Un pizzico di estero

Filed Under (curiosità, diete e alimentazione, piatti etnici) by Lebkuchen on 07-08-2008

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Siamo in periodo di vacanze e molti di voi saranno partiti. Se per caso siete fra quelli che invece sono a casa non c’é niente di meglio che partire con… la fantasia! Ormai su Internet si trova di tutto, tantissime ricette di tutti i tipi e di tutti i continenti. Ovviamente col caldo bisogna evitare ricette troppo pesanti ossia  con ingredienti fritti oppure con troppi grassi che l’organismo digerisce solo dopo molto tempo. Ma la cucina internazionale ha tutto. Cosí dalla colazione, passando dal pranzo e per concludere con la cena, non c’é che l’imbarazzo della scelta. Sul Forum di Etta ci sono un sacco di ricette internazionali. Io ho particolarmente apprezzato la ricetta dei Pancakes per la mattina e della Moussaka Bulgara per mezzogiorno o sera. I primi sono delle specie di frittelle tipiche americane che possono essere gustate con frutta, marmellata o col classico sciroppo d’acero. La Moussaka bulgara é una variazione di quella greca. Entrambe sono a base di melanzane e possono essere servite sia calde che fredde. Con questo caldo ovviamente meglio fredde. Ricordatevi di grigliare le melanzane e di non friggerle cosí che il piatto risulti piú leggero. E poi scegliete voi la migliore: greca o bulgara?

Sovrappeso e obesitá

Filed Under (diete e alimentazione) by Lebkuchen on 09-06-2008

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Non so se qualcuno di voi é stato ultimamente negli Stati Uniti ma c’é da rimanere impressionati dalla quantitá di persone obese che ci sono. Qualcuno obietterá che é un problema di tradizioni, di educazioni alimentari e cosí via. Sí, certamente é vero. Negli Stati Uniti vige la regola del “piú grande é e meglio é” senza neanche molto riguardo per la qualitá. Significa che la gente mangia porzioni fatte solitamente per due e che quel che mangia per di piú é squilibrato dal punto di vista nutrizionale. Da qui si fa in fretta: assumere ogni giorno due o tre volte le calorie necessarie a una vita che si fa sempre piú sedentaria non puó che portare all’obesitá. E’ un problema che peró, malgrado sia ancora un pochino nascosto, riguarda anche noi italiani. Sí, perché quanti italiani fanno una vita molto attiva? E quanti mangiano antipasto, primo, secondo? E quanti mangiano questi piatti prendendoli magari giá pronti ossia piú ricchi di sale e grassi? C’é poco da dire, anche noi italiani stiamo imboccando una brutta, bruttissima strada. Se si guardano le statistiche nelle scuole, si nota che i bambini in sovrappeso e obesi aumentano sensibilmente col passare del tempo. Come si puó correre ai ripari? Ovviamente bisogna affrontare il problema da piú punti in modo da non dovere essere troppo radicali su nessuno. Prima di tutto bisogna cercare di muoversi di piú magari faccendo una passeggiata serale o un pó di corsa. Per chi non ha problemi a iscriversi in palestra, anche quest’ultima é un’ottima idea. Ma basta un qualsiasi sport, anche fatto a livello molto leggere per consumare quel “di piú” che generalmente si accumula. Secondariamente é necessario esaminare cosa e quanto si mangia provilegiando i piatti unici, le verdure (ricordatevi di mangiare l’insalata PRIMA del resto), e eliminando appena possibile i piatti pronti e gli snack industriali (davvero deleteri). Portatevi un pezzo di pane e cioccolato fondente che é meglio! Se volete avere un’idea delle calorie che ingerite nei vostri pasti potete guardare QUI. Se invece avete dei dubbi che riguardano la vostra dieta vi consiglio di lasciare la domanda alla dietologa. Tranquilli é gratis… approfittatene perché non essere sovrappeso non solo é bello ma fa anche bene alla salute!

