadrate. E’ analogo allo stracchino e buono da portare in tavola.
  • Caciotta: formaggio tenero che si mangia fresco. Ha un sapore appena accentuato. Di piccole o medie dimensioni, si presenta in forme rotonde e schiacciate, bianchissime all’interno e con la crosta giallo chiara. Consigliato per la tavola.
  • Cagliata: formaggio morbido, non stagionato, dal sapore fresco e acidulo, ottenuto per coagulazione del latte. Si usa di solito con altri ingredienti (ad esempio in focacce o torte salate al formaggio).
  • Camembert: morbido formaggio francese color crema, con crosta commestibile, confezionato in piccole forme rotonde. Stagionando, passa da un sapore delicato a un sapore piccante, ma a questo punto si deteriora facilmente. Eccellente in tavola. Può essere servito con pane francese o con fette biscottate.
  • Double Glouchester: formaggio inglese, duro, giallo e arancione, di pasta compatta e friabile. Ha un sapore ricco e piccante, abbastanza simile al Cheddar maturo. Ottimo in tavola o sbriciolato per preparare salse, focacce e torte salate.
  • Dunlop: formaggi scozzese, duro e giallo, simile al Cheddar, ma più umido e con la pasta più compatta. Va bene sia in tavola che in cucina.
  • Danese blu: formaggio danese, bianco, semiduro, con venature azzurrine e pasta friabile. Dal sapore salato e piccante, rende al meglio servito a tavola.
  • Edam: formaggio olandese, liscio e compatto, giallo intenso. Si presenta in forme sferiche ed è rivestito di cera rossa. Sapore delicato. Ottimo in tavola e in cucina, nelle salse e sui toast. Viene usato molto come formaggio da fondere.
  • Emmenthal: formaggio svizzero sostanzioso, a pasta compatta, di color giallino con larghi buchi. Dal sapore ricco, simile al gruyère, è eccellente in tavola. E’ anche un formaggio da grattugiare.
  • Feta: formaggio greco, bianco, a pasta sfaldante. Si conserva in salamoia. Sapore salato. Ottimo in tavola e in cucina, è molto usato in pietanze tipiche greche.
  • Fontina: formaggio semiduro a pasta cremosa, bucherellata, di colore giallino chiaro. Sapore delicato, con lontano gusto di nocciola. Maturando acquista un sentore di fumo. E’ il tipico formaggio della Val D’Aosta.
  • Gjetost: formaggio norvegese, duro, non stagionato, di colore scuro, con sapore dolciastro. Il Mysost e il Primost sono tipi simili, ma non hanno il genuino aroma di latte di capra. Ottimo in tavola per spuntini, servito con pane integrale o di segale, o con fette croccanti.
  • Gorgonzola: formaggio bianco con venature grigio-azzurre e sapore piccante. Semimorbido e ottimo sia in tavola che in cucina.
  • Gouda: formaggio olandese, duro, giallo, con sapore tenue che diventa più ricco con la stagionatura. Buono in tavola e in cucina, e se stagionato può essere usato per arricchire salse e piatti.
  • Gruyère: formaggio svizzero, duro, di color giallo pallido a pasta bucherellata. Il sapore è ricco, intenso e dolciastro. Oltre che in cucina e in tavola, può essere utilizzato come formaggio fondente combinato con del parmigiano.

E domani la seconda parte :)

Etta