Quando gli ospiti arrivano…

Filed Under (diete e alimentazione, ricette base) by Lebkuchen on 10-09-2008

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Quando gli ospiti arrivano… bisogna accoglierli nel migliore dei modi. Secondo me due portate cardine per far colpo sugli ospiti sono l’antipasto e il dolce. Oggi parliamo degli antipasti. L’antipasto, spesso magari servito insieme all’aperitivo é il primo piatto che vede l’ospite. E’ quello che gli fa venire voglia di mangiare o quello che gliela fa passare. Per questi motivi deve essere qualcosa di piccolo (non deve saziare perché ci sono poi altre portate) e di appetitoso e sempre, ripeto sempre, deve essere servito in maniera originale e curata. Anche se comprate i salatini dal fornaio sotto casa perché siete in ritardo, serviteli su un bel piatto e con una decorazione. Basta un pomodorino decorato a topo, un rapanello intagliato a fiore e il piatto assume decisamente un altro aspetto. Cosa servire insieme all’antipasto? Io consiglio un aperitivo analcolico a base di frutta. Anche qui ricordatevi di mettere una piccola decorazione: una fragola, un pezzo di ananas o se proprio siete a corto, tenete di scorta degli ombrellini o bagnate il bordo del bicchiere e giratelo nello zucchero. Per le idee, non vi preoccupate, le varianti basate su pasta sfoglia sono infinite come per esempio questa Torta salata ai pomodori secchi oppure, perché no, a insaputa degli ospiti potete riciclare qualche avanzo facendo dei Crostoni di pane saporiti con formaggio e speck. L’importante, come sempre, é che gli ospiti si sentano Re! ;-)

Macchina del pane: questa sconosciuta

Filed Under (elettrodomestici, gadgets, pizza & affini) by Lebkuchen on 06-09-2008

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Oggi vi parlo della macchina del pane che é uno strumento poco conosciuto in Italia ma parecchio usato all’estero, tanto che esistono libri, miscele, ricette per sbizzarrirsi e farsi un pane davvero come lo si desidera. Una buona macchina del pane parte da circa 50-80 euro e vi permette di impastare, far lievitare e cuocere il pane. Di tutte le operazioni quella piú faticosa é la prima. Con la macchina del pane impastate poi non solo pane ma anche impasti dolci per dolci lievitati (brioche per esempio, ma si trovano persino ricette per fare il panettone!!)  oppure la pasta per la pizza. Insomma, il pane é solo uno dei prodotti che potete fare. La fase di lievitazione é altrettanto importante e la macchina del pane vi permette di farla nel modo migliore ossia accendendo un pochino la resistenza e generando il calore perfetto alla lievitazione. Il coperchio chiuso impedisce poi che la pasta si secchi e aiuta anche lei ad avere le condizioni ideali per una perfetta lievitazione. Dopodiché c’é la cottura. Potete farla nella macchina (pane quadrato/rettangolare) o nel vostro forno tradizionale. La cottura non é quindi vincolata alla macchina. Personalmente ne ho una da 4-5 anni e credo sia stato un ottimo investimento e non posso che consigliarvela. Badate peró di prenderla con un sufficiente numero di programmi e in particolate col programma pasta di pane che di fatto impasta, lievita e si ferma. Altrimenti dovete stare sempre sul chi va lá e togliere per tempo il cestello prima che inizi la cottura e spegnere la macchina. Quanto alla pulizia, meglio se c’é un cestello antiaderente. Ma non é indispensabile, la pulizia é sempre agevole. Se non sapete ancora da dove iniziare, perché non provare con un bel Pan Carré o una Focaccia con noci e formaggio? E buona lievitazione a tutti!!

P.S.: Se avete poca fiducia in voi stessi, diversi negozi vendono miscele giá pronte per produrre ottimi pani. In quel caso va solo aggiunta l’acqua!

Caldo caldo!