Pasta Primavera

Filed Under (ricette con foto) by viola on 17-04-2008

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Ingredienti: una confezione di pasta casareccia – un mazzo di asparagi – due zucchine – scorza di limone – prezzemolo – 2 rossi d’uovo – olio – sale – pepe

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Procedimento: Pulite gli asparagi separando le punte dai gambi. In una padella con poco olio fate saltare prima i gambi e poi le punte di asparagi. Ogni tanto aggiungete un goccio d’acqua e mescolate. Quando saranno cotti metteteli da parte. Procedete quindi con le zucchine. Lavatele e tagliatele a tocchetti regolari. Cuocetele in una padella così come avete fatto per gli asparagi e quando saranno pronte mettetele da parte. In un contenitore dove poi condirete la pasta rompete le uova prendendo solo il rosso. A questo punto preparate un trito di prezzemolo e grattugiate la scorza.

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Cuocete la pasta in abbondante acqua salata e quando sarà cotta scolate e versatela sull’uovo. Mescolate bene, aggiungete le verdure precedentemente cotte e messe da parte, un pizzico di pepe e infine cospargete con il trito di prezzemolo e la scorza di limone. Questa ricetta è una rivisitazione della carbonara arricchita con verdure di stagione che alleggeriscono e profumano un piatto nutriente e sfizioso.

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Olive all’ascolana (da Urbino)

Filed Under (carne, ricette, ricette con foto) by Lebkuchen on 25-10-2007

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Sempre Marche sono.

Visto che in questa grande famiglia tanti vanno matti per le olive all’ascolana, e visto che non ho la minima intenzione di comprarli, li ho fatti con le mie manine sante.

E vi assicuro che sono usciti deliziosi, e facendoli in casa ognuno può variare nella ricetta nel modo che più gli piace (che gli Ascolani non me ne vogliano!).

Piccolo consiglio preliminare: se potete, utilizzate olive verdi grandi, così potete riempirle di più e si sente di più il ripieno.

Io grandi non le ho trovate, purtroppo. Qui a Urbino tendono a raccogliere i frutti della terra piuttosto acerbi e piccoli..la fruttivendola ha addirittura detto che a loro piacciono le cose acerbe..ma, vabbè, sto divagando..

Tornando alle olive, io le ho comprate in un vasetto da 130 gr, già snocciolate e in salamoia. Vi consiglio in tal caso di lasciarle per una o due orette in acqua, per farle dissalare leggermente.

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E tranquillizzatevi.. non è un’impresa ardua come sembra :)

Per preparare il ripieno, io ho utilizzato due bracioline di maiale senza osso. Le ho cotte leggermente in padella con sale, un goccio d’olio di oliva e spezie per arrosti. Dopodichè le ho tagliate a pezzetti e le ho messe nel mixer insieme a cubetti di pancetta, prosciutto cotto, un uovo (piccolo, altrimenti viene troppo liquido), parmigiano grattugiato, noce moscata e un pizzico di sale. Ho tritato tutto finchè non ho ottenuto un impasto di questo tipo:

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Nonostante le olive fossero già denocciolate, e quindi con il buco, le ho intagliate su un lato, per poter inserire più facilmente il ripieno.

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(Perdonate la foto, ma come al solito pretendo di far troppo con sole due mani ^_^)

A questo punto, non resta che procedere alla panatura. Io ne ho fatta una doppia, per ricreare quella classica crosticina tipica delle olive all’ascolana.

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In ordine, ho passato le olive ripiene nella farina, nell’uovo, nel pangrattato. Poi le ho fatte riposare 10 minuti, quindi le ho ripassate nell’uovo e nel pangrattato.

Friggete quindi in olio ben caldo per qualche istante, fino a che saranno dorate.

E fortunatamente ho ottenuto l’effetto desiderato :D

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L’unica piccola pecca è stata che le olive erano piuttosto piccole, ma questo non ha certo influito sul gusto..

E vi assicuro che tutti gli allegri inquilini di Via G. Santi hanno apprezzato :)

Etta

Un tocco d’oriente: hummus e falafel (o felafel)

Filed Under (curiosità, piatti etnici, ricette) by Lebkuchen on 17-09-2007

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Italiani, radicati alla cucina di casa che difendono a denti stretti pasta e pizza.

Ma molti non disdegnano i sapori lontani e le cucine straniere. Ed ecco che prendono sempre più piede i ristoranti etnici, crescono come funghi locali cinesi, arabi, spagnoli, giapponesi. E l’italiano del sabato sera sostituisce la piadina o il panino con la salsiccia delle 4.30 con una pita ripiena di kebab o un ghiros.

