Olive all’ascolana (da Urbino)

Filed Under (carne, ricette, ricette con foto) by Lebkuchen on 25-10-2007

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Sempre Marche sono.

Visto che in questa grande famiglia tanti vanno matti per le olive all’ascolana, e visto che non ho la minima intenzione di comprarli, li ho fatti con le mie manine sante.

E vi assicuro che sono usciti deliziosi, e facendoli in casa ognuno può variare nella ricetta nel modo che più gli piace (che gli Ascolani non me ne vogliano!).

Piccolo consiglio preliminare: se potete, utilizzate olive verdi grandi, così potete riempirle di più e si sente di più il ripieno.

Io grandi non le ho trovate, purtroppo. Qui a Urbino tendono a raccogliere i frutti della terra piuttosto acerbi e piccoli..la fruttivendola ha addirittura detto che a loro piacciono le cose acerbe..ma, vabbè, sto divagando..

Tornando alle olive, io le ho comprate in un vasetto da 130 gr, già snocciolate e in salamoia. Vi consiglio in tal caso di lasciarle per una o due orette in acqua, per farle dissalare leggermente.

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E tranquillizzatevi.. non è un’impresa ardua come sembra :)

Per preparare il ripieno, io ho utilizzato due bracioline di maiale senza osso. Le ho cotte leggermente in padella con sale, un goccio d’olio di oliva e spezie per arrosti. Dopodichè le ho tagliate a pezzetti e le ho messe nel mixer insieme a cubetti di pancetta, prosciutto cotto, un uovo (piccolo, altrimenti viene troppo liquido), parmigiano grattugiato, noce moscata e un pizzico di sale. Ho tritato tutto finchè non ho ottenuto un impasto di questo tipo:

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Nonostante le olive fossero già denocciolate, e quindi con il buco, le ho intagliate su un lato, per poter inserire più facilmente il ripieno.

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(Perdonate la foto, ma come al solito pretendo di far troppo con sole due mani ^_^)

A questo punto, non resta che procedere alla panatura. Io ne ho fatta una doppia, per ricreare quella classica crosticina tipica delle olive all’ascolana.

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In ordine, ho passato le olive ripiene nella farina, nell’uovo, nel pangrattato. Poi le ho fatte riposare 10 minuti, quindi le ho ripassate nell’uovo e nel pangrattato.

Friggete quindi in olio ben caldo per qualche istante, fino a che saranno dorate.

E fortunatamente ho ottenuto l’effetto desiderato :D

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L’unica piccola pecca è stata che le olive erano piuttosto piccole, ma questo non ha certo influito sul gusto..

E vi assicuro che tutti gli allegri inquilini di Via G. Santi hanno apprezzato :)

Etta

Ricette facili e veloci per utilizzare il prosciutto cotto avanzato

Filed Under (ricette) by Lebkuchen on 22-08-2007

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Il problema del giorno è: due etti di prosciutto cotto avanzato dai panini di ieri.

Se lo riproponessi oggi, penso che i miei commensali metterebbero un muso lungo da qui a Catania (più o meno 800 km) .

E allora, che ci faccio co ’sto bastimento di prosciutto cotto, tra l’altro molto buono, talmente buono che piuttosto che lasciarlo in frigo per un altro giorno me lo mangio tutto io da sola?

Ho escogitato qualche sistema per utilizzarlo in qualche ricettina veloce..

Salsa al prosciutto.

Mescolate il prosciutto cotto tritato con la panna, la maionese e il sale. Da servire con verdurine fresche e qualche fetta di pane tostato, o bruschette.

Crema di prosciutto e groviera.

Mescolate il prosciutto tritato con groviera, formaggio fresco cremoso, latte e un po’ di Tabasco. Servite con dei crostini o usatelo per farcire toast o tartine.

Insalata al prosciutto

Mescolate pezzetti di prosciutto, fettine di pomodoro, olive, cetrioli e cipolle. Se volete arricchirla, aggiungete della lattuga.

Spiedini di prosciutto e mela glassati

Infilate su uno spiedino dei pezzetti di prosciutto cotto alternandoli a spicchi di mela. Spennellate con marmellata di arance mista a succo di limone e grigliateli.

Zuppa di prosciutto e crescione (leggermente invernale)

Fate bollire del brodo di pollo, aggiungete alcuni funghi affettati, prosciutto cotto a pezzetti e crescione tagliato finemente. Riportate a ebollizione e servite (aspettate che finisca di bollire se non volete ustionare qualcuno).

Stufatino di prosciutto al forno.