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 29-06-2008

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Mamma mia che caldo in questi giorni. E’ proprio arrivata l’estate! In realtá credo che queste settimane siano le solite due settimane caldissime di giugno. Poi a luglio agosto fará il caldo giusto: ne troppo ne troppo poco. In ogni caso quando fa cosí caldo la nostra alimentazione cambia drasticamente. Oltre ad avere, forse, un pochino meno appetito, la gente tende a cucinare poco e mangiare piatti pronti (ahi ahi) o freddi. Ricordatevi di limitare fritti e piatti troppo calorici o elaborati visto che fa caldo e di solito ci si muove poco. Questo sempre nell’ottica di mantenersi in linea e in buona salute. Oltre a consigliarvi l’aria condizionata (pure in cucina ;-) ), se non avete voglia di mangiare nel modo classico, vi consiglio uno spuntino veloce ossia a base di gelato. Il gelato contiene latte (quindi liquidi), frutta, panna, cioccolato a seconda dei gusti. Ricordatevi anche che si possono fare anche accoppiate gelato crema/frutta fresca tipo gelato al pistacchio con frutti di bosco o fragole. La cucina tipica delle nostre regioni meridionali offre anche altre idee allettanti come per esempio un Gelo di melone ! Insomma, la solita insalata di pasta o riso non son piú obbligatorie. Viziatevi con un buon dolce senza alcun rimorso di coscienza! :-P

Pasta Primavera

Filed Under (ricette con foto) by viola on 17-04-2008

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Ingredienti: una confezione di pasta casareccia – un mazzo di asparagi – due zucchine – scorza di limone – prezzemolo – 2 rossi d’uovo – olio – sale – pepe

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Procedimento: Pulite gli asparagi separando le punte dai gambi. In una padella con poco olio fate saltare prima i gambi e poi le punte di asparagi. Ogni tanto aggiungete un goccio d’acqua e mescolate. Quando saranno cotti metteteli da parte. Procedete quindi con le zucchine. Lavatele e tagliatele a tocchetti regolari. Cuocetele in una padella così come avete fatto per gli asparagi e quando saranno pronte mettetele da parte. In un contenitore dove poi condirete la pasta rompete le uova prendendo solo il rosso. A questo punto preparate un trito di prezzemolo e grattugiate la scorza.

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Cuocete la pasta in abbondante acqua salata e quando sarà cotta scolate e versatela sull’uovo. Mescolate bene, aggiungete le verdure precedentemente cotte e messe da parte, un pizzico di pepe e infine cospargete con il trito di prezzemolo e la scorza di limone. Questa ricetta è una rivisitazione della carbonara arricchita con verdure di stagione che alleggeriscono e profumano un piatto nutriente e sfizioso.

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Linguine bottarga e carciofi

Filed Under (ricette con foto) by viola on 03-04-2008

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Ingredienti: Una confezione di linguine – 3/4 carciofi – bottarga di muggine – granella di pistacchio – scoza di limone – olio – aglio – sale – prezzemolo

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Procedimento: Pulire i carciofi eliminando con cura le foglie esterne e dure. Per evitare che i carciofi anneriscano dopo averli puliti metteteli in una bacinella dove avrete spremuto del limone. Successivamente tagliate il cuore dei carciofi a fettine sottili. Scaldate un pò di olio e cuocete i carciofi in modo che risultino croccanti. Durante la cottura, se necessario, aggiungete un filo d’acqua bollente. Quindi grattugiate la bottarga, la scorza di limone, tritate una manciata di prezzemolo e mettete il tutto da parte. Preparate un pentolino con olio e aglio, accendete la fiamma e fate insaporire. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.

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A questo punto cuocete la pasta. Scolatela al dente e conservate una tazza di acqua di cottura. Per condirla procedete così: dopo averla scolata versate l’olio (che nel frattempo si sarà raffreddato), mescolate e aggiungete la bottarga, la scorza, l’acqua di cottura, i carciofi e il prezzemolo. Mescolate ancora e per ultimo aggiungete la granella di pistacchio a mò di parmigiano.