Conoscere nuove culture e assaporare pietanze nuove non può certo far male.
E non potevo non dedicare qualche post alle ricette e ai piatti lontani dalla nostra tradizione, che stanno però diventando in casa nostra sempre meno sconosciuti.

Cominciamo quindi con due piatti d’origine mediorentale: i falafel (o felafel) e l’hummus (humus, o anche hommus) .

falafel.gifI Falafel non sono molto lontani dalle nostre care amate polpette di carne, almeno nell’aspetto

Solo che al posto della carne tritata, i felafel sono fatti di ceci (ma si usano anche le fave), insieme ad aglio, cipolla e coriandolo.

Possono quindi anche essere degli ottimi sostituti delle polpette di carne in una dieta vegetariana.

Ecco la ricetta dei falafel:

  • 350 g di ceci secchi
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 2 cucchiaini di cumino
  • 1 cucchiaino di coriandolo tritato
  • pepe
  • sale
  • olio

Prima cosa da fare: tenere i ceci in acqua per almeno una notte, per farli ammorbidire.

Quindi togliete la pelle e tritate in un mixer i ceci, l’aglio, la cipolla, il prezzemolo, il coriandolo, il cumino, il sale e il pepe, fino ad ottenere un composto fine ed omogeneo. Lasciate quindi riposare per circa 30 minuti.

Trascorso questo tempo, formate delle polpette con l’impasto precedentemente preparato, schiacciandole leggermente, quindi lasciate riposare i falafel per almeno un’ora in frigo.

Questo tempo serve a rendere i falafel compatti e fermi, per evitare che si rompano durante la cottura.

I falafel vanno fritti in una padella o in un wok con dell’olio di semi fino a che non saranno ben dorati.

hummus.gifPassiamo quindi all’hummus, che in arabo vuol dire letteralmente “ceci”.

L’hummus è un piatto largamente diffuso nell’area del medioriente, fino a paesi come Turchia e Grecia.

Viene preparato riducendo a crema i ceci e aggiungendo aglio, limone, olio, paprika, cumino e prezzemolo.Solitamente all’hummus viene aggiunto anche del tahineh, o tahina, o tahini, ovvero una pasta fatta con i semi di sesamo.

Per intero, ecco la ricetta dell’hummus:

  • 500 g di ceci
  • 1 spicchio d’aglio
  • il succo di due limoni
  • paprika e/o peperoncino
  • 2 cucchiai rasi di olio
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 mazzetto di prezzemolo

Bisogna frullare finemente i ceci, quindi aggiungere il resto degli ingredienti e frullare finchè il tutto si sarà ridotto ad una pasta omogenea e cremosa, aggiungendo se necessario dell’acqua. L’hummus può essere servito in ciotoline, decorato con prezzemolo tritato e paprika e accompagnato da crostini di pane.

Stasera provo a fare del pane pita (o pitta), ovvero il pane arabo che solitamente viene farcito con i felafel. Poi vi racconto com’è andata.

As-salam alaikum a tutti voi.

Etta

Link utili:
- valori nutrizionali cipolle
- valori nutrizionali sesamo

Come scegliere, cuocere e ottenere un buon arrosto di vitello

Filed Under (carne, curiosità) by Lebkuchen on 27-08-2007

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La carne di vitello è tratta da bovini allevati in modo particolare e macellati tra i 2-3 mesi e i 10-11 mesi. Il vitello migliore è quello da latte, cioè nutrito solo con latte (fino a 3 mesi). Una volta svezzati, i vitelli possono essere abbattuti immediatamente , oppure nutriti ancora con mangimi arricchiti di latte in polvere, fino a raggiungere il peso voluto. La carne di vitello è meno pregiata quando l’animale viene nutrito con l’erba dopo lo svezzamento.

COME SCEGLIERE IL VITELLO

La carne di vitello si deteriora facilmente, assicuratevi quindi che il macellaio sia una persona di fiducia. Assicuratevi che la carne sia umida, di color rosa pallido, a trama fina. Dovrebbe avere poco grasso, ma quel poco dovrebbe essere consistente, setoso e color panna; la carne di vitello migliore conserva un vago odore di latte. Rifiutate sempre la carne che emani un odore acido. L’osso spezzato dovrebbe essere di colore rosso vivo internamente, e la superficie della polpa umida, ma non bagnata o floscia.