Mescolate fagioli, senape, un peperone tagliato finemente e del prosciutto cotto a pezzetti. Scaldate al forno e servite con dei crostini di pane.

Polpettine al prosciutto

Mescolate il prosciutto cotto tritato con 1 uovo sbattuto, pane grattugiato, salvia macinata, sale e pepe. Fatene delle polpettine e friggetele. Oppure cuocetele nel sugo.

Besciamella al prosciutto e verdure.

Mescolate il prosciutto a pezzetti con la besciamella, e versatela su della verdura tagliata a listarelle (sedani, cavolfiori, carote, zucchine. Oppure utilizzatela per condire paste o risotti.

Insalata di prosciutto e frutta secca

Tagliate il prosciutto cotto (se a dadini è meglio) e mescolatelo con lattuga, noci, mandorle tritate e sedano a pezzetti molto piccoli. Aggiungete della maionese, mescolate e servite.

Io ho scelto le polpettine, e le accompagno con delle patatine fritte. Voglio vedere se qualcuno ha il coraggio di reclamare :)

Etta

Sofficini Fintus (ovvero..come rifare in casa i cari vecchi Sofficini)

Filed Under (ricette, ricette con foto) by admin on 17-06-2007

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No, non sono impazzita e non ho sbagliato a scrivere il nome nel titolo del post.

Ieri sera, per seguire la mania di emulazione delle grandi marche che da qualche giorno mi perseguita, ho cercato di riprodurre da sola i sofficini.

Il risultato è stato più che soddisfacente, ma credo si possa lavorare ancora sulle modalità del ripieno..

Per questa volta, ho realizzato dei sofficini con pomodoro, mozzarella e prosciutto cotto (oltre a un paio sportivi con mozzarella e cubetti di salamino, giusto per provare..).

La ricetta mi è arrivata da lontano, attraverso il sempreverde metodo del passaparola, quindi in realtà non so dirvi con esatezza chi ha avuto la brillante idea di riprodurli in questa maniera. Mi limiterò dunque a descrivervi come mettere in pratica questi preziosi consigli :) .

Per prima cosa, bisogna creare la pasta che ricoprirà i sofficini..

Gli ingredienti per la pasta:

  • una tazza d’acqua;
  • un cucchiaio di burro;
  • una tazza di farina;
  • un pizzico di sale.

Mettete a bollire in un pentolino la tazza d’acqua e il cucchiaio di burro..

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Quando l’acqua bolle, buttateci dentro la tazza di farina e girate subito ed energicamente con un cucchiaio di legno, finchè si formerà una palla di impasto che si staccherà da sola dal pentolino.

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Bene, ora bisogna lasciarla raffreddare.

Intanto potete preparare quello che sarà il ripieno, come preferite. Io ho usato del sugo, della mozzarella e pezzetti di prosciutto cotto, ma si possono farcire in mille modi, a seconda delle preferenze. L’importante è non esagerare, altrimenti si rischia di farli aprire durante la cottura.

Prendete un pezzetto di pasta alla volta (vi sembrerà silicone!) e stendetelo con un mattarello, con un pizzico di farina sempre sottomano, poichè questa pasta è piuttosto appiccicosa..

Ritagliate dei dischi, della dimensione che volete, e al centro disponete il ripieno. Ripiegate in due il disco, facendo combaciare il bordo superiore con quello inferiore, quindi con i polpastrelli pressate bene sui bordi, così i lembi si incolleranno e il ripieno non uscirà.

Una volta chiusi, passateli nella farina, nell’uovo sbattuto e nel pan grattato.

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Per la cottura procedete come preferite, io ne ho fatti alcuni fritti e alcuni al forno..

Ma si possono anche congelare, e cucinare quando vi serviranno!

Questo il risultato:

 

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Vi consiglio di mettere un pizzico di sale anche nell’uovo sbattuto per la panatura, altrimenti potrebbero risultare poco saporiti.

Se vi state chiedendo cosa proverò a copiare la prossima volta, forse ho già la risposta..

 

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Scherzo, ovviamente..

Ma questa era dedicata al Vecchio Elio.. :D

Etta

Merende e merendine

Filed Under (diete e alimentazione) by admin on 07-06-2007

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Stranamente, oggi dev’essere il giorno delle riflessioni.

Stamattina mi sono alzata con la solita atroce fame mattutina, ho aperto il frigo (con un occhio chiuso e uno aperto) e ho trovato due merendine, di quelle fresche, che si trovano nel banco frigo, con il pan di spagna, lo zucchero a velo e la crema al latte..