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Pesto di pomodorini

Filed Under (ricette con foto) by viola on 14-03-2008

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Ingredienti: 250 g di pomodorini secchi di Pachino – 50 g di parmigiano o pecorino – aglio 2/3 spicchi- prezzemolo o basilico – olio extravergine d’oliva

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Procedimento: prima di procedere è d’uopo una precisazione: la scelta del pomodorino è fondamentale. Cercate di procurarvi il pomodoro secco di Pachino (vanta una lunga tradizione e ve ne accorgerete). Detto questo, procediamo. Mettete i pomodorini in acqua per farli rinvenire. Sono sufficienti pochi minuti. Quindi asciugateli e tritateli con la mezzaluna o con un robot da cucina. Analogamente procedete con il parmigiano, l’aglio e il prezzemolo. Vi consiglio di tritarli separatamente e solo quando avrete completato lo sminuzzamento incorporate tutti gli ingredienti

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Irrorate con abbondante olio extravergine d’oliva, mettete in un barattolo di vetro, coprite d’olio e conservate in frigorifero. E’ molto interessante la variante estiva, dove sostituirete il parmigiano con il pecorino e il prezzemolo con il basilico. Per il resto tutto rimane invariato. Quando utilizzerete il pesto per condire la pasta procedete così: calcolate un cucchiaio di pesto a persona, mettete la quantità di pesto occorrente in una spaghettiera e aggiungete mezza tazza di acqua di cottura della pasta. Il pesto si gonfierà un pò e guadagnerà la giusta consistenza per meglio aderire alla pasta.

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Un tocco d’oriente: hummus e falafel (o felafel)

Filed Under (curiosità, piatti etnici, ricette) by Lebkuchen on 17-09-2007

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Italiani, radicati alla cucina di casa che difendono a denti stretti pasta e pizza.

Ma molti non disdegnano i sapori lontani e le cucine straniere. Ed ecco che prendono sempre più piede i ristoranti etnici, crescono come funghi locali cinesi, arabi, spagnoli, giapponesi. E l’italiano del sabato sera sostituisce la piadina o il panino con la salsiccia delle 4.30 con una pita ripiena di kebab o un ghiros.

Conoscere nuove culture e assaporare pietanze nuove non può certo far male.
E non potevo non dedicare qualche post alle ricette e ai piatti lontani dalla nostra tradizione, che stanno però diventando in casa nostra sempre meno sconosciuti.

Cominciamo quindi con due piatti d’origine mediorentale: i falafel (o felafel) e l’hummus (humus, o anche hommus) .

falafel.gifI Falafel non sono molto lontani dalle nostre care amate polpette di carne, almeno nell’aspetto

Solo che al posto della carne tritata, i felafel sono fatti di ceci (ma si usano anche le fave), insieme ad aglio, cipolla e coriandolo.

Possono quindi anche essere degli ottimi sostituti delle polpette di carne in una dieta vegetariana.

Ecco la ricetta dei falafel:

  • 350 g di ceci secchi
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 2 cucchiaini di cumino
  • 1 cucchiaino di coriandolo tritato
  • pepe
  • sale
  • olio

Prima cosa da fare: tenere i ceci in acqua per almeno una notte, per farli ammorbidire.

Quindi togliete la pelle e tritate in un mixer i ceci, l’aglio, la cipolla, il prezzemolo, il coriandolo, il cumino, il sale e il pepe, fino ad ottenere un composto fine ed omogeneo. Lasciate quindi riposare per circa 30 minuti.

Trascorso questo tempo, formate delle polpette con l’impasto precedentemente preparato, schiacciandole leggermente, quindi lasciate riposare i falafel per almeno un’ora in frigo.

Questo tempo serve a rendere i falafel compatti e fermi, per evitare che si rompano durante la cottura.

I falafel vanno fritti in una padella o in un wok con dell’olio di semi fino a che non saranno ben dorati.

hummus.gifPassiamo quindi all’hummus, che in arabo vuol dire letteralmente “ceci”.

L’hummus è un piatto largamente diffuso nell’area del medioriente, fino a paesi come Turchia e Grecia.

Viene preparato riducendo a crema i ceci e aggiungendo aglio, limone, olio, paprika, cumino e prezzemolo.Solitamente all’hummus viene aggiunto anche del tahineh, o tahina, o tahini, ovvero una pasta fatta con i semi di sesamo.