Ombre brune o bluastre sulla carne magra fanno pensare al vitellone (o al bue), quindi la carne sarà meno tenera. Una certa durezza non danneggia se dovete preparare un vitello brasato, ma per arrosti e simili occorre sicuramente la carne più tenera.

COME CUOCERE IL VITELLO

Quella di vitello è una carne delicata, sia nel sapore che nella consistenza. Essendo animali giovani, la carne è tenera, ma la cottura deve essere accurata, per preservarne la qualità fino al momento di servirla in tavola. Poichè è una carne poco grassa, per mantenere la tenerezza occorre aggiungere liquidi o grassi durante la cottura. Cucinatelo lentamente, per evitare che si riduca troppo a causa della perdita del liquido interno. Accertatevi che sia cotto a puntino, perchè la carne di vitello non cotta a sufficienza potrebbe risultare un po’ indigesta.

COME ARROSTIRE IL VITELLO

Per un buon arrosto di vitello, prima di tutto asciugate e ripulite il pezzo di carne, legatelo se necessario per dargli una forma compatta, quindi pesate e calcolate il tempo di cottura secondo la tabella in fondo al post; se il pezzo è imbottito, mettete in conto anche il peso del ripieno. Salate, pepate e disponete su una piastra da forno.

Appoggiate il pezzo di vitello su una griglia e, se si tratta di lombata o carrè di vitello, sopra gli stessi ossi. Se volete, potete disporre sulla polpa striscioline di pancetta, per mantenere la carne umida e dare più sapore alla carne. Arrostite per il tempo che avete calcolato, irrorando di tanto in tanto con il sugo che si raccoglie sulla piastra. Prima però scottate la carne nel forno molto caldo, affinchè trattenga all’interno i suoi liquidi, quindi abbassate la temperatura.

Terminata la cottura, mettete il pezzo su un piatto da portata riscaldato e lasciatelo al caldo per quindici minuti, per rendere più facile il taglio.

Il vitello, data la delicatezza del sapore, richiede ripieni e salse saporite: spesso si aggiungono pezzi di pancetta o ripieni di carne tritata con spezie ed erbe aromatiche. E’ utile anche spremerci sopra uno spicchio di limone.

 

TEMPI DI COTTURA PER ARROSTI DI VITELLO
Tipi di taglio Arrostire a 230° e poi a 180°
Pezzi con osso 15-20 minuti 35 minuti
ogni 450g
Pezzi senza ossa arrotolati
(peso comprensivo di ripieno)
15-20 minuti 40 minuti
ogni 450g

Se avete anche il forno a legna, vi consiglio di provare a cucinarci l’arrosto di vitello..se volete qualche ricetta sono a vostra disposizione :)

Etta

Ricette facili e veloci per utilizzare il prosciutto cotto avanzato

Filed Under (ricette) by Lebkuchen on 22-08-2007

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Il problema del giorno è: due etti di prosciutto cotto avanzato dai panini di ieri.

Se lo riproponessi oggi, penso che i miei commensali metterebbero un muso lungo da qui a Catania (più o meno 800 km) .

E allora, che ci faccio co ’sto bastimento di prosciutto cotto, tra l’altro molto buono, talmente buono che piuttosto che lasciarlo in frigo per un altro giorno me lo mangio tutto io da sola?

Ho escogitato qualche sistema per utilizzarlo in qualche ricettina veloce..

Salsa al prosciutto.

Mescolate il prosciutto cotto tritato con la panna, la maionese e il sale. Da servire con verdurine fresche e qualche fetta di pane tostato, o bruschette.

Crema di prosciutto e groviera.

Mescolate il prosciutto tritato con groviera, formaggio fresco cremoso, latte e un po’ di Tabasco. Servite con dei crostini o usatelo per farcire toast o tartine.

Insalata al prosciutto

Mescolate pezzetti di prosciutto, fettine di pomodoro, olive, cetrioli e cipolle. Se volete arricchirla, aggiungete della lattuga.

Spiedini di prosciutto e mela glassati

Infilate su uno spiedino dei pezzetti di prosciutto cotto alternandoli a spicchi di mela. Spennellate con marmellata di arance mista a succo di limone e grigliateli.

Zuppa di prosciutto e crescione (leggermente invernale)

Fate bollire del brodo di pollo, aggiungete alcuni funghi affettati, prosciutto cotto a pezzetti e crescione tagliato finemente. Riportate a ebollizione e servite (aspettate che finisca di bollire se non volete ustionare qualcuno).