..insomma, non vorrei far pubblicità, ma quelle che iniziano per Kinder e finiscono con Paradiso.

Ed è proprio da quel fresco angolo di frigo che è partita la mia riflessione mattutina sulle merendine e la ricreazione a scuola. (La merendina non era mia, quindi non l’ho mangiata..)

Pensavo a come è cambiata la concezione di “merenda”, e mi riferisco soprattutto a quella che i bambini fanno a scuola durante la ricreazione, da come la vedevo io a come è diventata oggi.

  • Le merendine sono sempre più piccole.

A partire da quella che ho tanto sacrificatamente lasciato nel frigo stamane. Insomma, io davvero me le ricordavo più grandi. Ma le possibilità sono due: o davvero i produttori di merendine confezionate hanno negli anni deciso di ridurre le quantità, un pò per sgobbarci e un pò per dare l’illusione che facciano meno male, o mi sembrano più piccole semplicemente perchè io sono più grande.

  • Le merendine non saziano mai.

Voi quante merendine pensate si debbano mangiare prima di sentire vagamente il senso di sazietà? E quanto può essere vantaggioso per un bambino fare ricreazione con una merendina a 6 strati di cacao e una fetta di pan di spagna? Con tutto quello che consumano durante la giornata scolastica avrebbero bisogno forse di qualcosa di più.

E forse andrebbero preferite le care vecchie brioches (quelle vere di pasticceria, con il burro ma non troppo) con un bel bicchiere di latte caldo a una cioccolatosa merendininina croccante o un bel panino con il prosciutto cotto invece delle patatinetutteunte o quant’altro .

  • Le merendine (alcune) sono buonissime.

E questo purtroppo è un dato di fatto. Alcune (vedi sopra) sono veramente appetitose, quando le mordi sprofondi in un’estasi di morbidezza. A questo punto mi sorge un estremo dubbio: che ci mettono dentro per renderle così buone?

..ma soprattutto..

  • Quali sono le merendine da preferire?

Innanzitutto, sono da evitare le merende con margarina o grassi idrogenati. Per la precisione, i grassi vegetali idrogenati sono grassi ottenuti tramite un processo che aumenta la saturazione dei grassi. Durante il processo di idrogenazione, però, si formano gli acidi grassi trans, che sono causa di alcune malattie metaboliche e circolatorie (vi consiglio la lettura del post sui grassi saturi e insaturi e questo articolo del dottor Albanesi).

Poi è necessario controllare sempre l’apporto nutrizionale, che varia da merenda a merenda. Soprattutto andrebbero evitate quelle con troppi grassi o zuccheri più volte al giorno, come spesso purtroppo accade, ad esempio come spuntini fuori pasto.

Attenti poi agli additivi, conservanti e/o coloranti utilizzati per la produzione di alcuni dolci confezionati: oltre a controllare margarina e grassi idrogenati, bisognerebbe dare un’occhiata anche all’eventuale presenza di sostanze non proprio benevole come gli addensanti polifosfati.

  • E’ colpa della pubblicità?

Leggevo giusto ieri un articolo che parlava del ruolo dei media, e in particolare della pubblicità in tv, nella diseducazione alimentare in Italia, che colpisce maggiormente i bambini. Secondo una recente indagine, infatti, pare che un bambino che guarda la tv per circa 3 ore al giorno (e nella fascia “protetta”) veda una pubblicità di merendine o simili ogni 5 minuti. Se si estende il calcolo ad un anno, e se la matematica continua a non essere un’opinione, sono circa 33.000. E non pensate anche voi che un bambino di 8 anni impazzisca per comprare e mangiare una merendina che, in fondo, non è proprio niente di eccezionale, ma nel pacco può trovare le imperdibili figurine dei Super Fanta Mega Eroi dello Spazio Interstellare & fratelli?

In ogni caso, è inutile demonizzare completamente questo tipo di alimentazione e cercare solo di essere più attenti e furbi, tanto mio cugino continuerà comunque a strafogarsi di wurstel ogni volta che ha fame e apre il frigo, e a portarsi la pizzetta surgelata e riscaldata la mattina presto perchè la madre non ha tempo.

E forse semplicemente vale ancora e comunque quella piccola regoletta del vivere sani, secondo la quale basta non eccedere e affiancare all’alimentazione una buona attività fisica.

Dal canto mio però, credo che non riuscirò a smaltire il gelato che ho appena mangiato correndo in bicicletta o tirando due calci ad un pallone in cortile..

..non ho il pallone, non ho la bicicletta, non ho il cortile, piove e non ho più l’eta.

Credo che ne mangerò un’altro.

Etta

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