Per intero, ecco la ricetta dell’hummus:

  • 500 g di ceci
  • 1 spicchio d’aglio
  • il succo di due limoni
  • paprika e/o peperoncino
  • 2 cucchiai rasi di olio
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 mazzetto di prezzemolo

Bisogna frullare finemente i ceci, quindi aggiungere il resto degli ingredienti e frullare finchè il tutto si sarà ridotto ad una pasta omogenea e cremosa, aggiungendo se necessario dell’acqua. L’hummus può essere servito in ciotoline, decorato con prezzemolo tritato e paprika e accompagnato da crostini di pane.

Stasera provo a fare del pane pita (o pitta), ovvero il pane arabo che solitamente viene farcito con i felafel. Poi vi racconto com’è andata.

As-salam alaikum a tutti voi.

Etta

Link utili:
- valori nutrizionali cipolle
- valori nutrizionali sesamo

Conoscere e combattere la muffa sul cibo

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 09-09-2007

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Fastidiosa, schifosina, antipatica e sempre dietro l’angolo…

Spesso ce la ritroviamo sugli alimenti ma ci piange il cuore a buttarli via, quindi ci tormentiamo chiedendoci se potremmo mangiarli lo stesso eliminando la parte andata a male.

Altre volte buttiamo via barattoli interi perchè ci fa troppo schifo quella cosa verdastra e l’idea di mangiare un alimento che è stato anche solo vicino alla muffa ci fa rabbrividire..

Ok..ma che diavolo è la muffa?

La muffa appartiene alla famiglia dei funghi e si riproduce tramite spore. In realtà la muffa, come la vediamo noi, nella sua forma di macchia filamentosa verde/blu, è una colonia di questi microrganismi pluricellulari.

In realtà alcune muffe sono anche utili all’uomo (vedi la Penicillina o le muffe commestibili usate per arrichire formaggi come il Gorgonzola), ma spesso possono essere causa di allergie e intossicazioni, a causa delle tossine che rilasciano nell’organismo e lo danneggiano.

Come comportarsi quindi con le muffe sugli alimenti? E’ sempre bene gettare tutto o a volte si può salvare qualcosa?

  • Il primo caso, forse tra i più comuni, è quello delle confetture e delle marmellate. In questo caso, lo zucchero impedisce alla muffa di rilasciare le tossine, ed è quindi possibile eliminare la parte con la muffa e consumare tutto il resto. Bisogna però fare attenzione alle confetture con pochi zuccheri: quelle vanno gettate sempre in presenza di muffa.
  • Altro caso altrettanto comune è quello che colpisce il pane. Solitamente, se la muffa è presente allo stato iniziale e solo in piccole macchioline, è possibile eliminare la parte rovinata (magari abbondando) e consumare il resto. Ma se non volete correre nessun rischio, se proprio vi fa schifo o se l’infestazione è più ampia, tagliate la testa al toro e buttate tutto. Prevenire è meglio che curare.
  • Diverso il discorso per quanto riguarda i formaggi. Abbiamo già detto (e visto) che molti formaggi vengono arricchiti da alcuni tipi di muffe commestibili e non pericolose. Impossibile quindi non citare il famoso Gorgonzola, dalle tipiche striature verde/blu e dal sapore forte e piccante, il Roquefort , caratterizzato da macchioline verdastre incavate nella pasta, o il Camembert, la cui crosta è ricoperta da un sottile strato di muffa bianca che ne impreziosisce il sapore. Ma se il formaggio che abbiamo comprato e conservato in frigo non è un tipico formaggio erborinato, la presenza di muffa sulla superficie non è una buona cosa. Se si tratta di un formaggio a pasta dura e la muffa non è a uno stadio molto avanzato, basta eliminare le parti contaminate e consumare il resto senza timori, poichè le tossine non sono riuscite ad arrivare al resto del formaggio, ma se si tratta di paste morbide, come ricotte, mozzarelle, creme di formaggio, fiocchi di latte o yogurt, è bene liberarsi di tutto il prodotto.
  • Più o meno lo stesso vale per frutta e verdura. Se ad essere colpito dalla muffa è stato un frutto o un ortaggio morbido e succoso, purtroppo è bene liberarsene. Ma una macchiolina di muffa o un buchino marcio sulla superficie di una pera può essere tagliato via senza rinunciare al resto del frutto.