Stufatino di prosciutto al forno.

Mescolate fagioli, senape, un peperone tagliato finemente e del prosciutto cotto a pezzetti. Scaldate al forno e servite con dei crostini di pane.

Polpettine al prosciutto

Mescolate il prosciutto cotto tritato con 1 uovo sbattuto, pane grattugiato, salvia macinata, sale e pepe. Fatene delle polpettine e friggetele. Oppure cuocetele nel sugo.

Besciamella al prosciutto e verdure.

Mescolate il prosciutto a pezzetti con la besciamella, e versatela su della verdura tagliata a listarelle (sedani, cavolfiori, carote, zucchine. Oppure utilizzatela per condire paste o risotti.

Insalata di prosciutto e frutta secca

Tagliate il prosciutto cotto (se a dadini è meglio) e mescolatelo con lattuga, noci, mandorle tritate e sedano a pezzetti molto piccoli. Aggiungete della maionese, mescolate e servite.

Io ho scelto le polpettine, e le accompagno con delle patatine fritte. Voglio vedere se qualcuno ha il coraggio di reclamare :)

Etta

Pasta frolla e pasta sfoglia

Filed Under (curiosità, ricette, ricette base) by Lebkuchen on 30-07-2007

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La pasta frolla e la pasta sfoglia possono essere usate sia per preparazioni dolci che salate. Personalmente, preferisco sempre la frolla per il dolce e la sfoglia per il salato.

Quasi tutte le paste dovrebbero essere lavorate con le mani, gli utensili, il piano di lavoro e gli ingredienti freddi. In particolare, per preparare la pasta frolla è consigliabile usare un amalgamatore per lavorare il burro e la margarina al posto delle mani, che possono essere troppo calde. L’acqua deve essere generalmente molto fredda, tranne che in alcuni impasti come quello dei bignè. Prima di impastare, misurate l’acqua in una brocca graduata e mettetela in frigorifero. Se avete tempo poi, fate riposare la pasta in frigo dopo averla impastata e prima di spianarla. Anche dopo averla spianata con il mattarello, ponetela in frigo e preparate il ripieno.

Gli ingredienti.

  • Farina: per preparare la maggiorparte delle paste, si usa la farina bianca. Se però volete dare alla pasta frolla una consistenza un po’ più soffice, potete usare la farina con il lievito incorporato.
  • Grassi: i grassi più comunemente usati sono il burro, la margarina e lo strutto. Se usate lo strutto, seguite attentamente le indicazioni riportate sulla confezione riguardanti le quantità da usare. Come regola generale, usate 25 g di grasso ogni 50 g di farina per la pasta frolla, e per la pasta sfoglia usate la stessa quantità di farina e di grasso.
  • Liquidi: aggiungete sempre la minor quantità possibile di acqua. Un impasto appiccicoso darà una pasta molto dura. In genere, si usa un cucchiaino d’acqua ogni 25 g di farina per la pasta frolla, mentre un cucchiaio ogni 25 g per la pasta sfoglia.

Spianate la pasta sempre delicatamente e uniformemente, infarinando appena la superficie di lavoro e il mattarello. La pasta frolla, di solito, si spiana a circa 3 mm di spessore e la pasta sfoglia a 5 mm. Tirate la pasta facendo ruotare il mattarello in una sola direzione , e cioè verso l’esterno. Ruotate spesso la pasta quando lavorate i bordi, altrimenti risulteranno più sottili rispetto alla parte centrale della pasta.

Come conservare e congelare la pasta frolla e la pasta sfoglia?

La pasta frolla e la pasta sfoglia possono essere conservate un giorno, prima di essere cotte. Si tengono avvolte in carta oleata, in pellicola trasparente o in un foglio di alluminio, anche se già spianate. Per congelare la pasta, invece, avvolgetela in una pellicola trasparente. Al momento dell’uso, lasciatela scongelare a temperatura ambiente per 3-4 ore o in frigo per tutta la notte. Se volete congelare la pasta, già disposta nella teglia, cruda o cotta, mettetela nel freezer con tutto il contenitore. Le metterete in forno ancora congelate, aumentando di 5 minuti il tempo di cottura.

La pasta cruda congelata si può conservare per 3-4 mesi, quella cotta anche per 6.