In ogni caso, per evitare contaminazioni sgradite, cercate di tenere sempre bel pulito il frigo, i luoghi di conservazione del cibo (anche credenze e portapane) e i contenitori in cui avete trovato alimenti con della muffa. Attenti anche all’umidità eccessiva, alle temperature troppo elevate e coprite gli alimenti, perchè la muffa si riproduce per via aerea.

Etta

Link utili:

- Da Wikipedia: La muffa

- Valori nutrizionali del Gorgonzola

- Valori nutrizionali del Roquefort

- Valori nutrizionali dello Yogurt

- Valori nutrizionali della ricotta

- Valori nutrizionali della mozzarella

Piccolo manuale dei formaggi (seconda parte)

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 02-09-2007

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Come promesso, ecco la seconda parte del piccolo censimento dei formaggi che ho conosciuto o scoperto.

  • Jarlsberg: formaggio norvegese, semiduro, di colore giallo pallido on buchi irregolari e pasta liscia. Ha sapore delicato e leggermente dolce. Si consuma preferibilmente in tavola, servito con pane molto saporito o fette biscottate.
  • Jocca: formaggio morbido e non stagionato di colore bianco. Si presenta a pasta grumosa, ha un alto contenuto di umidità e ha un sapore delicato. Viene venduto in coppette. Ottimo in tavola, talvolta si usa in cucina cotto in pietanze o torte al formaggio (e cheesecake)
  • Islay: formaggio inglese, simile al Dunlop. Migliora quando è ben stagionato. E’ un formaggio ottimo da fondere ed eccellente in salse e toast.
  • Leicester: formaggio inglese, duro, rosso/arancione e con pasta leggermente granulosa. Ha un sapore dolce e intenso. E’ un formaggio eccellente per i toast.
  • Limburger: formaggio belga, semiduro, a pasta liscia, di un bianco cremoso con crosta di color arancione scuro. Ha un sapore ricco e un odore forte. Buono da portare a tavola.
  • Mascarpone: formaggio lombardo prodotto con panna fresca di latte di vacca. Simile a una crema, è bianco e delicato. Serve da base per dolci o si consuma al naturale, spolverato magari di zucchero, cannella o cioccolato.
  • Mozzarella: formaggio non stagionato, di pasta morbida ma soda, di colore bianco e di tenue sapore di latte. Ottimo in tavola e in cucina, specialmente per la pizza. Forse il formaggio italiano più famoso, in Italia e nel mondo. E’ in commercio anche la mozzarella light.
  • Münster: formaggio tedesco, semimorbido, ricco e cremoso, ricoperto da una crosta rossa. Sapore piccante e odore forte. Si consuma peferibilmente a tavola.
  • Pecorino: formaggio cotto, tipico della Sardegna, prodotto con latte intero di pecora. Ottimo in tavola, in commercio si possono trovare innumerevoli qualità, differenti soprattutto per sapore (alcuni dal sapore più deciso e piccante, altri meno) ed aroma.
  • Parmigiano: formaggio duro, a pasra granulosa, giallo pallido, sparso di buchini e dal sapore forte. Viene anche venduto già grattugiato. In Italia non può mancare sulla pasta, ma viene usato anche in altre ricette, specialmente accompagnato da formaggi più teneri e meno forti.
  • Petit Suisse: formaggio francese, cremoso, non stagionato, morbido, dal sapore tenue. Si vende in pacchetti confezionati. Ottimo in tavola, specialmente con dessert di frutti morbidi.
  • Port Salut: formaggio francese, semiduro, a pasta liscia, di colore dorato, con crosta arancione e sapore tenue e cremoso. Va bene in cucina e in tavola.
  • Provolone: formaggio duro, giallo paglierino. Si presenta a forma di pera, di palla o cilindrica. Fresco ha un sapore tenue, maturando diventa piccante. Ottimo in tavola, quando è giovane, e in cucina quando è stagionato.
  • Quark: formaggio tedesco, fresco, senza alcun processo di maturazione. E’ caratterizzato da un elevato contenuto d’acqua. Per la tavola e la cucina.
  • Raclette: formaggio svizzero, semiduro, di colore chiaro a pasta bucherellata e crosta brunastra.
  • Ricotta: formaggio bianco, sieroso, morbido e non stagionato, con un sapore delicato e dolce. Fatto con latte di vacca, pecora o capra. Ottimo in tavola e in cucina, anche per condire paste e per fare dolci.
  • Roquefort: formaggio francese, semimorbido, bianco con venature verdi/azzurre. E’ molto stagionato, con sapore piccante e odore pungente. Consigliato in tavola.
  • Sbrinz: formaggio svizzero, duro, ottenuto con un lungo processo di maturazione che va dai 6 ai 12 mesi (o anche di più). Contiene solo un 40% di acqua e ha quindi un periodo di conservazione molto lungo.
  • Stilton: formaggio inglese, semiduro, con crosta increspata e grigiastra. Quando è ancora poco maturo è bianco e friabile, con sapore leggero e delicato. Matura con abbondanti venature azzurrine, divenendo un formaggio a pasta più umida , con un sapore intenso. Si presenta in grandi cilindri. Eccellente in tavola, è un ottimo formaggio da dessert, spesso servito con del Porto.
  • Taleggio: formaggio ottenuto da latte intero di vacca, con pasta giallo chiara, morbida, di sapore delicato ma con leggera intonazione piccante. Si presenta con una crosta bruno/ruggine. Delizioso a tavola.
  • Tilsiter: formaggio tedesco che veniva preparato già in epoca medioevale. Contiene una percentuale dal 49 al 56% di grassi. E’ molto simile al Gouda olandese. Consigliato da portare in tavola.