E se vi volete cimentare, eccovi la ricetta della pasta sfoglia e la ricetta della pasta frolla.

Etta

Come fare un buon soufflè

Filed Under (curiosità, ricette) by Lebkuchen on 26-07-2007

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Avete mai provato a fare un soufflè? O avete mai visto nei film quelle signore americane che si cimentano ai fornelli,cercando di preparare un bel soufflè, magari per la cenetta romantica con il maritino, quando poi si disperano aprendo il forno e notando che si è completamente sgonfiato?

Ma soprattutto, sapete cos’è un soufflè?

Il soufflè è costituito da un denso impasto di farina, burro, latte e tuorli d’uova, unito poi agli albumi montati a neve.

La ricetta del soufflè:

  • 75 g di formaggio grattugiato
  • sale e pepe

E’ sempre bene scegliere una pentola abbastanza grande da contenere non solo l’impasto, ma anche gli albumi montati.

Separate le uova e lasciate intiepidire gli albumi a temperatura ambiente e in un recipiente coperto. Fate fondere il burro in un tegame abbastanza largo da contenere tutti gli ingredienti. Unite la farina e cuocete piano e mescolando per 2-3 minuti. Incorporate quindi poco a poco il latte all’impasto e fate bollire per circa un minuto, mescolando di continuo ottenendo così una crema liscia e morbida.

Riducete il fuoco e aggiungete il formaggio grattugiato, sempre mescolando. Non riscaldate troppo la miscela, altrimenti il formaggio si scioglie e diventa troppo filamentoso.

Lasciate raffreddare il tutto, poi aggiungete i tuorli, sbattuti uno alla volta. Salate, coprite l’impasto e lasciatelo da parte.

In una terrina larga montate intanto gli albumi a neve, usando una frusta o un mixer elettrico (se non volete slogarvi il polso come tocca fare a me di solito). Versate poi gli albumi ben sbattuti nella salsa preparata in precedenza, amalgamate delicatamente, con dei movimenti avvolgenti e dal basso verso l’alto, con un cucchiaio di metallo. Versate l’impasto nella teglia imburrata e cuocete al centro del forno, a 180° per circa 30 minuti. Quando il soufflè è cotto e di colore bruno dorato, toglietelo dal forno e servitelo subito.

I piccoli segreti per un buon soufflè.

  • Nel caso in cui non dovete servirlo subito, lasciatelo nel forno spento per circa 10 minuti.
  • Per accettarvi che il soufflè sia cotto, inserite un coltello nella parte più gonfia: se ne esce pulito, il soufflè è pronto.
  • Non aprite mai il forno durante la cottura.
  • Se non avete uno stampo da soufflè, potete usare una pentola della capacità di un litro e con bordi diritti. Se volete che il soufflè riesca molto gonfio, la miscela cruda deve essere sufficiente a riempire lo stampo per 3/4, in modo da potersi gonfiare e salire oltre i bordi.
  • Per servire il soufflè, utilizzate un cucchiaio da portata e affondatelo nel soufflè fino a raggiungere il bordo del recipiente. Ogni porzione dovrebbe comprendere un pezzo di crosta e un pò del centro spumoso. Prendete ogni volta una bella cucchiaiata abbondante per non danneggiare la consistenza delicata e l’aspetto del soufflè che resta nel recipiente.

Sono certa che con quest’alone di sfiga che mi fluttua intorno ultimamente, se facessi oggi un soufflè non si sgonfierebbe mica..

..esploderebbe nel forno.

Etta

La cottura del pesce

Filed Under (pesce) by Lebkuchen on 24-07-2007

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In qualche post fa avevamo dato un’occhiata a come pulire il pesce..

Dopo l’esaltante prova di ieri sera, nella quale mi sono vista alle prese con un filetto di baccalà che doveva essere fritto ma mi ha dato non pochi problemi, ho deciso che era il caso di guardare un po’ a come si cucina il pesce in generale.

Confesso che il pesce infatti è sempre stato il mio punto debole. Nonostante adori mangiarlo, non mi cimento spesso a cucinarlo..

Perciò, mi sembra il momento giusto per cominciare davvero.

Il tempo di cottura del pesce è molto breve: è pronto appena la sua carne perde l’aspetto traslucido per diventare piuttosto opaca e lattea. Bisogna evitare una cottura troppo lunga perchè rovinerebbe la consistenza delle carni e il loro sapore. Tanto per un pesce intero quanto per un trancio, provando la cottura con una forchetta, generalmente il pesce è cotto quando la carne si stacca senza difficoltà dalla lisca.

  • Pesce alla griglia: per i filetti e i tranci sottili, è sufficiente cuocerli alla griglia da un solo lato. I tranci più grandi e i pesci interi devono invece essere voltati una volta durante la cottura, per essere certi che siano completamente cotti anche all’interno. Con i pesci rotondi, come lo sgombro, è consigliabile praticare tre o quattro tagli diagonali su entrambi i lati del corpo. I pesci a carne grassa non sempre richiedono aggiunte di condimenti, ma quelli a carne magra vanno unti con olio o burro per evitare che si secchino troppo. Cuoceteli tenendo il fuoco moderato, e calcolate in genere 4-5 minuti per i filetti sottili, 10-15 minuti per i pezzi più grossi.
  • Pesce cotto al vapore : la cottura a vapore è adatta solo a filetti sottili di pesce a carne magra, come la sogliola o la passera di mare. Lavate e asciugate il pesce e disponetelo su una pirofila unta, quindi ponete sul pesce piccoli pezzetti di burro e aggiungete un cucchiaio di latte e un pò di sale. Coprite ermeticamente con un foglio di alluminio e mettetelo su una pentola con dell’acqua che bolle. Fate cuocere per circa 10-15 minuti. Il liquido di cottura del pesce può poi essere usato per aromatizzare una besciamella da servire insieme al pesce, oppure si può semplicemente versarlo sul pesce prima di servirlo.
  • Pesce lesso: la maggior parte dei pesci si presta bene ad essere lessata, dai più sottili filetti a un salmone intero, tuttavia di solito non si utilizza questo metodo per i pesci grassi, come l’aringa o lo sgombro. Fate cuocere il pesce in un brodo leggermente aromatizzato, al quale si può aggiungere latte o vino bianco. Di solito si prepara un brodino cuocendo lische di pesce in acqua salata e aromatizzata con prezzemolo, succo di limone, alloro, pepe, cipolla e carote. Calcolate circa 10-15 minuti per 500 gr di pesce, 5-10 minuti per i tranci. Il liquido deve coprire completamente il pesce e non deve essere fatto bollite, perchè il bollore rovinerebbe la consistenza della carne. Se il pesce deve essere servito freddo, lasciatelo raffreddare nel suo liquido di cottura, che conserverà la carne più umida e saporita. Stesso discorso fatto in precedenza vale per il sughetto di cottura.
  • Pesce al forno: piccoli pesci interi, o filetti, o tranci tagliati da un grosso pesce, si possono cuocere al forno a 180°. Mettete il pesce in una pirofila con sale, olio e acqua, latte o vino bianco. Coprite con un coperchio o un foglio di alluminio e fate cuocere al forno. Se non seguite una particolare ricetta, calcolate 10-12 minuti per ogni 500 gr di pesce. Un grosso trancio di pesce farcito può richiedere anche fino a 1 ora di cottura.
  • Pesce al burro: chiamato anche pesce alla mugnaia. Passate i pesci nel latte salato, poi infarinateli leggermente. Se sono piuttosto grossi, fate dei piccoli tagli sul dorso. Si cuociono nel burro caldissimo, si salano durante la cottura e si girano. Il pesce cotto nel burro risulterà più delicato di quello cotto nell’olio. Si possono cuocere al burro le sogliole, i nasellini, tranci sottili di pesce come il palombo e la coda di rospo.
  • Pesce fritto: versate abbondante olio nella padella per friggere e riscaldatelo molto bene (deve essere leggermente fumante). Passate il pesce nell’uovo sbattuto e nel pane grattugiato, oppure nel latte salato e nella farina; questo tipo di preparazione forma una specie di pastella. Immergete poi il pesce nell’olio bollente. Per evitare di far raffreddare l’olio, friggete poco pesce alla volta e alzate subito per qualche tempo la fiamma, per far riprendere all’olio il calore perso e permettere una cottura rapida.

Poi magari un giorno vi racconto la mia avventura con il baccalà.

Vi dico solo che non si capiva bene se il baccalà era quello fritto o la tizia che lo stava friggendo.

Etta