Inutile dirvi che non è un elenco completo di tutti i formaggi presenti al mondo..solo in Italia abbiamo una grande varietà di formaggi regionali.

Naturalmente, confido in voi per poterlo ampliare e aggiungere formaggi nuovi o poco conosciuti della vostra regione.

Etta

Piccolo manuale dei formaggi (prima parte)

Filed Under (curiosità) by Lebkuchen on 30-08-2007

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“Ci si accorge di non conoscere davvero qualcosa quando ogni volta si scopre qualcosa di nuovo.”

Questa fantastica massima partorita or ora dalla mia assonata mente non è uno dei primi segnali di un delirio senile, bensì il risultato di un quesito: QUANTI DIAVOLO DI FORMAGGI ESISTONO AL MONDO?

Ogni tanto mi imbatto in un formaggio diverso, che non ho mai sentito nominare. Nè tantomeno assaggiato.

Ecco quindi per voi (e anche per me), un piccolo manuale dei formaggi.

Giusto per rendersi conto, insomma.

  • Arran: formaggio scozzese, duro, giallo, umido, a pasta compatta. E’ prodotto sull’isola di Arran, da cui prende il nome, e si presenta in forme rotonde e senza crosta da 1 kg. E’ buono in tavola e in cucina.
  • Asiago: formaggio di tipo semicotto, a maturazione media, prodotto sull’altopiano dei Sette Comuni e in Carnia. Si presta bene nelle ricette, ma è ottimo anche da portare in tavola.
  • Brie: formaggio francese, morbido, bianco, con una sottile crosta commestibile bianco/grigia, confezionato in forme larghe e piatte. Con la stagionatura passa da un sapore delicato e un ricco sapore cremoso. Ideale in tavola.
  • Bel paese: formaggio semimorbido a pasta molle, omogenea, di colore bianco crema e dal sapore delicato. Se vende in tranci e a formelle rotonde. Ottimo in tavola e in cucina, combinato con un formaggio piccante, come ad esempio il parmigiano.
  • Cheddar: il Cheddar inglese di fattoria è un sostanzioso formaggio di colore giallo e pasta dura e compatta. I Cheddar di caseificio si presentano nelle sfumature del giallo chiaro al rosso arancione. Poichè questi formaggi vengono di solito venduti freschi, il loro sapore tende ad essere piuttosto tenue; alcuni vengono fatti maturare per acquistare un gusto più piccante. E’ fabbricato anche in Canada e in Nuova Zelanda. E’ ottimo in tavola, in cucina e da grattugiare. Può anche essere usato fuso sui toast o per insaporire le salse. Per ravvivare il sapore di un piatto con del Cheddar dolce, aggiungete un po’ di senape.
  • Cheshire: formaggio inglese di colore bianco o rosso, duro, a pasta friabile e dal sapore delicato o intenso. Il Cheshire blu è ricco e cremoso, a pasta porosa, con venature blu. Il Cheshire bianco e quello rosso sonno ottimi in tavola e in cucina, quello blu rende al meglio in tavola.
  • Crescenza: formaggio morbido, a pasta molle, non stagionato, fatto con latte di vacca non scremato, a maturazione rapidissima. Si trova in commercio al naturale in forme squadrate. E’ analogo allo stracchino e buono da portare in tavola.
  • Caciotta: formaggio tenero che si mangia fresco. Ha un sapore appena accentuato. Di piccole o medie dimensioni, si presenta in forme rotonde e schiacciate, bianchissime all’interno e con la crosta giallo chiara. Consigliato per la tavola.
  • Cagliata: formaggio morbido, non stagionato, dal sapore fresco e acidulo, ottenuto per coagulazione del latte. Si usa di solito con altri ingredienti (ad esempio in focacce o torte salate al formaggio).
  • Camembert: morbido formaggio francese color crema, con crosta commestibile, confezionato in piccole forme rotonde. Stagionando, passa da un sapore delicato a un sapore piccante, ma a questo punto si deteriora facilmente. Eccellente in tavola. Può essere servito con pane francese o con fette biscottate.
  • Double Glouchester: formaggio inglese, duro, giallo e arancione, di pasta compatta e friabile. Ha un sapore ricco e piccante, abbastanza simile al Cheddar maturo. Ottimo in tavola o sbriciolato per preparare salse, focacce e torte salate.
  • Dunlop: formaggi scozzese, duro e giallo, simile al Cheddar, ma più umido e con la pasta più compatta. Va bene sia in tavola che in cucina.
  • Danese blu: formaggio danese, bianco, semiduro, con venature azzurrine e pasta friabile. Dal sapore salato e piccante, rende al meglio servito a tavola.
  • Edam: formaggio olandese, liscio e compatto, giallo intenso. Si presenta in forme sferiche ed è rivestito di cera rossa. Sapore delicato. Ottimo in tavola e in cucina, nelle salse e sui toast. Viene usato molto come formaggio da fondere.
  • Emmenthal: formaggio svizzero sostanzioso, a pasta compatta, di color giallino con larghi buchi. Dal sapore ricco, simile al gruyère, è eccellente in tavola. E’ anche un formaggio da grattugiare.
  • Feta: formaggio greco, bianco, a pasta sfaldante. Si conserva in salamoia. Sapore salato. Ottimo in tavola e in cucina, è molto usato in pietanze tipiche greche.
  • Fontina: formaggio semiduro a pasta cremosa, bucherellata, di colore giallino chiaro. Sapore delicato, con lontano gusto di nocciola. Maturando acquista un sentore di fumo. E’ il tipico formaggio della Val D’Aosta.
  • Gjetost: formaggio norvegese, duro, non stagionato, di colore scuro, con sapore dolciastro. Il Mysost e il Primost sono tipi simili, ma non hanno il genuino aroma di latte di capra. Ottimo in tavola per spuntini, servito con pane integrale o di segale, o con fette croccanti.
  • Gorgonzola: formaggio bianco con venature grigio-azzurre e sapore piccante. Semimorbido e ottimo sia in tavola che in cucina.
  • Gouda: formaggio olandese, duro, giallo, con sapore tenue che diventa più ricco con la stagionatura. Buono in tavola e in cucina, e se stagionato può essere usato per arricchire salse e piatti.
  • Gruyère: formaggio svizzero, duro, di color giallo pallido a pasta bucherellata. Il sapore è ricco, intenso e dolciastro. Oltre che in cucina e in tavola, può essere utilizzato come formaggio fondente combinato con del parmigiano.

E domani la seconda parte :)

Etta